I due terzi della grande barriera corallina Australiana colpiti dal fenomeno dello sbiancamento

Per la seconda volta in 12 mesi (la quarta in tutta la storia della barriera, la prima nel 1998), la più grande barriera corallina Australiana sta vivendo uno dei più importanti fenomeni di sbiancamento che si sono mai verificati a distanza di poco tempo l’uno dall’altro. Gli scienziati dell’Australian Research Council’s Centre of Excellence for Coral Reef Studies, hanno osservato attentamente il fenomeno a partire dal 2016 attraverso delle riprese aree, analizzando 800 singole barriere coralline per oltre 8.000 km.
L’indagine ha evidenziato come il fenomeno dallo sbiancamento abbia già coinvolto i due terzi della barriera stessa per circa 1.500 km, lasciando al momento inalterata la sola parte più a sud della zona. Inoltre, la velocità con la quale il fenomeno si sta ripetendo nel tempo, non consente alla barriera corallina di recuperare dal momento che, per farlo, sono necessari almeno 10 anni. La causa di questo fenomeno è riconducibile al riscaldamento globale della superficie del mare.

 


 

 

I colori nella barriera corallina

Questo coloratissimo filmato è stato realizzato nel Mar Rosso, in prossimità della costa sudanese e nell’atollo Maldiviano di Ari.

 


 

 

Tempest Milky Way

Questo video ha vinto il premio Best Overall and Audience Choice al Chronos Film Festival. Una delle sfide che l’autore ha dovuto affrontare nel fare questo video è stata quella di riuscire a riprendere una vera e rara tempesta. L’opportunità sono rare e la tempesta deve essere in movimento con la giusta velocità e la presenza di fulmini può sovraesporre le lunghe esposizioni.

 


 

 

Meanwhile… under the water

L’occhio umano può distinguere in media circa dieci milioni di colori e Meanwhile sembra sia riuscito nell’intento di catturarli tutti. Il video non è che un estratto del film Porgrave, uscito nel 2015, in cui Sandro Bocci, autore e produttore, ci accompagna in un viaggio attraverso i vari scenari del microcosmo.
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Starfish and nudibranch moving

 

 


 

 

Solar Impulse, il sole nei motori

All’aeroporto di Kalaeloa, su un’isola delle Hawaii, mancano pochi minuti alle sei del pomeriggio. Il sole forte di luglio è appena sceso sotto l’Oceano Pacifico e un aereo grande come un Boeing 747 cala lento e silenzioso sulla pista. Nei suoi 7200 kilometri di volo non ha consumato una goccia di carburante, non ha prodotto un grammo di C0₂. In 118 ore di volo, salendo più volte all’altezza dell’Everest, ha utilizzato l’energia più pulita e abbondante in natura: l’energia solare.
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