Il futuro è il wellness in cucina

Oramai ne parliamo da anni: mangiare sano è una carta vincente per permetterci di invecchiare meglio, per prevenire tumori, malattie cardiovascolari, degenerative, obesità, ecc.

Un’alimentazione non equilibrata, al contrario, porta inevitabilmente a problemi per il nostro microbioma intestinale. Per esempio, il consumo di insaccati, carne rossa e latticini va ad innescare un meccanismo di infiammazione delle membrane cellulari, che può essere attenuato, invece, mangiando alghe o pesce. L’infiammazione si va ad annidare principalmente nel grasso viscerale, comportando un’ulteriore difficoltà nei processi di dimagrimento.

curcumaLa curcuma, che oramai è tanto di moda, induce la produzione di antiossidanti naturali, in grado di disattivare i meccanismi che portano all’infiammazione.

Negli ultimi anni, la scienza e la cucina si sono alleate per rendere più comprensibili e alla portata di tutti ricette appetitose in grado di farci star bene. E’ come una piccola rivoluzione. Consideriamo, infatti, che anche l’Università di Harvard ha deciso di mettere in pratica le indicazioni nutrizionali pubblicando delle ricette. I piatti della Harvard Medical School prevedono un quarto di proteine diciamo così sane (come carne bianca, legumi o pesce), un quarto di cereali integrali, più di un quarto di verdura e meno di un quarto di frutta.healthy-foodDopo questo esempio, l’ateneo di Pisa ha attivato un master internazionale sul binomio cibo-salute, che si chiama Healthyfood. E sembrano prendere piede nei nostri ospedali, dei percorsi di guarigione che passano attraverso la cucina. Proprio perché con una corretta alimentazione si possono prevenire circa il 40% di alcuni tipi di tumore, come quello al colon, allo stomaco o alla mammella. Quindi, l’ultima parte della terapia prevede l’insegnamento di un nuovo modo di cucinare e di nutrirsi. Così, per esempio, si insegna che è importante mangiare i legumi almeno 4 volte la settimana, grazie alla loro azione antinfiammatoria, al ricco apporto di fibre e al loro basso impatto glicemico. Oppure che è importante assumere la lattuga più volte possibile, perché è un antitumorale naturale (in quanto contiene la quercitina).

Il volume di affari che circola attorno a cibo, salute e tecnologia si aggira intorno a 135 miliardi di euro. Si può sicuramente parlare di business del cibo. A questo proposito, di nuovi scenari e trend futuri, si è parlato in occasione del Seed and Chips l’11-14 maggio 2016 a Milano: una manifestazione che ha riunito investitori, appassionati e startup da tutto il mondo.

Gli chef non potevano non cavalcare quest’onda. Ecco che un po’ in tutto il mondo sono diventati famosi degli chef che hanno fatto del wellness la loro filosofia. Vi volevo citare uno tra i tanti, che è anche diventato una star della tv, lo chef inglese Jamie Olivier.

Jamie Olivier

Lui ha creato un programma alimentare che ha destato l’attenzione anche di svariati scienziati, che hanno pensato di eseguirne uno studio. Le regole alimentari, in realtà, sono piuttosto semplici: assunzione di tanta frutta e verdura, meno junk-food e snack, metodi di cottura più sani. La dott.ssa Jane Cade della School of Food Science and Nutrition della Università di Leeds ha eseguito questo studio su 800 partecipanti ai corsi, tenuti dallo chef tra il 2010 e il 2014. I dati sono stati pubblicati sulla rivista Public Health Nutrition. Dopo circa 6 mesi, le persone coinvolte nell’esperimento erano passati da 2,7 a 4,1 porzioni di frutta e verdura, mentre gli snack erano diminuiti, passando da 2 a 1,1 al giorno. La gente coinvolta, inoltre, tendeva a diffondere le conoscenze e le ricette assimilate, con parenti e amici, con un effetto esponenziale.

Vi lascio con un paio di realtà da provare da noi in Italia (io naturalmente ci sono stata!). Le definirei esperienze, più che cene o degustazioni. Uno nella mia Roma, si chiama Alchimia FoodLab.

alchimia-foodlab

E’ una specie di laboratorio di cucina vicino piazza Re di Roma, nato dall’idea dello chef Andres Felipe Upegui Sanchez e Beatrice Vittoria De Luca. E’ un ristorante piccolino che fa piatti da asporto con un packaging particolare. Cambia il menù ogni mese, con materie prime freschissime e lo chef utilizza tecniche di cottura alternative. Grazie, poi, ad una collaborazione attiva con un team di nutrizionisti, progetta e consegna a casa diete personalizzate, anche per sportivi e persone con problemi alimentari.

nutris

La seconda realtà che vi voglio consigliare si trova in Alto Adige. E’ un ristorante gourmet che si chiama Nutris, vegetariano-vegano, che utilizza esclusivamente prodotti a Km0 ed erbe indigene. Riesce, in questo modo, a creare un menù unico, gustoso e che ha un effetto sul benessere psico-fisico di chi lo prova. Si trova a Foiana/Lana nei pressi di Merano.

Non so a voi, ma è venuta fame!

Per approfondire:

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