Un papà straordinario: il cavalluccio marino

Tra le acque basse di quasi tutti i mari del mondo vivono creature fantastiche; hanno grandi occhi camaleontici e una lunga coda prensile con la quale si muovono lentamente tra gli steli delle praterie sottomarine. Nonostante la loro rarità esiste un centinaio di specie di Syngnathidae e tutte di piccolissime dimensioni; la specie più grande raggiunge a mala pena i 35 cm.
Sono animali unici, non solo per la loro forma bizzarra ma soprattutto per un rarissimo comportamento sessuale.
Durante il rituale di corteggiamento la coppia esce allo scoperto tenendosi intrecciati per le lunghe code e carezzandosi vicendevolmente il naso. Il loro corpo cambia colore (dal rosa all’arancione acceso) in balia degli influssi ormonali e il maschio emette un dolce e sommesso ronzio.
La danza può andare avanti per ore ma, quando la femmina è pronta per l’accoppiamento, raggiunge la superficie dell’acqua, allungando il suo corpo quanto più le è possibile. Questo atteggiamento è irresistibile per il maschio che reagisce immediatamente con movimenti veloci della coda. Quando i loro corpi sono sufficientemente vicini accade una cosa straordinaria: un piccolo tubicino parte dalla femmina e si inserisce in un’apertura nella pancia del maschio. I due cavallucci marini sollevano le loro teste inarcando la schiena finché la femmina non trasferisce tutte le uova dentro la pancia del maschio. Nel momento in cui il maschio ha ricevuto tutta la sua prole, si stacca e si allontana dalla femmina…

Nel mondo ci sono alcune specie (soprattutto anfibie) in cui i maschi si prendono cura delle uova, ma ciò che avviene nei cavallucci marini è straordinario perché i maschi non solo accudiscono la prole, ospitandola all’interno del proprio addome e fornendogli cibo e ossigeno ma partoriscono anche a seguito di lunghe e dolorose contrazioni. Tutto ciò è ancora più incredibile se consideriamo che la gravidanza è rara nei pesci… anche nei pesci di sesso femminile! (dice Helen Scales, autrice di Poseidon’s Steed).

I biologi marini hanno impiegato molto tempo per capire cosa succedeva nell’accoppiamento dei Syngnathidae. Solo alla fine del 1800 sono riusciti a scoprire e definire i ruoli e i sessi nella coppia. Osservando attentamente il comportamento di due cavallucci in laboratorio riuscirono facilmente a distinguerne i sessi; le femmine, infatti, producevano un limitato numero di uova e, il maschio, una quantità molto superiore di sperma. Come si spiega, quindi, il comportamento del maschio? Come avviene in molte altre specie, avrebbe le potenzialità di fecondare diverse femmine contemporaneamente e aumentare quindi le opportunità di trasmettere i propri geni.

Cosa lo ha indotto, invece, a trasformarsi nel papà più evoluto degli oceani? La risposta è la rarità. I cavallucci marini, infatti, non vivono in gruppo. La bassa concentrazione di plankton (unico loro alimento) permette la sopravvivenza solo ad una manciata di individui in un habitat grande quanto un campo da tennis. In queste condizioni è difficile trovare un compagno ogni volta che si è pronti per l’accoppiamento! Il maschio quindi cambia strategia evolutiva e, invece di andare alla ricerca di una nuova compagna, si assume le responsabilità della cova, custodendo e nutrendo quei piccoli che sicuramente portano i suoi geni e che una volta espulsi saranno in grado già di cavarsela da soli.
Appena conclusosi il parto, la femmina torna dal suo compagno perché molte coppie rimangono fedeli a lungo, a volte per l’intera vita.
Sono creature meravigliose per il loro comportamento in cattività; la buona notizia è che il loro areale è molto più vasto di quello immaginato, non è limitato alle calde acque equatoriali e per certo si nascondono anche nei nostri mari. La cattiva notizia, però, e che sono estremamente rari e schivi e quindi vederli nel loro habitat naturale è considerata una fortuna.
Se, però, te ne sei innamorato puoi sempre pensare di tenerne qualcuno in casa come animale da compagnia. I padroni di cavallucci marini ne sono entusiasti: sono animali con una forte personalità e che danno molte soddisfazioni. Attenzione però, ricorda che sono creature delicate che hanno bisogno di essere nutrite più volte al giorno e di un monitoraggio costante. Gli appassionati consigliano di munirsi anche di una vaschetta d’emergenza dove ricoverare il cavalluccio marino quando è malato e nella quale diluire le medicine per la sua cura.

Links:
Guardian.co.uk – The sex life of sea-horses
Odeo.com – Helen Scales: “Poseidon’s Steed”. Helen Scales parla del fascino che esercita il cavalluccio marino (streaming audio in lingua Inglese)

Bibliografia:
Scales H., 2009. Poseidon’s Steed. GOTHAM BOOKS, 272pp

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