Squali da spiaggia e 5 fatti veri su di loro

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Quest’estate i media italiani si sono comportati con equilibrio sul tema: l’avvistamento di squali sulle rive italiane, infatti, è stato affrontato più con ilarità per i bagnanti terrorizzati ma ben all’asciutto in spiaggia che con il solito sensazionalismo. I video mostrano gli squali in atteggiamenti ben diversi da quelli che ci si aspetta da un mostro interessato ad attaccare la preda, e l’idea che chiunque può essersi fatto nel guardarli è che l’animale fosse disorientato in acque basse, vista anche la concentrazione di mozziconi di sigarette, angurie, creme solari e fluidi corporei di vario genere. Così l’allarme squalo, è stato passato più spesso come curiosità per l’avvistamento che come incubo dell’estate. O quasi. Evviva la stampa italiana.

Interessante e semplicissimo data su attacchi di squalo
Proprio negli stessi giorni il Discovery Channel lanciava la ‘Shark Week’, la settimana dedicata allo squalo, cedendo però alla tentazione del sensazionalismo-shock con titoli come: Sono sfuggito allo Squalo 2, Lo squalo martello-mostro o Lo Squalo colpisce ancora. Ma al Discovery Channel non se ne pentono molto: grazie all’ennesima sparata hanno ottenuto il record di ascolti.

Suscitando però l’intervento di Project AWARE, autorevole organizzazione per la conservazione marina, e Shark Advocates International: “L’informazione su vasta scala e la programmazione sui media sono elementi chiave per la sopravvivenza di queste creature misteriose e magnifiche,” ha dichiarato Sonja Fordham, fondatrice e Presidente di Shark Advvocates International, “ma quando si tratta di conservazione queste possono diventare una lama a doppio taglio”. Un equilibrio difficile che mi fa venire in mente Vargas, biologo marino protagonista di Scilla, storia di uno squalo bianco, mentre tenta di far conoscere aspetti poco conosciuti di questo animale ma senza snaturarlo e senza cadere nella tentazione antropomorfica in un difficile equilibrio ma lontano da Spielberg quanto da Walt Disney.
“Dovremmo usare il potere della rete” Si legge nel comunicato di Project AWARE. “Coloro che conoscono gli squali (e i parenti stretti degli squali come mante e razze) sanno che questi animali hanno urgente bisogno di protezione.” Ed elencano 5 fatti che ogni appassionato di squali dovrebbe conoscere e divulgare.
Eccoli:
1- Gli esseri umani dovrebbero essere i custodi del mare, ma potrebbero essere considerati loro, a tutti gli effetti, i “mostri degli abissi”. Stiamo svuotando gli oceani di squali . Secondo i risultati del primo studio globale sul rischio di estinzione condotto dallo Shark Specialist Group dell’IUCN, il 25 per cento di squali e razze nel mondo sono a rischio di estinzione.

2- Shark Week non la racconta tutta sulle sue amate star : lo squalo martello festonato è classificato dall’IUCN come globalmente minacciato ed è nella Lista Rossa, tra i più in pericolo di tutti gli squali altamente migratori. Anche se non fuori dai guai, gli squali bianchi sono tra gli squali più protetti del mondo. I loro cugini più vicini, invece, non se la cavano così bene: gli squali mako sono oggetto di pesca indiscriminata in tutto il pianeta, senza limiti internazionali neanche da parte della UE, mentre gli squali smeriglio possono ancora essere scaricati dai pescherecci negli Stati Uniti e in Canada, nonostante lo stock necessiti già di molti decenni per riprendersi dalla pesca eccessiva.

3- I controlli sulla pesca ed il commercio degli squali sono carenti . La domanda di pinne di squalo ha portato alla rovinosa pratica del finning mentre l’interesse per la carne di squalo e razze sta crescendo in molti luoghi. In gran parte la pesca incontrollata e by-catch (cattura involontaria) sta portando molte popolazioni di squali e razze sull’orlo del collasso. Sta a noi usare il nostro potere come cittadini e consumatori. Sollecitare i politici per promuovere garanzie per squali e le razze: non aprire mai il portafogli per prodotti derivanti da squali e razze se non sei sicuro che siano sostenibili!

4- La diversità. Non c’è nessuna ricetta magica per la conservazione degli squali. Regioni diverse hanno problemi diversi, necessitano diverse risorse e diversi approcci. C’è bisogno di una scaletta di limiti da porre su basi scientifiche e/o di fermi precauzionali, c’è bisogno di divieti sul finning efficaci, di riduzione del rischio by-catch, di protezioni a zona, di misure commerciali e misure di sensibilizzazione dei consumatori a tutti i livelli – internazionale, regionale e locale – per salvaguardare queste specie. Detto questo, anche i piccoli passi possono aiutare. Sceglietene uno e iniziate la vostra campagna.

5- “…I subacquei, gli avvocati degli squali stanno cambiando le cose. Gli squali hanno bisogno di noi. Grazie per essere un vero fan per lo squalo durante la Shark Week, e ogni settimana!.”
Bene, noi sub conosciamo bene il problema, ma l’ importanza degli squali e del mare va oltre i bei ricordi e le simpatie personali, la sopravvivenza degli squali, questi ‘paria’ del mare è legata alla nostra capacità di farli entrare nella nostra cultura, nei racconti di viaggio, nell’intrattenimento, se vogliamo, tramite una corretta informazione.
Ora qualcuno si chiederà com’è mai ci sono tutti questi avvistamenti lungo le coste italiane: gli squali si stanno avvicinando ‘pericolosamente’ a riva? Sono aumentati gli squali? Oppure sono aumentati gli iPhone, i Samsung e le funzioni di whatsapp, facebook e youtube?

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“Dimmi del Mare”
di Claudio Di Manao

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