Micotossine negli alimenti per bambini

Oggi parlo di un argomento che mi fa davvero arrabbiare, perché tocca da vicino la categoria più indifesa e perché essere genitori di questi tempi è già abbastanza difficile.Partiamo, come sempre, dai dati certi: gli studi scientifici.

Da un’indagine portata avanti dal quotidiano on-line “Il Salvagente” (maggio 2010) su diversi marchi di paste alimentari per bambini, si sono scoperti alti livelli di micotossine. Le micotossine sono sostanze chimiche prodotte da alcune muffe (appartenenti principalmente ai generi Aspergillus, Penicillium e Fusarium); molte di esse sono addirittura tra i più potenti cancerogeni e per questo sono oggetto di controlli e monitoraggi, e sono ammesse dalla normativa soltanto in piccolissime dosi, espresse in parti per miliardo (ppm).

La presenza di micotossine negli alimenti e nei mangimi può essere nociva per la salute umana e degli animali poiché può causare effetti avversi di vario tipo, come il cancro e la mutagenicità, nonché portare disturbi a livello estrogenico, gastrointestinale e renale. Alcune micotossine sono, inoltre, immunosoppressive e riducono la resistenza alle malattie infettive.

Per verificare il grado di contaminazione delle paste più mangiate dai bambini, il Salvagente ha analizzato in laboratorio 27 prodotti, scelti tra i pastifici più noti, tra linee a marchio privato e prodotti da discount.
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E’ risultato che la pasta di piccolo formato che acquistiamo per i bambini è in realtà un prodotto per adulti, con una diffusa contaminazione da micotossine che per i più piccoli può rappresentare un vero e proprio pericolo. Gli esperti del Labs, Laboratorio di alimenti, benessere e sicurezza dell’Università Federico II di Napoli, hanno cercato le tre micotossine più significative per testare la qualità del grano: l’aflatossina B1 (AfB1), l’ocratossina A (OtA) e il deossinivalenolo (Don). Nell’intero campione non vi è traccia della AfB1, la micotossina classificata come cancerogena, e inserita nel gruppo 1, dallo IARC, l’Agenzia dell’Oms che si occupa della ricerca sul cancro. Le altre due muffe cercate sono state quasi sempre rintracciate e in quantità molto elevate.

Il Regolamento CE 1881/2006 stabilisce i tenori massimi ad un livello ragionevolmente minimo per gli alimenti per l’infanzia e per gli alimenti per lattanti e bambini, al fine di proteggere la salute di questo gruppo di popolazione vulnerabile. Tali tenori massimi si applicano nello stesso modo ai prodotti alimentari destinati al consumo da parte di lattanti e di bambini, oggetto della direttiva 2006/125/CE e della direttiva 2006/141/CE. Il Reg. CE 1881 indica che è opportuno stabilire tenori massimi per i cereali, i prodotti a base di cereali, le uve secche, il caffè torrefatto, il vino, il succo d’uva e gli alimenti destinati ai lattanti e ai bambini; si tratta di prodotti che contribuiscono tutti in misura significativa all’esposizione all’OtA (ocratossina A) della popolazione umana in generale o di gruppi vulnerabili di consumatori, quali i bambini.

Un’altra scoperta inquietante è merito di un gruppo di ricercatori dell’Università di Pisa, pubblicata dalla prestigiosa rivista USA Journal of Pediatrics. Gli autori dell’articolo hanno analizzato 185 campioni di latte formulato, sia in polvere sia liquido e pronto all’uso, di 14 marche trovati in vari punti vendita nel 2007 e 2008. I latti erano in maggioranza di tipo 1, quelli raccomandati per i primi 6 mesi, ma c’erano anche dei latti per neonati prematuri.

Hanno analizzato anche 44 campioni di omogeneizzati di carne, di solito raccomandati dai 4 mesi di età, di 7 marche, tutti commercializzati nel 2008. Le carni usate erano di manzo, vitello, pollo, tacchino, coniglio, maiale, cavallo e agnello. L’analisi consisteva nel cercare la presenza di diversi tipi di zearalenone, una micotossina non steroidea prodotta da batteri spesso presenti in diversi cereali, usati appunto negli allevamenti di vari animali, comprese le mucche da latte, ingrediente base per la preparazione delle formule per lattanti. Diversi tipi di zearalenone erano presenti tra il 9% e il 28% dei latti 1. Le micotossine erano presenti anche nel 27% dei campioni di omogeneizzati alla carne, anche in questo caso senza differenze significative tra marche.

Gli autori hanno anche stimato le quantità medie di micotossine che un lattante ingerirebbe per kg di peso, se fosse alimentato solamente con latte di formula. Questo valore supererebbe gli 0.5 microgrammi per kg di peso al giorno, che è il limite di sicurezza raccomandato dalle più importanti agenzie di controllo internazionali. E per i bambini questo rappresenta un considerevole rischio, data la loro velocità di crescita e sviluppo, il metabolismo elevato, e l’immaturità dei loro sistemi di depurazione e di molti organi e tessuti, sistema nervoso centrale in primo luogo.

Grazie al marketing, il pubblico in generale ha una percezione degli alimenti industriali per bambini (compresi i latti artificiali) come di cibi molto sicuri e controllati, mentre evidentemente non è così.

La legge tollera la presenza di ridotte quantità di micotossine, metalli pesanti e pesticidi. Ma distingue tra adulti e “children” (bambini da 0 a 3 anni). Imponendo per questi ultimi limiti molto più ristrettivi vicini allo zero analitico.

Speriamo bene!  

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