Era una notte buia e tempestosa

La nostra fantasia con la visione di una notte buia e tempestosa. Boh… che sarà mai una notte buia e tempestosa? S’è sempre domandato il romano ottuso quello che a 16 anni s’è fatto regalare il motorino, a 18 il BMW e a 35 finalmente s’è comprato il Maserati. Esiste una razza più ottusa dei romani? In Italia no. L’ho fatta in lungo e in largo e non esiste. All’estero forse in qualche zona della provincia Americana tipo Long Island dove il 29 novembre scorso la folla in attesa dell’inizio dei saldi Wal-Mart hanno calpestato e ucciso un impiegato 34enne giamaicano di Queens, che lavorava come temp per il periodo festivo. Alle 5 di mattina stanca di aspettare la folla si è fatta largo da sola premendo e abbattendo le porte d’ingresso tenute su da Jdimytai Damour e altri 3 impiegati rimasti feriti. Tutta questa fretta era per arrivare primi ad accaparrarsi la tecnologia in saldo, come una camera digitale Samsung per 69$. Selvaggi, inumani, aridi, meccanici, menefreghisti, ignoranti? In breve: razza unica con i romani.
Chissà come si arriva a gemellarsi culturalmente con una città oltreoceano ad insaputa di entrambe? Eppure eccoci qui, scovare gente più ottusa dei romani non è stato difficile. Basta cercare saldi, acquisti, consumismo, regali, usa e getta, packaging da buttare, pomeriggi da ammazzare con la macchina per il centro ed eccoli gemellati coi romani. Certo non è un gemellaggio onorevole, ma ai romani che je frega? Tanto c’è er sole, er ponentino, la gita ar mare la domenica, er vino bono dei Castelli, la radio e le partite de la squadra d’er core.
Chiunque ma dico proprio chiunque sano di mente che si è alzato dal letto dopo la notte insonne del 10 dicembre scorso quando, per almeno 8 ore i lampi e i tuoni si sono susseguiti senza tregua mentre l’acqua cadeva torrenziale, si sarebbe posto la domanda sul fatto che il cambiamento climatico c’entrasse qualcosa con quella nottata di evidente punizione. I temporali romani classici che mi ricordo hanno sempre avuto un altro andamento. Il cielo si annuvola pian piano (ritmo tipicamente romano) il tempo necessario per disdire gite fuoriporta e riorganizzarle intorno al cinema; cambiarti le scarpe; metterti l’impermeabile e munirti di ombrello. Il temporale poi una volta arrivato non durava più di dieci minuti nella sua fase più intensa, il vento spazzava via le nuvole e oplà sole di nuovo. Commento dei romani… aò ce voleva proprio ‘sta pioggia pe’ ripulì la città, riferito alle inadempienze delle società di pulizia strade notoriamente mal funzionanti per via della pigrizia notoria ma anche per la mole di rifiuti abbandonati per strada dai romani stessi.

Prima del 10 dicembre scorso, quindi, anch’io non sapevo veramente cosa fosse una notte buia e tempestosa fino a che daje e daje, brucia benzina di qui, usa l’aria condizionata di là, è finalmente successo anche a Roma quel maledetto rivoltarsi e intensificarsi della meteorologia. Ma può un evidente cambiamento e distruttivo cambio climatico far ragionare i romani? No. Per la semplice ragione che non abbandoneranno mai quel cavolo di macchina che si sono comprati indebitandosi, che gli genera stress ogni giorno, che gli costa un patrimonio in assicurazione, bollo e riparazioni. Abbandonare la macchina è un sacrilegio, è paragonabile all’umiliazione di vedere la Roma in serie C, sapere che gli altri sanno che tua sorella paga le rate prostituendosi, non riuscire a farti cancellare quel pacco di multe al computer. Io guardo i miei compaesani mentre pedalo o da dietro il finestrino dell’autobus come se guardassi dei malati terminali di stress senza ritorno. Come glielo deve dire il cielo che siamo arrivati al capolinea?

Ma dal cielo non arrivano solo cattive notizie. Anche a Filicudi in autunno ha piovuto molto, riempiendo di acqua la cisterna di casa e bagnato la terra degli ulivi e delle piante da frutto che avevo piantato in ottobre, aiutandole a radicare. Qui a Roma, invece, sul tetto dei nostri uffici avevo fatto restaurare a settembre 4 vecchi serbatoi dell’acqua in eternit altrimenti destinati allo smaltimento che è procedura costosa. L’eternit può invece essere riutilizzato dipingendo il materiale con vernici approvate dall’Unione Europea che di fatto impediscono lo spolveramento dell’eternit. Ogni serbatoio contiene 500 lt di acqua. L’idraulico che mi ha aiutato a montarli mi disse… “a Vittò ma chi jelo fà a fà che a Roma non piove mai?”. Abbiamo riempito i serbatoi in soli due giorni di pioggia. Se fossi stata attrezzata questo autunno avrei potuto raccogliere fino a 100.000 lt di acqua dai tetti ed avere una riserva sufficiente per staccarmi dall’odiata Acea.
Solo quando l’idraulico è salito in terrazzo e ha visto l’acqua che avanzava dai serbatoi uscire a fiotti ha capito lo spreco di acqua che facciamo ogni volta che piove. In ogni casa con un terrazzo o balcone che abbia un discendente si può istallare un serbatoio dell’acqua almeno per annaffiare le piante in estate. Può essere poco ma è l’inizio per allenarsi a non subire le bollette passivamente. L’acqua, avendo spazio, è la risorsa che possiamo collezionare più facilmente. Il passo successivo è l’elettricità con l’installazione dei pannelli solari. Sono talmente decisa a rendermi indipendente dalle bollette che un giorno troverò anche il modo di telefonare senza pagare…
I link sono vari e li riporto solo per avere un’idea di quante informazioni sono già online sulla raccolta dell’acqua piovana:

www.kessel-italia.it/index.php
www.bethinkinnovate.com
www.edilcentro.ch/news/
www.uomoeambiente.org
www.thetankexchange.com
www.hippo-the-watersaver.co.uk
www.droughtbuster.co.uk
www.diy.com/diy/
www.ilportaledelsole.it

  • foto scattate a Roma

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *