Adamo vs Lucy

Signore e signori sono lieta di presentare l’incontro del secolo: all’angolo sinistro del ring colui che, secondo le Scritture, fu il primo uomo apparso sulla Terra, Adamo, perfetto nella sua fisicità (si mormora che Dio stesso l’abbia creato, a sua immagine e somiglianza) e all’angolo destro, a difendere il titolo di antenato del genere umano c’è Lucy, la nostra piccola Austraolopitecus afarensis…Questa immagine ironica mi è sembrata il modo migliore per descrivere una questione complessa per le implicazioni emotive e sociali connesse. Sto parlando della contrapposizione evoluzionismo-creazionismo.Negli ultimi anni, i supporters di Adamo (cioè i creazionisti) sono diventanti sempre più solerti, rinforzando la sua immagine e incalzando i sostenitori di Lucy, e quindi dell’evoluzionismo, con continui attacchi. Un duro colpo per chi su quel ring neanche ci voleva salire!

La quasi totalità del mondo scientifico è unito nell’affermare che questo dibattito non abbia le basi per esistere; che il creazionismo non sia una vera scienza, piuttosto una para-scienza. La Scienza si basa su fatti, osservabili da tutti, leggi (generalizzazioni descrittive di come avvengono i fatti), ipotesi (deduzioni che devono essere testate) e teorie che possono essere comprovate da chiunque. Nessuna delle correnti creazioniste, utilizza questo metodo (appunto, scientifico) per formulare le loro teorie.

Ma chi sono i creazionisti e perché è importante conoscere la loro posizione? Molti di voi sanno che la teoria evoluzionistica ha avuto da subito degli oppositori accaniti tra gli scienziati di impostazione cristiana. Basti pensare a come è stata ridicolizzata l’immagine di Darwin (e questo fumetto ne è la prova) colpevole di voler attribuire all’uomo e a Cita un bisnonno in comune!

Il creazionismo, però, nasce più di un secolo dopo in ambienti Evangelici e dietro questa scia, nel 1930, nasce in Gran Bretagna il primo movimento di protesta contro l’Evoluzione. Negli USA ha avuto ancor prima un enorme successo; è lentamente entrato nella vita politica e sociale di molti stati tanto che, in alcuni di essi, dopo la prima guerra mondiale, si decise di proibire l’insegnamento dell’evoluzione nelle scuole.

Solo nel 1961, però, fu pubblicato il primo lavoro sul creazionismo: The genesis flood di Henry M. Morris and John C. Whitcomb, in cui si afferma che il mondo fu letteralmente creato in 6 giorni e che gli uomini vissero contemporaneamente ai dinosauri!

Negli ultimi tempi il dibattito si è fatto più serrato, il Movimento per il Disegno Intelligente ha abbracciato una linea dichiaratamente antievoluzionistica e vanta una schiera di teorie e sedicenti scienziati a supporto di questo pensiero. Secondo loro la teoria darwiniana è in crisi e la loro proposta alternativa sta nell’accettare un disegno divino.

La forte critica è legata soprattutto al concetto di discendenza comune (in particolar modo per l’uomo) e all’interpretazione dei fossili di transizione; le più recenti scoperte paleontologiche e le analisi genetiche, però, non fanno altro che avvalorare questa tesi. Gibboni, Oranghi, Gorilla e Scimpanzé si sono progressivamente allontanati dal nostro ramo evolutivo. Lucy è invece uno dei primi ominidi, un Austraolopitecus africanus, alla cui specie è verosimilmente legata la linea evolutiva umana. Del genere Homo, poi, sono esistite diverse specie ma solo una è sopravvissuta sino ad oggi (Homo sapiens sapiens).

Nonostante tutto questo, i creazionisti continuano a riproporre il mito del primo uomo, Adamo, e non ritengono che le similarità genetiche tra diversi animali siano legate ad un’eredità comune. La prova dell’esistenza di fossili di transizione, poi, è totalmente rigettata. In effetti, non è facile provare l’esistenza di un anello di congiunzione tra due forme distinte perché spesso non abbiamo i dati per definire adeguatamente una linea evolutiva. Inoltre, alcune teorie recenti (come quella dell’equilibrio puntato di Stephen Jay Gould e Niles Eldredge), dimostrerebbero l’alternanza di brevi periodi di rapida evoluzione e lunghi periodi di stabilità morfologica, e ciò giustificherebbe la rarità di ritrovamenti di forme di transizione.

Anche se il Creazionismo si basa su congetture senza basi scientifiche non dovrebbe essere sottovalutato per le implicazioni politiche e religiose che comunque possiede. Negli ultimi anni, molte organizzazioni, come il Discovery Institute, sono accusate di voler influenzare il programma di insegnamento della Scienza nella scuola americana. In molti istituti è stata introdotta, come materia di studio, l’analisi critica all’evoluzionismo; sempre più frequentemente scienziati intraprendono pubbliche dispute sull’origine della vita, in cui sono costretti ad adottare un registro aggressivo e poco scientifico, e i media, diffondendo notizie inaccurate, confondono ulteriormente l’opinione pubblica.

Nel Settembre del 2007, la Commissione per la Cultura del Parlamento Europeo ha avviato un dibattito sul creazionismo americano e su come questo possa diventare “ una minaccia per i diritti umani”. Ne è emerso che la guerra alla teoria dell’evoluzione può degenerare in forme di estremismo che sono spesso legate a movimenti di estrema destra. Benché sia ancora considerata una realtà quasi esclusivamente americana recentemente questi movimenti hanno acquistato popolarità in Germania, Inghilterra e anche in Italia.

Svariate sono le implicazioni di un dualismo che tocca temi così importanti. Il mondo scientifico continua a non legittimare il confronto, anche se in varie occasioni ha chiaramente specificato che la teoria evolutiva non è un dogma assoluto e probabilmente, in futuro, si elaborerà una teoria che spiegherà in maniera più esaustiva il fenomeno evolutivo ma, come dice il paleontologo Stephen Jay Gould, l’evoluzione è una teoria ma è anche un fatto. I fatti non cambiano mentre le teorie possono essere rimpiazzate: l’essere umano si è evoluto da antenati in comune con le scimmie sia che lo si spieghi con la teoria darwiniana che con qualche altra teoria non ancora formulata…

 

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