Scarto à la carte

Sui quotidiani e nei telegiornali si parla sempre più spesso dell’overfishing, ovvero la pesca eccessiva che sta portando sull’orlo della crisi gli stock ittici mondiali. Naturalmente una delle azioni che nel nostro piccolo, da consumatori, possiamo fare è non comprare le specie di pesci maggiormente colpite da questo fenomeno. In realtà dietro a questa scenografia si presenta una tematica su cui si può ancora lavorare tanto: lo scarto di pesca.
Lo sapevate che solo il 50% del pesce trattato dall’industria conserviera finisce nel nostro piatto? La restante percentuale, considerato scarto non viene infatti lavorato. Inoltre molte specie pescate vengono rigettate in mare o trattate come rifiuto in quanto il loro valore commerciale è basso o quasi nullo. Ma su quale base si stima questa quota? Sul gusto? Sulla bellezza estetica? No, sono i libri di cucina che impongono il valore commerciale dei pesci.
In realtà esistono una miriade di specie dal gusto altrettanto gradevole che, magari solo per scelte editoriali, vengono scartati. Provate ad interrogare il vostro pescatore di fiducia e scoprirete nuovi sapori a costi decisamente più convenienti!
Per non parlare poi delle parti del pesce che potrebbero essere recuperate in un ritorno alle antiche ricette della vera cucina italiana: buzzonaglia di tonno, fegatini e paté di sgombro, ventresca di pesce spada, uova di cernie e la più nota bottarga. Oggi il pesce scartato può diventare un menù à la carte.
Da qui nasce il nuovo progetto made in Mare Vivo realizzato per divulgare queste informazioni e sensibilizzare pescatori, aziende e consumatori alla riduzione degli sprechi nel pescato.

LINK :
www.marevivo.it

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