Guerrilla gardening

Non so se l’estate che sta passando si può chiamare torrida oppure qualcuno ha inventato un nuovo nome per un fenomeno mai visto. Come in Arabo non esiste la parola neve e in Inuit non esiste la parola deserto, in Europa non esiste nessuna parola che possa denominare le punte di 40 gradi con umidità del 93% che abbiamo sofferto quest’estate.

Ligia al mio mantra no-aria-condizionata-se-no-peggioro-la-situazione, sono sopravvissuta al caldo di Roma in agosto con il solo ventilatore e la gelatiera. Ma sto già pensando di comprarmi per il prossimo anno, dovunque sarò, una di quelle arie condizionate a pannelli solari che Joachim Luther sta sperimentando per il mercato di Singapore da quando è diventato direttore della Solar Energy Research Institute of Singapore (SERIS).
Nel frattempo, pianto alberi e spendo tutta l’acqua piovana raccolta lo scorso inverno dal tetto della mia casa di Filicudi, per farle sopravvivere.
L’unico modo per arginare l’emissione di CO2 emessa dai gas serra intrappolati nell’atmosfera è piantare più alberi, ecco perchè dovremmo farlo tutti in ogni pezzo di terra non-coltivato e abbandonato.
Anche in città dovremmo intensificare le aree verdi utilizzando le aiuole abbandonate per fare crescere alberi, fiori e piante da frutto.
In Inghilterra, da qualche anno, un gruppo di giovani e non, hanno promosso la cosiddetta guerriglia urbana dei giardinieri meglio conosciuta come FLOWER POWER. A notte fonda gruppi di persone attrezzati per il giardinaggio, scavano buche nelle aiuole abbandonate della città e piantano alberi e fiori. Il movimento non è circoscritto a Londra ma era già ‘fiorito’ in altre metropoli come New York e Toronto.

Dobbiamo fare la nostra parte anche nelle città italiane, abbandonando l’idea che siano vincolate al solo uso del municipio e comune, e continuino a crescere secondo il loro piano e non secondo quello estetico e funzionale del cittadino. In Italia Guerrilla Gardening è stata adottata già a Milano, Bologna, Firenze, Torino e Vicenza. Chissà perché non ancora al sud!

Ogni parte abbandonata della città è un lento declino verso la mini-discarica urbana, fatta di sacchetti di plastica strappati, macerie, elettrodomestici abbandonati, rifiuti organici. Quella zona diventa una zone-paria che nessuno osa guardare e oltrepassa rapidamente. Eppure tutt’altra cosa sarebbe prendersi la responsabilità del fazzoletto di terra vicino casa, decorandolo con rosmarino, lavanda, gelsomino o piantandoci un fico, una quercia.
Le case assumerebbero un altro valore, l’aria profumerebbe invece di puzzare, le piante potrebbero portare ad altre occupazioni nella vita, e da questo primo passo ci si potrebbe riappropriare della città.
È evidente che ognuno deve fare la propria parte se si vuole contrastare l’afa e il caldo in estate, così come le piogge torrenziali e i venti forti che durante il prossimo inverno seguiranno, ovviamente, le condizioni eccezionali di questa orribile estate.

www.guerrillagardening.org/
www.publicspace.ca/gardeners.htm
www.guerrillagardening.it/public/forum/showthread.php?tid=9
www.guerrillagardening.itk

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