Bimbi di campagna e bimbi di città


Probabilmente l’argomento può sembrare retorico, perché se ne parla davvero tanto, ma secondo me è veramente importante riportare le novità e le considerazioni recenti in merito. Il fatto di aspettare la mia seconda bambina, poi, sicuramente mi rende più sensibile all’argomento.

Partiamo dalla notizia. Alcuni ricercatori dell’Università spagnola di Granada avrebbero scoperto un collegamento tra alcuni inquinanti presenti nei fumi di benzina e la maggior predisposizione a essere sovrappeso o addirittura obesi. Quindi, i bambini nati da donne che vivono in grandi città hanno più probabilità di pesare di più alla nascita rispetto a quelli nati da madri che vivono in aree rurali.

I responsabili di questo fenomeno sono gli interferenti endocrini (di cui abbiamo già parlato): in particolare si tratta di agenti chimici chiamati xenoestrogeni, che hanno un effetto sul corpo simile a quello che gli estrogeni hanno sulle donne. Questa è la prima ricerca condotta in Spagna a stabilire una correlazione tra quantità di estrogenici nella placenta delle donne incinte e peso alla nascita.

I ricercatori spagnoli, guidati da Maria Remedios Prada Marcos, hanno esaminato due gruppi di donne in gravidanza. Il primo gruppo era composto da donne incinte che vivono a Madrid, mentre il secondo era composto di donne che vivono a Granada.
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I ricercatori hanno scoperto che c’erano differenze biologiche, demografiche e socio-economiche tra i due gruppi di donne, che determinavano la presenza di xenoestrogeni nella placenta a causa dell’esposizione a sostanze chimiche ambientali. I ricercatori dell’Università di Granada hanno scoperto che l’effetto estrogenico sul tessuto placentare è direttamente correlato con determinate caratteristiche dei genitori, del parto e dei neonati.

Attualmente, le autorità sanitarie di diversi paesi stanno cercando di stabilire sistemi di monitoraggio ambientale per l’esposizione degli inquinanti, utilizzando marcatori di esposizione. Tali sistemi sono già stati stabiliti, negli Stati Uniti, attraverso il National Health and Nutrition Examination Survey e, in Spagna, attraverso il Progetto Ambiente e Infanzia (INMA).

Un altro gruppo di ricercatori della Ohio State University, l’anno scorso, ha mostrato che gli inquinanti urbani possono causare cambi nel metabolismo dei bambini, che si manifestano con aumento del livello di zucchero nel sangue e con l’innalzamento della resistenza all’insulina. In pratica, l’aria inquinata di città può far sviluppare al bambino il diabete di tipo 2, perché le polveri chimiche in sospensione causano infiammazioni e cambiamenti molecolari nelle cellule grasse del corpo del bambino.

Oltre ai rischi dovuti all’ambiente esterno, per i bambini cittadini c’è anche il problema della sedentarietà. Dalle statistiche risulta che solo il 20% dei bambini gioca all’aperto, mentre il restante 80%, passando troppo tempo in casa, ha una maggiore probabilità di soffrire di “alta miopia”, una patologia visiva che può portare anche alla cecità dopo i 50 anni. Secondo i ricercatori del Centre of Excellence in Vision Science australiano, la mancanza dell’esposizione alla luce del sole causa il rilascio di dopamina da parte della retina: la dopamina è un ormone che inibisce la crescita dell’occhio, causando appunto miopia.

E cosa dire della teoria dell’igiene relativa alle allergie? Vivere in un ambiente eccessivamente sterilizzato a causa del massiccio impiego di detergenti e igienizzanti ha contribuito ad aumentare l’incidenza delle allergie. E infatti uno studio apparso sul Journal of Experimental Medicine ha scoperto che le mamme che avevano trascorso la propria gravidanzain un ambiente rurale mettevano al mondo bambini più resistenti alle allergie.

Insomma, sembra proprio che vivere in città riservi qualche rischio in più per la salute!

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