Apnea e delfini

Quando ho iniziato la mia avventura con Imperial Bulldog, nel 2004, ero intenta a cercare sempre nuove notizie sui cetacei, una tematica a me molto cara.

Il passaggio evolutivo verso nuove frontiere è stato facile visto che molte sono le scoperte e le news in campo della biologia marina. Grazie ad atleti come Federico Mana ed Umberto Pellizzari siamo riusciti ad entrare sempre di più anche nel campo dell’apnea, con una visione a 360°. Oggi mi trovo davanti ad una notizia che ingloba entrambe le mie passioni: i delfini e l’apnea. Banale, dite voi? Invece la notizia è molto originale. Ma soprattutto ha diviso gli appassionati in due fazioni, con punti di vista diametralmente opposti. Domenica 17 maggio 2009, nel parco marino Zoomarine a Torvaianica, sul litorale romano, l’apneista Simone Arrigoni ha coperto «la distanza record di 450 metri» sott’acqua grazie al «foot push», la tecnica in cui i delfini spingono l’uomo poggiando il muso sulle sue piante dei piedi. Con questa distanza Simone avrebbe battuto il record mondiale di apnea dinamica. Immaginate quante polemiche è riuscito a sollevare!! Molti atleti attaccano la performance come uno spettacolo lontano dalla vera apnea. Quali sono i veri record? Quello di Arrigoni o quello di Herbert Nitsch, che con una monopinna ha toccato i -120 metri in apnea? A chi va data la medaglia? All’uomo apneista o a King e Paco, i due delfini di Zoomarine che hanno “partecipato attivamente” all’impresa? I pareri sono discordanti, soprattutto sulla questione etica legata al rapporto uomo-delfino e all’utilizzo di questi mammiferi marini per lo svolgimento di un’attività sportiva. Nelle prossime settimane, noi di Imperial Bulldog cercheremo di catturare le opinioni di alcuni personaggi nell’ambito apneistico.

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