Cleantech

Si è concluso il 18 novembre in una cittadina in provincia di San Francisco il Cleantech Open National Business Plan Competition. Si tratta di un concorso a cadenza annuale, che ha preso il via nel 2006, e che premia le invenzioni tecnologiche ecosostenibili. Quest’anno 278 concorrenti si sono sfidati a suon di invenzioni e, per la finale, sono stati selezionati ben 70 progetti, suddivisi in sei categorie: “Aria, acqua e rifiuti”, “Efficacia energetica”, “Costruzioni verdi”, “Rinnovabili”, “Smart power” e “Trasporti”. I partecipanti non provenivano tutti dalla California, indiscussa patria della new technology, ma anche dalla Rocky Mountain Region e dal Pacific Northwest.
Il premio di 250mila dollari, messo a disposizione per il vincitore, se lo è aggiudicato la Ecofactor, azienda specializzata in soluzioni per il risparmio domestico di energia. In un solo prodotto, infatti, è riuscita a concentrare e risolvere due questioni tra le più spinose: ridurre l’impatto del consumo energetico sull’ambiente e diminuire i costi per l’utente. Il lavoro vincente creato dalla Ecofactor è un software in grado di regolare automaticamente il termostato di casa per ottenere, in ogni istante, il maggior risparmio energetico alla miglior prestazione. L’idea è semplice e geniale allo stesso tempo e può essere un punto di partenza fondamentale per riuscire a cambiare concretamente le abitudini quotidiane delle persone.
La seconda classificata, la Alphabet Energy di Berkeley, ha sviluppato un sistema capace di “riciclare” la dispersione termica trasformandola in nuova energia. In pratica, si tratta di un miniconduttore che al costo di appena un dollaro a watt riesce a fare il lavoro che fino ad ora poteva esser svolto solo con costi 20 volte più elevati e, quindi, improponibili per il mercato.
Altro progetto degno di nota è della Micromidas di Sacramento che, attraverso procedimenti chimici, ha provato che le acque di scolo possono essere trasformate in materiale per ottenere bioplastica, sfruttando meccanismi biologici naturali. Praticamente, l’acqua funge da nutrimento per i microrganismi che andranno a costituire la bioplastica. Il tutto con un tempo di preparazione veramente irrisorio: solo una manciata di mesi, in confronto ai 1.000 anni richiesti dalle materie plastiche sintetiche provenienti dal petrolio. Inoltre, fra i progetti finalisti, è degno di nota quello della compagnia russa A-Z Comp. Il gruppo ha infatti pensato a come risolvere il dilemma della dispersione del petrolio in mare e lo ha fatto con una pratica assolutamente non invasiva per l’ambiente. Si tratta di un processo di pulizia che utilizza il grafene, una sostanza che a contatto con il petrolio impedisce a quest’ultimo di disciogliersi nell’acqua e diventare parte dell’ecosistema, con le conseguenze che purtroppo tutti conosciamo. Sempre in materia di inquinamento, ma questa volta relativo allo smog, è l’invenzione della FuelSaver Technologies che ha brevettato un dispositivo a cui è collegato un sofisticato software che opera sui tir, regolando le sostanze nocive che fuoriescono dal tubo di scappamento. Un premio speciale è stato conferito alla HydroVolts che ha progettato un ingegnoso sistema di turbine in grado di produrre da qualunque fonte idrica energia pulita, utilizzabile direttamente. Energia pulita dalle alghe marine è invece stata ottenuta dall’azienda di Portorico, la Replenish Energy. Invenzioni che potrebbero, al contrario, far sorridere sono per esempio la casa portabile della Homergent oppure i minipannelli solari montabili come fai da te (evviva il bricolage!) della Armageddon Energy, per risparmiare anche sulla manodopera del montaggio.

Coniugare la giusta attenzione all’innovazione, allo sviluppo e alla competitività con la sostenibilità e il rispetto per l’ambiente è la sfida della green economy, la nuova frontiera dello sviluppo economico, che punta su tecnologie pulite, risparmio energetico, energie rinnovabili e collaborazione tra mondo della ricerca e mondo industriale. Una sfida che può creare nuove opportunità lavorative e garantire nuove prospettive di sviluppo, una volta superata l’attuale crisi economica, e che è stata già raccolta da numerose aziende sparse ovunque per il mondo. A questo proposito, qualche giorno fa il quotidiano inglese The Guardian ha pubblicato la lista delle “fantastiche 100”, e cioè delle cento realtà produttive più promettenti nel campo delle clean technologies. Le 100 aziende sono state scelte tra più di 3.500 candidate da una commissione di esperti e di accademici coordinata dalla Cleantech Group, una delle principali società di consulenza finanziaria operanti nell’ambito della green economy, che dal 2002 promuove eventi e studi di settore nel campo delle tecnologie ecocompatibili. Anche l’Italia è riuscita a ritagliarsi un posticino in questa lista di eccellenze. La Electro Power Systems di Torino, azienda che produce innovativi sistemi a fuel cell (cella a combustibile) per il backup energetico e ha un suo stabilimento produttivo ad Aosta, è stata inserita nella lista Global Cleantech 100. L’ElectroPS è ideatrice di Electro7TM, il sistema a idrogeno più piccolo e leggero presente sul mercato, che potrebbe avere interessanti applicazioni nel campo delle telecomunicazioni, profilandosi come una soluzione a basso impatto ambientale e dai costi contenuti..

Per approfondire:
http://www.cleantechopen.com
http://www.ecofactor.com/
http://www.alphabetenergy.com/
http://www.micromidas.com/
http://www.azcomp.com/
http://www.fuelsavertechnologies.com/
http://www.hydrovolts.com/
http://www.replenishenergy.com/
http://www.homergent.com/
http://www.armageddonenergy.com/
http://www.cleantech.com/

testo di Sonia Festa

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