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Pianeta verde
L’ultimo pasto di Ciro
L’ultimo pasto di CiroSardine con contorno di lucertole; così è composto il menù del cucciolo Ciro. Niente di speciale se non fosse che Ciro è un fossile di dinosauro morto a poche settimana dalla nascita. Grazie a una sofisticatissima Tac il suo ultimo pasto ci è stato svelato; un pasto che risale a 110 milioni di anni fa.
Il nostro Ciro, quando è stato travolto dalle acque di un torrente aveva pochissimi giorni ma probabilmente un appetito da lupi visto che, prima di morire, aveva ingurgitato una buona quantità di pesci e piccoli rettili, sicuramente cacciati per lui dai genitori. Il fatto che fosse immaturo lo dimostrano le dimensioni del corpo e la grandezza sproporzionata della testa e degli occhi. Per ottenere una analisi completa del fossile ci sono voluti più di 5 anni e l’utilizzo di tecnologie altamente avanzate. “Grazie a queste tecniche si sono riusciti a vedere dettagli dei tessuti molli mai visti prima come ad esempio la presenza della fontanella nel cranio, proprio come quella dei neonati” ci conferma Simone Maganuco, uno dei paleontologi dell’equipe che hanno condotto la ricerca. Il dettaglio della Tac è talmente alto da permettere la ricostruzione dell’intestino e rinvenire le prede ingurgitate lungo tutto il tratto digerente. Tali informazioni sono preziose per capire le abitudini alimentari di Ciro e dei suoi congeneri.. Il luogo dove è stato scoperto il dinosauro è considerato un ‘giacimento a conservazione totale’, un sito dove specifiche condizioni ambientali possono permettere anche la conservazione degli organi interni, dei muscoli e della pelle. A causa della mancanza di fondi, però, al momento non sono previsti altri scavi nella zona che ha dato alla luce il fossile; pare che Ciro rimarrà il solo testimone del suo genere e se volete ammirarlo basterà recarvi al Museo di Storia Naturale di Milano. Links: |
L'Indri del Madagascar![]() ...nell’interno dell’isola del Madagascar; a molte ore di viaggio della capitale dopo aver attraversato su strade tortuose risaie e montagne, c’è una fitta foresta pluviale, ultimo habitat dell’Indri il più grande tra i lemuri esistenti.
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