Intervista a Marc Filippi

intervista_filippi_bigR. Il nostro gruppo è stato creato per far conoscere alle persone il mondo subacqueo. Attraverso  le scuole, esposizioni di fotografie e concorsi, vogliamo mostrare quanto sia stupendo il mare, il nostro Mar Mediterraneo. Vogliamo dimostrare che questo paradiso esiste realmente. In questo periodo stiamo lavorando con il Consiglio della Regione PACA (Provence, Alpe, Cote d’Azure), con il Parco Nazionale di Port-Cros (a cui comunichiamo i nostri dati scientifici), con l’Istituto Oceanografico Paul Ricard e con il Museo di Monaco. L’associazione è costituita da un gruppo di subacquei, 4 fotografi ed un biologo che svolge anche il ruolo di comunicatore.

D.  A quale pubblico vi rivolgete principalmente?”
R.
Il nostro lavoro si basa molto sui giovani. Cerchiamo di insegnare loro che l’acqua è preziosa, da ogni punto di vista. Ognuno di noi può cambiare il proprio modo di agire. Una volta all’anno scegliamo più di 80 ragazzi provenienti da varie scuole. A loro sono rivolti convegni e proiezioni, per informarli su ciò che si trova in immersione. Dopo questo primo passaggio, insegnamo loro ad andare sott’acqua e li accompagnamo a vedere con i loro occhi i tesori del mare. Una volta tornati sulla terra ferma, viene chiesto a questi ragazzi di fare dei disegni che verranno poi esposti in un mostra vicino alle foto scattate da Déclic Bleu, e quindi messi a concorso. In questo modo cerchiamo di coinvolgere per primi i giovani e successivamente anche le loro famiglie.”

D.  Da quanti anni ti immergi in Mediterraneo?
R.: Più di 25 anni

D.  Trovi cambiato il nostro mare in questi ultimi anni?”
R.: Sì è cambiato, sia in positivo che in negativo. Grazie al Consiglio Regionale, negli ultimi anni sono state varate e modificate molte leggi a protezione dell’ambiente. Si è cercato di diminuire l’inquinamento in toto, anidride carbonica compresa. Con l’istituzione dei Parchi Naturali e al Progetto Europeo NATURA 2000, poco a poco la situazione si sta stabilizzando e successivamente migliorando. Anzi alcune specie, come ad esempio la cernia, stanno aumentando fin troppo e per questo si cerca di regolarne la popolazione con la pesca. ”

D.  Protezione e pesca possono quindi coesistere?”
R.: Beh… bisogna ammettere che è difficile. I sistemi di pesca non si sono evoluti. Nelle aree protette, con la suddivisione in zone a diversa protezione, è già stato fatto un passo avanti. La prossima tappa sarà il cambiamento del modo” in cui si pesca. I professionisti, purtroppo, non sono ancora pronti a questo, hanno piena coscienza del problema, ma il mercato spinge a pescare sempre di più. Per riuscire a cambiare il sistema bisogna fare un altro passo avanti: informare il consumatore. Qui in Francia, a breve, verrà modificato il modo di informare. Alle persone che si troveranno di fronte ad un banco di pesca, verranno date notizie sullo stato della popolazione di ogni specie che viene venduta. Verrà certo data loro la possibilità di scegliere, ma con una informazione in più, ad esempio specie a rischio”. Bisogna fare un buon lavoro di comunicazione. ”

D.  In Mediterraneo stanno aumentando le specie esotiche?”
R.: Tanto, anche le piante. Recentemente ho trovato, alle Isole Porquerolles, esemplari di corallo nero a meno di 25 metri. Questo dato è molto strano, visto che normalmente questa specie vive al di sotto dei 100 metri di profondità. Si tratta probabilmente di una mutazione e quindi di un sucessivo adattamento di questi particolari esemplari. Un altro esempio attualmente sotto esame da parte del Parco di Port-Cros è l’alga Caulerpa racemosa, che normalmente non sopravvive quando si toccano temperature inferiori ai 15°, mentre quest’inverno si è sviluppata ancora di più. Questi dati devono allarmarci. ”

D.  Tutto questo è sempre legato al tema del riscaldamento globale della terra e degli oceani?”
R.: Negli ultimi anni non ci sono stati dei veri inverni freddi. In mare la temperatura è stata sempre almeno di 2° sopra la norma, anche a più di 50 metri. I primi a soffrire di questi cambiamenti sono le piante. Ad oggi non si sa ancora se la Posidonia riuscirà a sopravvivere.

D.  Quali sono i vostri progetti futuri?”
R.: Stiamo preparando un Museo digitale. Verrà allestito nel comune di Hyeres e si chiamerà Museo della Tour Fondue”. Un altro progetto è un indagine sui cambiamenti di varietà delle specie nel Mediterraneo.

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