The end of the line

Immagina un oceano senza pesci… Così ha inizio The end of the line, il primo documentario al mondo che racconta gli effetti della pesca intensiva nei nostri mari.

Il film di Charles Clover (giornalista e scrittore), diretto da Rupert Murray, è stato premiato quest’anno al Sundance Film Festival come il miglior documentario per il grande schermo. Per la prima volta sono stati svelati i disastrosi effetti del nostro amore viscerale per il pesce, sia esso crudo (sushi) o cotto!

Le immagini che scorrono raccontano la storia dell’imminente estinzione del tonno pinna blu e la crisi di molte altre popolazioni di pesci. Come conseguenza, l’incremento esplosivo del numero di meduse e le possibili implicazioni future per le popolazioni (questa volta umane) più povere, private della loro prima fonte di sostentamento.

Durante i due anni di riprese Charles ha anche intervistato e si è scontrato con politici e gestori di ristoranti tentando di far capire loro come il loro atteggiamento superficiale stia ulteriormente peggiorando una situazione già critica.

Infatti, la pesca senza regole (o senza che queste siano effettivamente rispettate) è uno dei più importanti e immediati problemi ambientali. Già dal 2002 ricerche scientifiche definivano in declino le popolazioni di pesci di tutti i mari della Terra.

Secondo la FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’agricoltura e l’alimentazione), negli anni passati, il 75% delle specie di pesci dei nostri mari è stato intensamente sfruttato e questa è la ragione per cui molte di queste specie oggi sono in pericolo di estinzione. Tutti i pesci avrebbero bisogno di periodi in cui, protetti, siano in grado di riprodursi ma pochi capiscono e rispettano questi periodi consigliati dagli scienziati.
Anche l’acquacoltura, benché provveda al fabbisogno ittico di metà dell’intera umanità, influisce negativamente sulle popolazioni libere degli oceani! É stato dimostrato, infatti, che man mano che aumenta la produzione diminuiscono le popolazioni di piccoli pesci utilizzati per cibare i pesci allevati.

Nelle acque inglesi alcune specie sono diminuite del 90% negli ultimi 100 anni. Lungo le coste scozzesi, ad esempio, le popolazioni di merluzzo sono quasi del tutto scomparse. In assenza del merluzzo che si ciba degli scampi malati, il 70% di queste piccole aragoste pescate sono malate e quindi non commercializzabili.
Nel mare la catena alimentare e’ talmente sofisticata da rendere dipendenti tra loro i pesci, se viene a mancare un grosso predatore l’equilibrio si perde e le conseguenze possono essere gravi e diffuse su una vasta area.
Il problema è che i politici europei dichiarano sostenibili livelli di pesca che gli scienziati non considerano nemmeno sufficienti per mantenere i livelli di popolazioni attuali (figuriamoci per incrementarle).

La campagna The End of the Line non è contro la pesca né contro l’utilizzo del pesce come alimento; è per lo sviluppo di un approccio più sostenibile ai nostri mari.
Gli scienziati hanno ipotizzato che, se non cambiamo oggi il nostro atteggiamento tutto il pesce finirà entro il 2048.

E tu? Cosa puoi fare per contrastare l’estinzione dei pesci?

1- Prima di mangiare del pesce chiedi se proviene da pescherie con certificazioni di sostenibilità. I sostenitori della campagna credono molto nel potere del consumatore di scegliere in maniera responsabile, spingendo i pescatori a non pescare più certe specie e i ristoratori a non inserirle nel menù.

2- Dì ai politici di rispettare la scienza e gli scienziati e di abbassare immediatamente le quote di pesca consentite.

3- Aderisci alla campagna per la creazione di nuove aree marine protette e per una pesca responsabile. . Abbiamo bisogno di ridurre la pesca abbassando il numero di pescherecci in tutto il mondo. Per fare ciò è necessario proteggere aree più vaste attraverso una rete di riserve marine in cui la pesca sia totalmente vietata.

Tra i link sottostanti troverai alcune guide e una semplice applicazione per il tuo PC, utili per conoscere i pesci che si possono comprare e mangiare. Purtroppo non esiste una guida specifica in italiano con i prodotti ittici mediterranei ma, se sei curioso, vai a sbirciare! Vedrai che alcuni pesci che conosci bene e che mangi regolarmente sono in pericolo e non andrebbero assolutamente pescati!

The end of the line è l’esempio di una nuova tipologia di documentari, film indipendenti che per la loro realizzazione hanno contato sul solo appoggio di ONG (organizzazioni non governative) e organizzazioni no-profit inglesi e americane (The Waitt Family Foundation, Marviva, WWF, The Marine Conservation Society, etc).

Testo di Barbara Dalla Bona

LINKS:
http://endoftheline.com/film/
http://www.fishonline.org/information/MCSPocket_Good_Fish_Guide.pdf
http://www.montereybayaquarium.org/cr/seafoodwatch.aspx
www.msc.org/get-certified
http://endoftheline.com/campaign/widget
festival.sundance.org/2009/film_events/films/end_of_the_line
www.infolav.org
http://www.waittfoundation.org/aboutus/index.html
www.faroeislands.com/Default.aspx?pageid=9807
http://www.marviva.net/
www.fao.org

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