Il sapone che pulirà il mare

“Facciamo un esperimento: – suggerisce Julian Eastoe, professore di chimica all’Università di Bristol – prendete uno dei magneti attaccati al vostro frigo e avvicinatelo alla bottiglia del detersivo per i piatti.

Che cosa succede?

Assolutamente niente, naturalmente. Per questo la nostra scoperta ha fatto scalpore. ” Bizzarro, certo, ma è così che Julian presenta il suo lavoro durante una intervista nel programma “Science Friday” alla radio pubblica statunitense.

In effetti, gli esperimenti condotti dal suo team sono strabilianti per la loro semplicità. La capacità dei saponi di legarsi ai grassi è stata la fortuna di famosi marchi di detergenti ma, dall’altra parte, è anche la causa di un forte inquinamento delle acque poiché i normali saponi, una volta disciolti nei liquidi, sono impossibili da rimuovere.

I detergenti, infatti, sono costituiti da molecole con un’estremità idrofobica (cioè che sfugge all’acqua) e un’altra idrofila, che, al contrario, si lega all’acqua. Un normale sapone ha una perfetta capacità di disciogliere le sostanze grasse presenti nei liquidi perché il grasso viene letteralmente circondato dalla parte idrofoba delle particelle di solvente mentre, la loro parte esterna, idrofila, si lega con l’acqua e favorisce la sua mobilità. Queste particelle sono invisibili a occhio nudo e quindi quasi impossibili da isolare meccanicamente. Perché questa capacità potesse essere utilizzata per ripulire le acque del mare era necessario farle diventare rimovibili; i ricercatori di Bristol hanno avuto una grande intuizione, rendere magnetica la molecola del sapone.

Il sapone, però, non è un metallo e naturalmente non può avere proprietà magnetiche; per questo motivo Julian e il suo team hanno aggiunto del ferro ai normali sali (bromuro e cloruro) presenti nei saponi. In questo modo gli scienziati hanno trasformato le particelle in centri metallici che si possono dirigere grazie ad un semplice magnete. I ricercatori dell’Institute Laue Langevin di Grenoble hanno, poi, dimostrato che, quando introdotte in un tubo, in presenza di acqua e petrolio, le particelle di sapone si muovono anche contro la forza di gravità e della tensione superficiale chiaramente in direzione del magnete.

Le potenzialità del nuovo sapone sono enormi, non solo per l’uso domestico ma soprattutto in ambito industriale per arginare i danni provocati, ad esempio, dalle maree nere. Chissà quanto si sarebbe potuto evitare nel golfo del Messico o come saremmo meno angosciati dallo sversamento di carburante dalla Costa Concordia lungo le coste di uno dei più begli arcipelaghi d’Italia. Speriamo che il sapone che pulirà il mare sarà presto una realtà.

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