Stress Prêt-à-porter

Lo stress è una reazione tipica di adattamento del corpo ad un generico cambiamento fisico o psichico. Lo stress è un disturbo relativamente recente, la cui comparsa viene fatta risalire intorno al 1700 con la nascita delle grandi città, accompagnate dall’affollamento, dagli spostamenti, dal traffico, dall’inquinamento, dall’aumento del rumore e dai ritmi della produzione industriale. Le prime osservazioni scientifiche sullo stress risalgono agli anni trenta, ad opera di uno scienziato americano (Hans Selye) che osservò gli effetti delle sollecitazioni esterne sull’organismo e la capacità di quest’ultimo di reagire.
Non tutti sanno che quando proviamo un intensa emozione nel nostro corpo avvengono una serie di reazioni biochimiche. In particolare, quando ci sentiamo sotto pressione, il nostro corpo reagisce come se dovessimo fronteggiare un attacco: il nostro metabolismo accelera, il nostro battito cardiaco aumenta, la pressione sale, salgono i livelli di trigliceridi e di colesterolo nel sangue mentre diminuiscono gli ormoni sessuali. Se la situazione di stress diventa cronica a farne le spese è il nostro organismo e possiamo accusare una serie di disturbi dovuti alle modificazioni ormonali indotte dalla reazione di stress. Fra i disturbi fisici più comuni ci sono: stanchezza cronica, caduta dei capelli, irregolarità mestruali e blocco dell’ovulazione, tachicardia, senso di oppressione al petto, difficoltà digestive, intestino irritabile, stipsi, dolori muscolari, ecc… E’ importante sapere che lo stress ha un effetto negativo anche sul sistema immunitario e che quando siamo stressati siamo più vulnerabili alle infezioni, alle malattie e allo sviluppo di patologie autoimmuni. Tra i sintomi mentali tipici ci sono: l’iperattività mentale, consistente nell’affollarsi di pensieri come se la mente non fosse capace di rallentare, la difficoltà di concentrazione, difficoltà ad assimilare nuove informazioni e mancanza di memoria, valutazione errata di persone e situazioni, incapacità o titubanza nel prendere decisioni.
Vale la pena citare anche il cosiddetto “emotional eating”: la fame che non nasce da necessità fisica ma da stress emotivi. La “fame nervosa” è il termine comune per indicare ciò che gli studiosi del comportamento alimentare definiscono eating emozionale, cioè “la situazione vissuta da quei soggetti che mescolano le emozioni con l’assunzione di cibo e usano il cibo per far fronte alle emozioni che ogni giorno incontrano”. Anche chi non è oppresso da problemi di peso raramente mangia solo per soddisfare la fame biologica e per nutrirsi. Alcuni studiosi hanno ipotizzato la causa dei comportamenti alimentari anomali: essi ritengono che la fame nervosa si sviluppi nella prima infanzia. Secondo questa teoria, è essenziale che la mamma capisca quando il bambino avverte un reale bisogno di mangiare e, quindi, soddisfi la fame porgendogli il seno o il biberon, evitando di offrirgli il cibo quando il pianto infantile non è effettivamente una conseguenza della fame. Se questa giusta interpretazione della mamma non si verifica, è probabile che il figlio crescerà senza essere capace di elaborare una giusta identificazione della fame e non saprà distinguere tra questa ed altre sensazioni. Così, nell’età adulta diversi stati d’animo come l’ansia, la tensione, la collera verranno interpretati nel modo sbagliato con conseguente assunzione eccessiva di cibo.
Per fortuna, l’organismo possiede un eccezionale sistema di adattamento allo stress, rappresentato da una serie si meccanismi compensatori che ci permettono di “ adattarci “ a qualsiasi situazione avversa e, quindi, di fronteggiarla. Questi meccanismi funzionano allo stesso identico modo, indipendentemente dal tipo di stress che dobbiamo affrontare, e tendono a ripristinare il giusto equilibrio delle funzioni biologiche. Le sostanze adattogene devono questo nome proprio alla loro capacità di intervenire sulla reazione di adattamento dell’organismo potenziandola. La loro funzione è proprio quella di innalzare la soglia di tollerabilità dell’organismo nei confronti dello stress: ciò significa che l’organismo dispone di maggiori risorse per fronteggiarlo. Tra le numerose piante medicinali in grado di favorire il recupero delle energie dell’organismo, ne esistono alcune particolarmente efficaci nel ridurre lo stato di tensione continuata che si accompagna alla condizione di stress. Sia il ginseng che l’eleuterococco sono impiegati per le loro capacità di innalzare l’efficacia generale nelle situazioni di stress. L’effetto che producono è quello di renderci più vitali nello svolgere tutte le azioni quotidiane. Come tutti gli adattogeni sono efficaci sia sulle capacità mentali, (migliorano l’attenzione, la concentrazione e la memoria), sia sulle performance fisiche, migliorando la capacità di compiere lavoro muscolare e riducendo il senso di fatica.

LA DIETA NELLO STRESS
Tra le tante armi che abbiamo a disposizione per combattere l’ansia e lo stress, una non la teniamo nell’armadietto dei medicinali, ma bensì nel nostro frigorifero. Infatti molti alimenti non sono anti ansia in senso stretto, ma sono efficaci per aumentare il nostro stato di benessere. Le persone che sono sottoposte a stress devono seguire una dieta nutriente e ben equilibrata, ponendo particolare attenzione all’integrazione di elementi nutritivi che possono essere stati fortemente ridotti durante periodi di stress. Per esempio, la vitamina C viene usata dalla ghiandola surrenale in momenti di stress, e qualsiasi stress grave o prolungato causerà la diminuzione della vitamina C depositata nei tessuti. Gli alimenti da preferire sono quelli ricchi di magnesio, manganese, cobalto, vitamine del gruppo B; quelli da evitare, gli eccitanti, quelli che ostacolano l’assorbimento degli oligoelementi e quelli ricchi in sale e conservanti. Negli individui soggetti a stress, il livello degli zuccheri nel sangue si alza e si abbassa rapidamente ed in modo irregolare. Bisogna quindi assumere zuccheri sotto forma di carboidrati complessi, come cereali, riso, pasta, pane e patate. Questi cibi, infatti, rilasciano gli zuccheri in modo lento. Le cipolle per es. hanno proprietà rilassanti e favoriscono il sonno. Alimenti che favoriscono il relax e il benessere sono anche albicocche (anche secche), avena, barbabietola, basilico, cavolo, lattuga, lievito di birra, limone, maggiorana, mela, origano, pesca, prezzemolo, soia e tutti i derivati. Bisognerebbe evitare anche troppo caffè, te, cioccolata, coca cola, zuccheri semplici, le bevande alcoliche (utilizzandole in maniera sporadica) e non fumare.

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