Il giallo della medusa killer

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Maria era una signora di 69 anni che la mattina del 25 Agosto si stava bagnando tra le bellissime acque sarde presso Villaputzu. Improvvisamente, però, avverte un forte bruciore alla gamba; non impiega molto a capire che la causa del dolore è l’incontro sfortunato con una medusa e nuota verso la riva per chiedere aiuto.  Appena fuori dall’acqua la donna avverte un malore e si accascia sul bagnasciuga; inutili i soccorsi dei bagnanti e il tempestivo arrivo del personale del 118 che non può far altro che costatarne il decesso. Maria muore per la puntura di una medusa, cosa mai avvenuta in Italia; sarà l’autopsia a chiarire la dinamica dei fatti ma inevitabilmente si solleva un polverone perché la donna potrebbe si aver avuto uno shock anafilattico (causato da uno dei rari casi di allergia al veleno delle meduse) ma potrebbe anche essere stata vittima di un micidiale organismo marino: la Caravella portoghese.

Il suo nome scientifico è Physalia physalis ed è un sifonoforo; non si tratta di una medusa bensì di una colonia di polipi che galleggiano grazie a un’enorme vescica d’aria. Il corpo dell’animale non è molto grande ma i tentacoli possono essere lunghi anche 20 metri. Punge in un solo punto con un lungo tentacolo. “ Se la medusa è robusta, e se la puntura si verifica mentre l’animale sta pescando, i sintomi, in chi ne è vittima, sono molto forti, simili a quelli di una fortissima scarica elettrica, e il segno che rimane è come quello di un ferro rovente appoggiato sulla pelle” sostiene il professor Ferdinando Boero, professore di Zoologia e Biologia marina all’Università del Salento e a capo del progetto di avvistamento Occhio alla medusa. La specie sotto accusa, benché sempre presente nel Mediterraneo, non aveva mai provocato decessi tra i bagnanti ma diversi contemporanei avvistamenti suggeriscono la possibilità che le popolazioni delle cosiddette meduse killer stiano ingrandendosi; l’allarme è arrivato all’inizio del mese da Alicante, in Spagna, dove l’avvistamento di un gran numero di Physalia ha costretto le amministrazioni locali alla chiusura delle spiagge per preservare l’incolumità dei bagnanti.

Non tutti gli esperti sono convinti che anche in questo caso si tratti di questa specie. Benedetto Cristo (ricercatore del dipartimento di zoologia evoluzionistica dell’università di Sassari) è di tutt’altra opinione: “Le meduse che popolano i nostri mari non sono mortali per gli uomini – spiega Cristo -, a meno che non si abbia una qualche forma di grave allergia al loro veleno”. La specie che ritiene sia entrata in contatto con Maria è, probabilmente la Pelagia noctiluca. Si riconosce con facilità perché ha un colore che tende al viola ed è di dimensioni ridotte. È la più urticante tra tutte ma anche la più comune. Ha piccole vescicole all’interno delle quali c’è un dardo che si conficca nella preda, iniettando il veleno.  “Le meduse – ci tiene a precisare – sono carnivore, mangiano piccoli pesci e crostacei e tutto ciò che è disperso nel plancton ma non attaccano l’uomo. Il contatto con chi fa il bagno è del tutto accidentale”.

Fatto sta che questo è il primo caso di morte da puntura di medusa nel Mediterraneo e non c’è dubbio che i loro avvistamenti quest’anno sono notevolmente aumentati.

Da una parte le caratteristiche climatiche di questa estate hanno creato delle condizioni particolarmente favorevoli per la loro riproduzione, ma ciò non deve preoccupare perché rientra in un ciclo di dinamica delle popolazioni del tutto naturale. Più preoccupanti sono invece fattori concomitanti quali ad esempio la scomparsa dei predatori (tra cui tonni, pescispada tartarughe e delfini); cacciati e pescati sono diminuiti drasticamente venendo meno alla loro funzione di contenimento degli stock di meduse nelle nostre acque. La seconda importante causa di aumento del numero di individui è il riscaldamento globale che ha permesso un allungamento del loro periodo riproduttivo.

Inoltre, le meduse solitamente vivono a 20-40 miglia dalla costa, dove l’acqua è più calda e salina; secondo alcuni studi il minore apporto di acque dolci da parte dei fiumi ha favorito l’aumento di salinizzazione delle acque costiere allargando i confini dei loro habitat fino alle zone dove è più frequente trovare dei bagnanti.

Poiché l’incontro con la letale Caravella portoghese risulta essere improbabile (ma non impossibile) nel caso si venga punti da una medusa basta non entrare nel panico; spesso degli impacchi di acqua calda fanno diminuire drasticamente i dolori ma se ciò non dovesse bastare è il caso di eliminare i residui di filamenti passando una superficie dura sulla ferita e poi risciacquare con acqua di mare. In caso, poi, di sintomi più gravi è importante che si abbia un’assistenza di supporto cardiorespiratorio.

L’attenzione e il continuo monitoraggio di ciò che ci avviene intorno rimane l’unico modo possibile per godere a pieno questi ultimi giorni d’estate sulle nostre spiagge.

Links:

Leggo.it – Sardegna, donna muore ustionata da una medusa

La Nuova Sardegna – Donna morta per una puntura di medusa

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