Acqua, Acqua, Acqua
Se questo non è un cambiamento climatico allora è solamente colpa di un giramento di scatole della Natura, le alluvioni nel Queesland, in Brasile, in Germania, in Sri Lanka, in Pakistan. Con il cuore in mano e tanta tristezza negli occhi osserviamo le immagini del dramma che si sta svolgendo in questi giorni in Australia e in Brasile. Ma ancora nessuno ammette le responsabilità come se le catastrofi di questa meterologia impazzita fossero normali esuberi ciclici. Dobbiamo cambiare modello di vita o le vite delle persone colpite saranno anche sulle nostre coscienze.
Chiunque abbia un sogno lo metta in pratica. Questo è il momento per agire.

Clima: accordo a Cancun
E’ ancora presto per essere ottimisti ma i risultati del vertice di Cancun sono sicuramente incoraggianti, soprattutto se paragonati a quelli del precedente summit di Copenaghen.
Proprio ieri è stato adottato nella sua totalità, dai duecento Paesi riuniti a Cancun, un testo che prevede una serie di soluzioni incisive per la lotta contro il cambiamento climatico.
I rappresentanti dei paesi riuniti sono stati concordi su gran parte delle misure da attuare proposte in questa sede: dalla creazione di un Fondo verde per aiutare i paesi in via di sviluppo al trasferimento di tecnologie ai paesi più svantaggiati. Passi avanti si sono fatti che nel definire un comportamento comune e molto più conservativo per la protezione delle foreste, così come nell'aver riconosciuto la necessità di un obiettivo di riduzione delle emissioni al 2020 compresa tra il 25% e il 40%. Sono tutte premesse positive che lasciano ben sperare per il futuro della questione, ancora aperta, del protocollo di Kyoto.
La Bolivia è stato il solo paese a essersi pronunciato contro questo testo ma tutti gli altri rappresentanti hanno deciso all'unanimità di procedere ugualmente poiché “non è concepibile che un'unica delegazione possa pretendere di imporre un diritto di veto su una volontà comune che con tanto lavoro è stata raggiunta” dichiara Patricia Espinosa, ministro degli Esteri messicano e conclude “Questo accordo apre una nuova era per la cooperazione internazionale sul cambiamento climatico”.
Restano tuttavia dei grossi nodi da sciogliere, come la questione della ripartizione delle quote e i sistemi di verifica. Speriamo che l’Europa mantenga la linea tenuta fino ad oggi e che l’Italia la segua senza esitare.
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La corrente del golfo
Quando ho visto i primi fiocchi di neve scendere la sera del 31 gennaio a Londra sapevo cosa significava: era l’addio a ogni mia velleità di poter mantenere fiori e piante non resistenti al gelo nel mio giardino.
Qualche giorno dopo, quindi, ho scelto di acquistare online due piantine di quercia per rimboschire il giardino: una Quercus ellipsoidalis "Hemelrijk" (Northern Pin Oak), e la Quercus rubra (Quercus borealis). Entrambe le querce sono native del Canada e del Nord America.
La neve mi ha portato anche un’altra informazione: la Corrente del Golfo sta rallentando come previsto dagli scienziati.
A differenza del nome "global warming", il fenomeno del surriscaldamento é solo il primo tempo del film horror "THE CLIMATE CHANGE".
Il secondo tempo parla di una corrente del golfo appesantita e rallentata dal confluire nell’acqua marina salata, dell'acqua dolce dei ghiacciai, fino all’arresto completo.
Sul libro di Robert Kunzig MAPPING THE DEEP c’è un capitolo estremamente ironico sulla fisica delle correnti oceaniche e del come e del chi ha scoperto nei secoli i fenomeni principali che influenzano le trasformazioni.
Gli oceanografi hanno denominato questo viaggio globale delle correnti circolazione termohalina, perché la densità dell'acqua è un fenomeno da attribuire al calore e alla salinità. Gli stessi determinano anche leggerezza o pesantezza ed espansione tra la superfice e il fondo dell'Oceano. Alla circolazione termohalina si deve il calore, immagazzinato dall’acqua mentre scorre alle latitudini tropicali e rilasciato alle latitudini nordiche, che riscaldare ad esempio l’Inghilterra compreso il mio giardino.
Il gelo e la neve delle ultime settimane, ma che dico, degli ultimi mesi, ma che dico degli ultimi anni, é cosi difficile metterli in relazione al rallentamento della corrente del Golfo?
E l’avidità degli speculatori finanziari e dei banchieri é così difficile da mettere in relazione con il lento declino delle economie globali? collasso delle economie globali?
Rimaniamo in attesa di vedere quale delle correnti, quella economica o quella del Golfo, si arresta prima. Se si arresta quella economica quella del Golfo forse può riprende. Se si arresta quella del Golfo, l’Europa del Nord per prima é sotto la neve e finalmente (solo grazie al provvidenziale effetto climatico) impossibilitati ad uscire di casa, ad andare a scuola, ad andare a lavoro, quindi in VACANZA!
Ovviamente, durante la nevicata che ha colpito la Gran Bretagna, le implicazioni economiche sono state disastrose perche’ il network di distribuzione, a causa della neve, si e’ fermato. E’ una vacanza solo per i primi giorni perche’ se dovesse continuare piu’ a lungo dovremmo scendere dagli slittini e cominciare a cercare cibo e benzina che i camion sono impossibilitati a consegnare. Tutto questo potrebbe essere solo il ricordo di un Inverno particolarmente duro o l’alba di un nuovo avvicendarsi di Inverni ancora piu’ gelidi da superare come scoiattoli canadesi.


