Nuovo record italiano – CWT -90 mt

Federico, puoi parlarci del tuo ultimo record?” “Dove l’hai fatto ed in quale categoria?
Un record in Assetto Costante è sempre stato il mio sogno. Nell’assetto costante gli atleti devono fare affidamento esclusivamente alle loro forze per scendere in profondità (usando a scelta pinne o monopinna) e non possono usare zavorre aggiuntive o issarsi sul cavo guida sia durante la discesa che la risalita. Dopo l’anno scorso ed i successi avuti nella disciplina a rana ho deciso di cimentarmi in questa specialità con l’idea di raggiungere i 90m durante i Campionati del Mondo a squadre Aida. La quota è molto impegnativa perché sottopone il corpo a fortissime pressioni (10 kg per centimetro quadrato) e perché la distanza totale di 180m (andata e ritorno) richiede un apnea di quasi 3 minuti. La prima gara si è svolta alla grande il 24 Agosto: ho stabilito il primato italiano in assetto costante scendendo a 89 metri di profondità. Questa prestazione mi ha permesso di allenarmi con serenità nei 10 giorni che precedevano i Mondiali, anche se essendo già campione italiano molte tensioni emotive si sono attenuate e la concentrazione è sfumata leggermente. Pochi giorni prima dei mondiali ho infatti sbagliato tre sessioni di allenamento e sono arrivato al giorno della prova con molte meno aspettative di successo. Penso sia stata questa mancanza di aspettative che mi ha permesso il 4 settembre 2008, durante i Campionati del Mondo a squadre AIDA, di andare a strappare il cartellino a 90 metri. Verso gli 80 metri ho compensato l’ultima volta ed ho intuito che non sarebbe stato più possibile compensare ulteriormente le orecchie. Quando ho iniziato ad avvertire dolore ai timpani ho visto a poca distanza il testimone da prendere e mi sono allungato al massimo afferrandolo. La risalita è stata lunga, ma la gioia della prestazione mi ha permesso di reclutare molte energie psichiche che hanno agevolato la lunga ascesa. Arrivato in superficie ho eseguito lucidamente il protocollo, ho aspettato il parere positivo da parte dei giudici e quando ho visto il cartellino bianco che decretava il successo ho lasciato scaturire tutta la mia gioia ed adrenalina in un urlo liberatore.

“Come ti sei preparato per il record? Dove ti sei allenato e chi ti è stato vicino nella tua preparazione?”
Quest’anno l’allenamento è stato molto diverso da quello dell’anno scorso, infatti a dicembre sono rientrato a vivere in Italia con la mia famiglia. Ho cercato di far conciliare il lavoro con gli allenamenti. Per il periodo invernale ho lavorato principalmente in piscina ed in palestra cercando di mantenere una buona preparazione atletica. Il lavoro aerobico ed i pesi sono stati pertanto i miei principali compagni per diversi mesi. Appena è arrivato il caldo, sono tornato in mare per iniziare l’adattamento alla pressione. La grande variante di questa stagione è avvenuta all’inizio dell’estate quando dovevo iniziare con la parte di preparazione di adattamento alla profondità. In questo frangente di tempo l’obiettivo è quello di passare molte ore in acqua per abituarsi alla pressione idrostatica. In poche parole tante, tante discese tra i 20 ed i 40 metri di profondità. Con il mio amico Walter abbiamo optato per 20 giorni di pesca subacquea in Costarica: non poteva esserci modo migliore di allenarsi e allo stesso tempo divertirsi! Il mare del Costarica è realmente “allenante”: le forti correnti e la scarsa visibilità aumentano lo stress nella discesa e nella permanenza sul fondo e tutto ciò aiuta l’atleta ad allenarsi sia sotto l’aspetto fisico che sotto quello mentale. Uscivamo in barca ogni giorno alle 8 di mattina e pescavamo fino all 16.00… otto ore di pesca… a volte accompagnati nei tuffi dai delfini o dalle balene. Degli spettacoli mozzafiato! Ad Agosto mi sono trasferito a Sharm el Sheikh dove puntualmente mi ritrovo, grazie a Free Style Company e Only One Apnea Center, il supporto necessario all’ allenamento. Prediligo Sharm per le meravigliose condizioni meteo marine che offre ed infatti dopo solo una settimana di allenamento avevo oltrepassato la quota di 60m. Ho continuato ad allenarmi con la maschera fino alla quota di 75m per poi passare all’utilizzo di lenti a contatto speciali che permettono di vedere sott’acqua senza maschera e risparmiare aria e compensare più agevolmente a quote profonde. Dopo tre settimane di allenamento avevo passato gli 85 metri ed è lì che ho deciso di tentare il record durante una gara ufficiale che precedeva i Mondiali (il 24 agosto)

“In quale direzione stanno evolvendo i tuoi allenamenti? Quanto hanno influito sul tuo record?”

E’ una domanda difficile. Non ho ancora individuato una metodologia precisa nell’allenamento. Mi piace sperimentare ed ogni anno inserisco delle variazioni nel percorso dell’allenamento. L’apnea è uno sport giovane e il miglioramento esponenziale delle prestazioni degli atleti di vertice dimostra che la strada da fare è ancora molta. Se si paragonano i 10 atleti più forti del mondo ci si accorge che si allenano tutti in modo diverso e tutti migliorano in continuazione. Potremo dire di sapere esattamente come ci si deve allenare quando il 90% di atleti professionisti seguirà lo stesso protocollo di allenamento. Per ora si sperimenta seguendo le proprie sensazioni. Personalmente penso che una buona preparazione fisica di base sia necessaria, ma dedico anche tanto tempo allo yoga che permette di migliorare l’elasticità corporea (secondo me fondamentale nell’apnea) e migliorare la capacità di concentrazione e rilassamento.

“Parlami dei tuoi sponsor…..è stato difficile trovarli? Come sei riuscito a farti conoscere?”

I miei sponsor sono persone con le quali ho condiviso un sogno. Sono tutti amici da tempo con i quali esisteva già prima dei record fatti un rapporto di stima e di comune legame con l’acqua. Sono persone che conoscono il mio amore viscerale per l’acqua ed hanno deciso di sostenermi in queste avventure. Vittoria (ImperialBulldog) è stata la mia prima allieva di apnea in Egitto, ci siamo conosciuti nel 2004 ed abbiamo fatto apnea per 3 anni in modo assiduo. Veniva spesso a Sharm ed era convinta di non poter compensare e tra sessioni di assetto costante e tecniche di rilassamento siamo riusciti a rimuovere il blocco. Quando le ho riferito che intendevo fare un record ha accettato di essere tra le persone che avrebbero supportato un “atleta” che fino a quel momento non era nessuno. Nazareno (Unconventional Training) è invece un esperto di tecniche di formazione che svolge spesso i corsi per i suoi Manager Aziendali a Sharm. Un giorno eravamo sulla bicicletta da Spinning ad allenarci insieme e gli raccontai della mia intenzione di fare dei record se avessi trovato degli sponsor. Lui fu interessato all’idea e mi propose di usarla per creare un lavoro sulla motivazione e raccontare la storia di “uno qualunque” (il sottoscritto) che decide di trasformare in realtà un sogno. Una settimana dopo mi contattò per confermarmi il suo appoggio… oggi collaboriamo per il un corso di formazione ai manager chiamato “Assetto costante”. Ed infine il mio amico Hesham (Camel Dive) conosciuto per i suoi problemi di schiena che prospettavano la possibilità di un intervento. Decidemmo di provare la via dello yoga ed oggi, da ormai due anni ha eliminato i dolori. Come si può intendere il meccanismo di sponsorizzazione in questo sport, che rientra a mio parere tra gli “sport poveri”, è spesso legato a dinamiche personali che si basano sulla stima e fiducia reciproca nel raggiungimento di un obiettivo. Da qui nascono idee e progetti per dare poi visibilità ad entrambe le figure.
“Quali figure sono più interessate all’apnea oggi e quindi a sponsorizzare un campione come te?”
Come ho già detto l’apnea è uno sport povero e spesso gli atleti faticano nell’ottenere delle sponsorizzazioni che non sono certo milionarie, ma hanno lo scopo principale di permettere all’atleta di allenarsi e di farlo a tempo pieno come se fosse un lavoro. La visibilità “vera” viene data dai media e ad oggi sono molto sporadici i casi di apneisti supportati dai grandi della comunicazione. Ma sono anche convinto che sia utile partire in questo modo e sono certo che la voglia di essere un buon apneista permetta di focalizzare la propria attenzione sulla propria disciplina. Grandi sponsor pretendono tempo e risorse dall’atleta e questo potrebbe distogliere l’apneista dai suoi obiettivi.
“Cosa è cambiato nella tua vita dopo l’ultimo record?”
A livello pratico e nella vita di tutti i giorni è cambiato poco, mi alterno tra allenamenti, corsi di apnea e yoga e la mia famiglia. Ciò mi rende felice e soddisfatto! A livello mentale questo record mi ha dato tanta gioia e forza. Ho realizzato il sogno della vita cioè essere, per almeno un giorno, il più profondo d’Italia. Pensavo di poterlo fare… oggi posso dire di esserci riuscito. E’ stata una grande dimostrazione di motivazione e forza mentale ed oggi sono consapevole e fiero di questa mia caratteristica. Naturalmente i sogni non finiscono mai… ora mi piacerebbe essere il primo Italiano e raggiungere i 100 metri.
“Quali sono i tuoi programmi futuri?” “Parlami dei tuoi corsi…dove si terranno e quando?”
Come atleta ho già risposto… vorrei entrare nell’olimpo dei 100… essere tra quegli apneisti considerati alieni. Come apneista professionista invece sto sviluppando un progetto che proporrà l’apnea e lo yoga come mezzi per il raggiungimento del benessere. Vorrei utilizzare i principi imparati in queste discipline per creare un percorso da proporre alle persone che desiderano stare meglio ed essere più consapevoli. Inoltre ho riscoperto la passione per la scrittura. Già in passato avevo scritto, ma in ambiti diversi da quelli apneistici. Ora invece ho appena ultimato un libro “Tecniche di respirazione per Apnea” che sta avendo un ottimo riscontro nelle librerie e con il mio editore abbiamo deciso di proporre altri titoli al modo apneistico, ma non solo. Per quanto riguarda i corsi di apnea in Italia si sono rivelati un successo, ho aperto una associazione sportiva che si chiama Moving Limits e sono fiero di avere molti appassionati che si rivolgono a noi per imparare a fare Apnea. Al mio rientro in patria non ero certo che l’Italia disponesse di molti amanti dell’acqua, ma devo ricredermi e sono molto felice di ammettere che mi sbagliavo.

di Veronica Littardi

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