Vecchi sistemi, nuovi miti

Al momento di scrivere gli articoli per Pianeta Mare e Pianeta Verde abbiamo una regola: scartare se possibile il pessimismo delle specie in pericolo di estinzione. É troppo facile continuare a elencare quello che non va e francamente é deprimente. Se solo volessi veramente salvare solo tre degli animali che amo (elefante, balena, tigre) dovrei dedicare tutta la mia vita al progetto. É ovvio che questo non é fattibile, soprattutto se poi dobbiamo antecedere i diritti degli uomini a quelli degli animali.
Stanca di farmi disarmare dagli avvenimenti ho approfondito le alternative. La fine degli anni ‘70 ci ha fatto capire che le bande armate provocano solo dolore e violenza e quindi ricorrere alle armi non é un sentiero percorribile. In effetti, riflettendoci su, salvare alcuni esseri umani uccidendone altri ha dell’insano.
Fare politica? Ecco questo é un punto dibattibile. Dal mio osservatorio dopo anni di testi di politica ed economia mi sono fatta l’idea che lo Stato é una corporation illegale ma questo é solo una mia deduzione.
Ad esempio il testo NATIONALISM di Anthony D. Smith offre un approfondimento sul perché lo Stato é emerso. Perché dietro ogni avvenimento esiste una spinta che non sempre é pilotata dall’individuo, e non sempre a beneficio dell’individuo. Come dire… noi siamo la massa, siamo ancora parte del tessuto dal quale si staccarono quei milioni di soldati per andare a morire durante la prima guerra mondiale difendendo l’ideale di Stato e Patria. A pensarci bene potremmo non aderire a questi ideali una volta maturati e una volta sviluppato il nostro senso critico.
Un’altra ragione importante per non aderirvi é il fatto che lo Stato ha il monopolio dell’uso della violenza. Max Weber, il sociologo dice: “A State is a human community that claims the monopoly of the legitimate use of physical force within a given territory.”
Quello che lui intende é che tra i vari soggetti che abitano sotto il tetto di una Nazione solo lo Stato é autorizzato ad essere armato. Tra le deleghe che noi diamo allo Stato c’é anche quella di armarsi. E se lo Stato usasse questo potere per puntare le armi contro di noi?
Lo Stato punta le armi contro di noi perché forse spontaneamente non pagheremmo le tasse. Forse ognuno di noi avrebbe da ridire su come lo Stato usa i nostri soldi, non solo per le spese delle infrastrutture ma anche per il criterio con il quale attua le cooperazioni internazionali, gli smaltimenti di scorie verso paesi del Terzo Mondo, e per il denaro che viene deviato verso il riarmo invece che per le opere pubbliche.
Personalmente non approvo lo Stato. Qualsiasi sia stata la ragione ai primi del ‘900 che ha portato lo Stato a costituirsi, oggi questa ragione é venuta meno. C’é bisogno di una nuova formula. Nel frattempo però il quiz é come scioglere la nostra dipendenza dallo Stato. Piano, piano dobbiamo diventare responsabili di noi stessi e revocare una ad una le deleghe che gli abbiamo firmato.
Quando Israele attacca con le bombe al fosforo Gaza, quando la polizia attacca i dimostranti a Genova, quando un complotto politico non salva Aldo Moro dal suo destino non puntate il dito sullo schifo della nostra società politica, elencate piuttosto le deleghe che avete affidato alla Stato. Sono le nostre deleghe che armano il nostro Stato e che gli danno il potere di ferire ed uccidere.

Una lunga premessa per reiterare l’idea della necessità di “staccarsi” dalle risorse che ci vengono fornite. Vivere OFF the GRID vuole dire non continuare a finanziare il sistema e scoprire che possiamo stare in piedi senza l’assistenza di una infermiera armata, brutta, vecchia, idiota che ci continua a prendere per stupidi.

Riporto qui di sotto un articolo che fa parte della lunga discussione sui costi e vantaggi dell’energia verde.

The 10 big energy myths:
www.guardian.co.uk

testo e foto di Vittoria Amati

  • foto scattate in Madagascar
  • eleborazione grafica di Domenico De Arcangelis

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *