Scienziati cacciatori di fossili trovano ambra di 150 kg in India
E’ una delle pepite di ambra più grandi mai scoperte quella trovata nella miniera di lignite in India, nella provincia del Gujarat, da un team di scienziati indiani, tedeschi e americani intenti a studiare una delle foreste fossili tropicali decidue più antiche.
Pesa 150 chili e racchiude la prova che la fauna e la flora dell’india nel suo periodo di transizione tra l’Africa e l’Asia cominciato 160 milioni di anni e progredito a 20 cm all’anno per altri 100 milioni di anni ( woaw!) non si sono evolute in modo isolato.
Quello che pensano gli scienziati è che una sorta di ponte costituito da altre terre emerse possa avere fatto da tramite tra i continenti e permesso il transito genetico delle specie nei vari continenti.
La prova è all’interno della gigantesca goccia di ambra dove sono state trovate antiche api, ragni,mosche, termiti, moscerini, formiche tutti preservati in modo perfetto. In totale sono stati identificati più di 700 artropodi, un gruppo di animali ai quali appartemgono gli insetti, i crostacei, gli aracnidi.
Jes Rust, un paleontologo dell’Università di Bonn parte del team, ha commentato con entusiasmo la scoperta considerato che gli animali erano cosi ben conservati che potevano essere osservati per la prima volta tutti I dettagli della loro struttura.
Insetti e altri piccolo animali rimangono intrappolati nella resina che cola lentamente dalla corteccia, o quando li ricopre ormai senza vita, sul terreno. L’ambra è la prova più antica dell’esistenza delle foreste tropicali in Asia che hanno gli scienziati. Questo tipo di ambra è stato collegato ad una famiglia di legni forti conosciuti come dipterocarpaceae che componevano l’80% delle foreste nel sud-est dell’Asia che è stato infatti trovato nello stesso luogo, un deposito del Cambrico.
Il gruppo di scienziati ha finora classificato 100 specie differenti di artropodi, ma Jes Rust è convinto di poterne scoprire ancora molti di più, alcuni dei quali saranno strettamenti collegati a specie animali esistenti dell’Africa e del Madagascar.
La scoperta e' stata riportata sulla rivista scientifica americana Proceedings of the National Academy of Sciences del numero di ottobre 2010
La pianura giurassica di Trento
Grazie al ritrovamento di tre impronte di dinosauro nella galleria del Monte Buso (Trento) i paleontologi sono in grado, oggi, di ridisegnare la mappa giurassica dell’intera area.
Sin ora, infatti, si credeva che 200 milioni di anni fa l’intera regione fosse sommersa dalle acque ma il rinvenimento delle impronte tridattile, appartenenti a due Dilofosauro (rettili lunghi sette metri) ha messo in discussione le vecchie teorie.
Marco Avanzini, responsabile della sezione di geologia del Museo di Scienze Naturali di Trento è stato il primo a individuare e identificare le orme.
Si ha la certezza che gli animali pascolassero in un ambiente pianeggiante non umido (una vera a propria pianura) e che i loro tratti fossero distintamente europei. Le poco rassicuranti impronte, infatti, sarebbero molto simili a quelle ritrovate in Polonia, Francia e Scandinavia e ciò porterebbe a credere che la “piattaforma di Trento” non appartenesse all’Africa, come sempre creduto, bensì all’Eurasia.
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Quel po’ di scienza che tutti dovrebbero conoscere
Viviamo in un secolo fantastico per le scoperte scientifiche ma ci poniamo ancora e sempre la stessa domanda: Quanto in là possiamo andare per preservare la vita umana?
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Lost World, the Foja Mountains, Indonesia
Dove non arrivano le strade e l'uomo, la Natura continua in segreto a custodire forme di vita che arrichiscono con nuove scoperte la mappa della Biodiversita' del Pianeta.
Nel 2008, 17 scienziati e 30 naturalisti locali sono partiti ad esplorare per 4 settimane le foreste della provincia indonesiana di Papua nell'isola della Nuova Guinea. Le foreste di Foja Mountains ricoprono circa 300.000 ettari di montagne che arrivano fino ai 2000 metri di altezza e come National Wildlife Sanctuary sono protette dalla deforestazione che in Indonesia dal 1954 ne ha purtroppo distrutti 74 milioni.
Gli scienziati, arrivati in elicottero, hanno scoperto nuove specie di mammiferi, anfibi, rettili e uccelli tra i quali la rana con il naso di Pinocchio; l'esemplare piu' piccolo di wallaby, una specie di canguro; una farfalla bianca e nera che fa parte della famiglia delle Monarca; un topo degli alberi e il piccione imperiale che presenta un piumaggio color ruggine, bianco e grigio.
Le scoperte, che verranno pubblicate nel prossimo numero di giugno di National Geographic co-sponsor dell'impresa, sono state annunciate una settimana dopo che le Nazioni Unite ha ammesso che i governi hanno mancato il target previsto per il 2010 di arrestare la velocita' con la quale le specie vengono distrutte.
Da poco le Nazioni Unite hanno proclamato il 22 maggio il giorno internazionale per la Diversita' Biologica, Sviluppo e Riduzione della Poverta'. Il 22 aprile scorso era stato invece proclamato il giorno internazionale della Terra.
Notiamo qualche cambiamento dopo la proclamazione di queste date?
Vittoria Amati
Links:
- National geographic - New Species Found in "Lost World"
- Convention on Biological Diversity - The International Day for Biological Diversity: 22 May 2010
Messaggio in Bottiglia: con tutte queste scoperte di nuove specie si e' riaccesa in me la speranza di trovare una nuova specie anche di uomo ..


