Carriera: osservatore di palme

Questo mondo moderno non sa trovare pace al contrario di tutta la pace del mondo che vorrei trovare io. Vorrei sedermi immobile, in silenzio e sentire solo silenzio intorno. Impossibile. Il mondo è sempre in azione, in agitazione, in fibrillazione. Ambulanze che sfrecciano, camion che trasportano, ruspe che scavano, martelli pneumatici che rompono, gru che alzano, aerei che solcano, auto blu che tagliano, ma dove accidenti credono di andare? Da che parte pensano di andare le persone che sfasciano per costruire il nostro mondo moderno? Perché sfasciano tanto se non hanno un modello architettonico che ci metta allegria quando lo guardiamo o lo abitiamo? Più guardo il cubismo di cemento e mattoni delle nostre città più concludo che quelle forme sono la morte della nostra immaginazione.
Conclusioni di questo tipo non hanno bisogno di un genio per essere capite. Al Corviale di Roma i ragazzi si alienano, come si alienano nelle periferie europee, nei pinnacoli delle case popolari destinati apparentemente a persone senza valore, spirito-esenti.

Invece allenare l’immaginazione è vitale e ci dovremmo difendere come tigri dal mancato, pieno e libero esercizio della nostra immaginazione.

Quando a Marrakech vidi le palme che si stagliavano nel vento cosi belle, flessuose e morbide ebbi l’intuizione che in questo caso il vuoto era stato occupato in un modo a dire poco sublime. Tra una palma e il grattacielo di una banca chi vince il premio per migliore design? E perché una palma vince il contesto?
Per la prima volta mi sono resa conto che nella nostra vita esiste il problema di come occupare il vuoto. Noi abitiamo uno spazio disegnato da altri. Prima di tutto dalla natura, secondo dagli architetti.
Se volessimo occupare lo spazio disegnando noi stessi forma e volumi ideali dovremmo usare la nostra immaginazione. Le piante fungono da modelli. E i modelli che le piante offrono sono vincenti. Non dico che sono i migliori ma sono vincenti su tutta l’architettura fin qui creata dall’uomo. Non dubito che case rurali del passato, abbazie gotiche, Petra o il Taj Mahal abbiano il loro fascino ma la loro bellezza viene esaltata solo se la percentuale di costruito è minore della percentuale di paesaggio naturale. Petra, in Giordania, è stata proclamata nel 2007 una delle 7 meraviglie del mondo moderno; è un insediamento umano scavato in una formazione di roccia rossastra a più venature senza aggiunta di cemento o mattoni.

Sarà il centro finanziario di Londra, New York o Hong Kong reputato uno dei 7 capolavori nel futuro? Non credo. Le generazioni future guarderanno ai nostri grattacieli di vetro come a una aberrazione mentale momentanea della civiltà.

La bellezza e l’armonia delle forme ci vengono ispirate dalla natura. Noi possiamo creare addirittura forme più complete e perfette di quelle che la natura ci fornisce ma nessuno di noi sa che può perché non ci siamo mai posti il problema. Le piante offrono spunti di forme che variano quasi all’infinito, ce ne sarà una che andrà bene per disegnare casa nostra? In Inghilterra esiste un movimento in lenta espansione che impiega nuovi materiali per la costruzione di una casa, ed esistono nuove pubblicazioni che spiegano come. I nuovi componenti usati sono vari e originali come balle di fieno, argilla e materiale riciclato. CAT, Centre for Alternative Technology www.cat.org.uk è il recapito più utile per l’avanguardia edile, trovate i libri nel Online Shop. Recentemente ho guardato il documentario in dvd sul lavoro di un architetto Michael Reynolds estremamente all’avanguardia, intitolato GARBAGE WARRRIOR.
Una parte del filmato è online su www.sundancechannel.com andate sulla playlists cliccate su ECO DOCS SEASON 2 e con lo scroll cercate il titolo. Oppure una casa sugli alberi e di questo ne parlo prossimamente. E delle piante?

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