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1001 Small Odysseys

Autore: Vittoria Amati Stampa E-mail

Marsa Alam -  Sono a bordo del Venecia un’imbarcazione locale, oggi c’è molto vento e mare, stiamo rientrando a Port Ghalib dopo una giornata di immersioni. Tra un’onda e l’altra,  attaccata come una scimmia al corrimano esterno di metallo e mollegiando ginocchia e stomaco per contrastare le vertigini, sento l’urlo del comandante… ‘shark’.

Mi giro oltre il bordo e a pochissimi metri di distanza scorgo la sagoma di quello che dovrebbe… dovrebbe essere… è un piccolo esemplare di SQUALO BALENA che nuota a pelo d’acqua.

Certo una bella fortuna. Poi però penso che sono in barca da sola, con 3 russi e 3 tedeschi che non parlano una parola d’inglese, che ho appena finito di mangiare pietanze immangiabili, che l’umido e il freddo di due ore in acqua è appena evaporato, che non ho trovato un volo diretto da Roma, che il volo Malpensa Marsa Alam delle 6.45 del mattino mi ha obbligato a dormire all’areoporto avvolto da nebbia e gelo, che il volo è stato riprotetto all’ultimo da Verona , che l’attrezzatura subacquea non è calcolata come sportiva, che ogni chilo di sovrappeso sono 12 euro, che a Marsa Alam era appena sceso il diluvio e l’albergo si era allagato e senza corrente, che all’1 di notte mi sono dovuta trovare un altro albergo, che il mio mal di schiena dopo solo 3 immersioni mi ha costretto a letto, che ho panicato, che ho dimenticato una staffa della custodia subacquea a casa, che con un animatore abbiamo improvvisato bricolage per ricostruirne una, che il viaggio è stata una piccola odissea non diversa da tutte le piccole odissee che capitano al viaggiatore moderno.

Guardo questa meravigliosa creatura come se non esistesse nient’altro. Ma il rapimento dura appunto finchè non realizzo il prezzo che ho pagato.

Fortuna?

Per non parlare di tutte le volte che … – bè io sono quella che per una vita ha mancato le immersioni con avvistamento dello squalo balena perchè c’era sempre qualcuno o qualcosa che me le faceva mancare!

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