Le verità sugli additivi

Gli additivi alimentari sono ingredienti secondari in quantità, ma spesso determinanti per valutare l’aspetto salutistico di un prodotto. Servono a dare sapore, conferiscono ai cibi un particolare colore e permettono di conservare gli alimenti più a lungo. Sono quasi sempre presenti nei prodotti che compriamo al supermercato. Si tratta di un argomento molto dibattuto, ma c’è ancora scarsa chiarezza su quali siano gli effettivi pericoli che il loro consumo può comportare. Inoltre, il fatto che sulle etichette spesso compaiano solo in sigla rende più difficile la loro individuazione.
Coloranti
Le sigle che vanno da E100 a E199 indicano i coloranti, utilizzati per fornire agli alimenti un colore differente da quello che avrebbero naturalmente. Invece, la dicitura “coloranti naturali” non indica che provengono dagli ingredienti dell’alimento, ma vuole più semplicemente dire che si trovano in natura. Autorizzati in molti alimenti, i coloranti naturali e artificiali spesso possono trarre in inganno il consumatore sulla vera natura degli ingredienti utilizzati. Per esempio, il colorante giallo viene usato per suggerire la presenza di uova. Non dimentichiamoci poi che certi coloranti possono provocare in alcune persone dei fenomeni allergici.

Conservanti
Sono contraddistinti dai codici che vanno da E200 a E299. Sono le sostanze che prevengono la proliferazione delle muffe, dei batteri e dei lieviti che sono responsabili del deterioramento dei cibi.
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Quindi, in alcuni casi, sono utili. Per esempio, una piccola quantità di solfiti, decisamente minore rispetto ai limiti di legge, è accettabile nel vino perché garantisce una maggiore stabilità. Spesso, però, troviamo i conservanti anche dove sono inutili o inefficaci come per esempio nelle caramelle, aranciate, chewing gum ecc… Anche i conservanti a volte possono indurre reazioni allergiche.

Antiossidanti e acidificanti
Hanno sigle comprese tra E300 e E385. Vengono utilizzati per rallentare il deterioramento dei cibi causato dal contatto con l’ossigeno dell’aria. Quello più utilizzato è l’acido ascorbico o vitamina C (E300). Gli acidificanti, invece, aumentano l’acidità degli alimenti per ragioni di gusto o per aumentare la conservazione. Quindi, spesso gli antiossidanti e gli acidificanti sono utili, senza eccederne nelle quantità.

Emulsionanti e addensanti
Le loro sigle sono principalmente comprese tra E400 e E585. Il loro scopo è dare consistenza ad un alimento oppure contribuire a mantenerla. Molto spesso hanno una funzione utile: gli emulsionanti permettono di sostituire in parte le materie grasse con acqua nelle margarine e nel burro a ridotto contenuto di grasso; gli addensanti ostacolano la formazione del ghiaccio nel gelato. Naturalmente servono molto spesso a confondere l’assenza di ingredienti di base (le uova nei gelati o nella maionese) o per vendere l’acqua al prezzo della carne (come nel prosciutto cotto). Negli alimenti light, gli addensanti e gli emulsionanti permettono di sostituire gli ingredienti calorici (carboidrati e grassi) con l’acqua.

Esaltatori di sapidità
I codici che li contraddistinguono vanno da E620 a E640. I più famosi sono i glutammati che servono a intensificare o a modificare il gusto degli alimenti: tutto ciò potrebbe mascherare carenze di gusto e quindi una scarsa qualità dei cibi. Il glutammato è riscontrabile in moltissimi prodotti alimentari e l’assunzione giornaliera elevata può alimentare intolleranze anche in cui non è comunemente sensibile a questo additivo.

Edulcoranti artificiali
Le sigle per riconoscerli sono: tra E950 e E967 e tra E420 e E421. Questi additivi vanno a sostituire gli zuccheri in alcuni prodotti light come gli yogurt, le bevande, la gomma da masticare, alcuni dolci, ecc… Tra gli edulcoranti ci sono: xilitolo, aspartame, saccarina, smaltitolo, sorbitolo, ciclamati. In alcune circostanze sono accettabili, per esempio per le persone che non possono consumare gli zuccheri. Il rischio è soprattutto per i bambini che possono raggiungere molto rapidamente la dose giornaliera consigliata per i ciclamati e la saccarina.

Se vogliamo difenderci, almeno in parte, da tali sostanze possiamo adottare queste tre semplici regole:

  1. leggere le etichette e scegliere sistematicamente gli alimenti che contengono meno additivi, quindi meno lettere E;
  2. evitare i prodotti con un colore molto appariscente che indica chiaramente la presenza di coloranti;
  3. ricominciare a riscoprire il sapore degli alimenti semplici evitando quelli pronti, che contengono sicuramente molti additivi, tracci glutammati e conservanti.

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