Gli invasori degli oceani

Silent Invaders: così vengono chiamati alcuni organismi marini che ogni giorno si insinuano nei nostri mari infestandoli e danneggiando le specie autoctone.
L’ultimo rapporto, diffuso dal WWF, stima che siano circa 7.000 le specie aliene che attraversano gli oceani nelle acque di zavorra delle grandi imbarcazioni.
Il traffico marittimo, che commercia oltre il 90% di tutti i beni che viaggiano tra i diversi paesi, è regolato da una Convenzione sulle acque di zavorra dell’IMO. Queste regole dovrebbero, se seguite, ridurre la diffusione degli organismi marini invasivi che popolano i nostri mari creando non pochi danni al pescato e alle comunità costiere.
Alcuni esempi? La medusa pettine del Nord America che ha spazzato via le acciughe nei mari del Nord e nel Mar Baltico.
Il granchio guantato cinese (Eriocheir sinensis), proveniente dall’Asia, è stato da poco scoperto negli estuari e fiumi che si affacciano nel Mare del Nord, nel Mar Baltico e sulle coste dell’Atlantico nordamericano e del Pacifico. Questo crostaceo sta causando l’alterazione degli habitat e l’erosione delle sponde fluviali dovute alle sue abitudini invadenti. L’impatto in Germania è stimato di circa 80 milioni di euro.
E nel Mediterraneo cosa succede?
Vengono stimati quasi due nuovi arrivi al mese negli ultimi 4 anni.
Tra specie animali e vegetali il mare nostrum si popola sempre più di specie aliene, meglio chiamate alloctone. A svelarlo è stato un recente studio dell’Irpa, l’Istituto di ricerca per la protezione ambientale, che insieme a esperti del Ministero dell’Ambiente ha monitorato le acque marine del bacino dal 2000 in poi. Il Mediterraneo ha fatto registrare un’esplosione di pesci di provenienza tropicale, prevalentemente provenienti dal Mar Rosso.
Tra i recenti inquilini si registrano anche pesci di origine indo-pacifica, come il pesce flauto (Fistularia commersonii), lo Stephanolesis diaspor, cugino del pesce balestra, l’Etrumerus teres, una sorta di grossa sardina, e il pesce coniglio (Siganus luridus) e Siganus rivulatus, vegetariani come la salpa, già rimpiazzata nei mari greci.
Le specie invasive arrivano principalmente nelle acque di zavorre, ma non solo. Responsabili dell’introduzione sono inoltre gli uomini che, commerciando direttamente piante ed animali, li inseriscono volontariamente nei nostri ecosistemi.
Questo fenomeno è sempre più in espansione e coinvolge tutti gli Stati del mondo.
Purtroppo ancora molti Paesi non hanno ratificato la Convenzione IMO. La svolta può essere data solo da Paesi come Panama, il maggiore Paese mercantile, che ancora non hanno firmato la Convenzione.

LINK :
http://ec.europa.eu/environment/nature/invasivealien/index_en.htm
http://www.wwf.it/client/ricerca.aspx?root=20997&content=1

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