Dimagrire: la tecnologia viene in nostro aiuto

Nell’era informatica che stiamo vivendo, anche dimagrire diventa una specie di gioco tecnologico.
L’anno scorso c’era stato il boom delle e-mail che contenevano consigli salutisti. La dieta ai tempi di Internet, quindi, arriva tramite posta. ALIVE (A Lifestyle Intervention Via Email) è infatti un programma finanziato dai Centers for Diseases Control statunitensi e sviluppato da NutritionQuest.

I pazienti con la “chiocciola” controllano su una homepage personale i progressivi risultati. E’ stato pubblicato uno studio sull’American Journal of Preventive Medicine, che ha preso in considerazione pazienti “tecnologici” tra i 19 e i 65 anni. 787 dipendenti di un’azienda californiana sono stati divisi in due gruppi: metà hanno avuto a disposizione tre aree di intervento (meno grassi e carboidrati, più frutta e verdura, più esercizio fisico); l’altra metà, informazioni generiche sul loro stato di salute in funzione delle linee guida. Dopo 16 settimane i pazienti iscritti alle e-mail salutiste hanno cominciato a fare più attività fisica e a mangiare più frutta e verdura.

Alcuni ricercatori dell’università americana di Stanford, invece, hanno appena presentato al congresso dell’American Heart Association uno studio effettuato su un centinaio di donne, secondo cui sarebbe possibile capire chi è destinato a rispondere bene a una dieta con pochi carboidrati e chi invece perde peso solo se abbandona i grassi.
E’ necessario raccogliere il DNA attraverso la saliva, farlo analizzare ed ecco pronti i consigli a misura di genoma: le donne che hanno portato avanti per un anno la dieta personalizzata in base ai geni, sostengono gli americani, hanno perso da due a tre volte più peso rispetto a quelle per cui non si è tenuto conto del profilo genetico.
Allettante per chi cambia una dieta dopo l’altra alla ricerca di quella giusta. E anche ragionevole, visto che la genetica influenza il metabolismo e, quindi, pure le risposte a ciò che mangiamo. Anche all’università di Trieste sono stati eseguiti studi di nutrizione e genetica. Infatti, è stato messo a punto un test, il G-Profile, che valuta una ventina di geni collegati all’alimentazione per aiutare a scegliere i cibi e perfino lo sport giusto per mantenersi in forma. Realisticamente però occorreranno ancora anni, e studi assai più ampi, prima di arrivare a indicazioni dietetiche sulla base del profilo genetico di ciascuno.
In attesa di questo futuro, possiamo utilizzare uno strumento che tutti noi portiamo sempre dietro, il cellulare, che potrebbe spronarci con messaggi e video a mantenere la dieta. Una ricercatrice del Georgia Technology Institute (neanche a dirlo in USA), Andrea Grimes, ha ideato un’applicazione per telefoni mobili chiamato EatWell. Si tratta di una specie di community e, quindi, di una specie di dieta di gruppo. EatWell si compone di video o di semplici sms in cui ognuno può descrivere non solo la sua esperienza personale, ma anche le ricette migliori che l’hanno aiutato a perdere chili. In una prima sperimentazione, effettuata su 12 persone che non si conoscevano tra di loro, i risultati sono stati incoraggianti. I partecipanti infatti sostenevano di sentirsi spronati nei momenti difficili in cui meditavano di abbandonare la dieta e, successivamente, orgogliosi di aver scelto pasti più sani rispetto a quelli grassi a cui erano abituati prima.
Sempre Andrea Grimes ha lavorato ad un progetto ancora più ambizioso, in modo da coinvolgere sempre più persone. Si tratta sempre di una community, chiamata Community Mosaic, per condividere con gli altri i trucchi per mangiar sano attraverso foto con didascalie che saranno proiettate in grandi spazi, ad esempio centri commerciali.
In Italia, ci stiamo muovendo per aiutare soprattutto i bambini ad avvicinarsi alla cultura del mangiar sano, utilizzando strumenti a loro più congeniali e moderni. A marzo 2012, infatti, è partito un progetto realizzato con il Ministero dell’Istruzione, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e l’Istituto superiore per la nutrizione (INRAN). Quasi 50.000 alunni in 2.600 scuole elementari in tutta Italia sono stati coinvolti nel progetto chiamato “Forchetta e scarpetta”.
Forchetta sta per mangiare bene e scarpetta per camminare e fare attività fisica. Si tratta di un progetto inserito nel programma “Guadagnare salute”. Il piano anti-obesità è costituito da un kit multimediale e interattivo con quiz e giochi sugli aspetti generali dell’alimentazione e l’attività fisica.
E’ di facile consultazione ed è stato accompagnato da un opuscolo da portare a casa per non abbandonare le regole e proseguire il “gioco” con i genitori. Probabilmente l’Italia ha preso alla lettera le parole di John Dalli, il commissario Europeo per la salute e la politica dei consumatori: “Dare ai ragazzi una dieta equilibrata è una sfida costante e dobbiamo agire subito”.

L’articolo fa parte del  libro di Sonia “Naturalmente Sonia, alimentazione e benessere per genitori e bambini. Il libro è una raccolta degli articoli scritti da Sonia negli ultimi 3 anni.
E’ necessario raccogliere il DNA attraverso la saliva, farlo analizzare ed ecco pronti i consigli a misura di genoma: le donne che hanno portato avanti per un anno la dieta personalizzata in base ai geni, sostengono gli americani, hanno perso da due a tre volte più peso rispetto a quelle per cui non si è tenuto conto del profilo genetico. Allettante per chi cambia una dieta dopo l’altra alla ricerca di quella giusta. E anche ragionevole, visto che la genetica influenza il metabolismo e, quindi, pure le risposte a ciò che mangiamo. Anche all’università di Trieste si stanno eseguendo studi di nutrizione e genetica. Infatti, di recente è stato messo a punto un test, il G-Profile, che valuta una ventina di geni collegati all’alimentazione per aiutare a scegliere i cibi e perfino lo sport giusto per mantenersi in forma. Realisticamente però occorreranno ancora anni, e studi assai più ampi, prima di arrivare a indicazioni dietetiche sulla base del profilo genetico di ciascuno.In attesa di questo futuro, possiamo utilizzare uno strumento che tutti noi portiamo sempre dietro, il cellulare, che potrebbe spronarci con messaggi e video a mantenere la dieta. Una ricercatrice del Georgia Technology Institute (neanche a dirlo in USA), Andrea Grimes, ha ideato un’applicazione per telefoni mobili chiamato EatWell. Si tratta di una specie di community e, quindi, di una specie di dieta di gruppo. EatWell si compone di video o di semplici sms in cui ognuno può descrivere non solo la sua esperienza personale, ma anche le ricette migliori che l’hanno aiutato a perdere chili. In una prima sperimentazione, effettuata su 12 persone che non si conoscevano tra di loro, i risultati sono stati incoraggianti. I partecipanti infatti sostenevano di sentirsi spronati nei momenti difficili in cui meditavano di abbandonare la dieta e, successivamente, orgogliosi di aver scelto pasti più sani rispetto a quelli grassi a cui erano abituati prima.
In cantiere Andrea Grimes ha un nuovo progetto ancora più ambizioso, che coinvolga sempre più persone. Si tratta sempre di una community, chiamata Community Mosaic, che consentirà di condividere con gli altri i trucchi per mangiar sano attraverso foto con didascalie che saranno proiettate in grandi spazi, ad esempio centri commerciali.
In Italia, ci stiamo muovendo per aiutare soprattutto i bambini ad avvicinarsi alla cultura del mangiar sano, utilizzando strumenti a loro più congeniali e moderni. A fine marzo, infatti, partirà un progetto realizzato con il Ministero dell’Istruzione, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e l’Istituto superiore per la nutrizione (INRAN). Quasi 50.000 alunni in 2.600 scuole elementari in tutta Italia saranno coinvolti nel progetto chiamato “Forchetta e scarpetta”. Forchetta sta per mangiare bene e scarpetta per camminare e fare attività fisica. Si tratta di un progetto inserito nel programma “Guadagnare salute”. Il piano anti-obesità e’ un kit multimediale e interattivo con quiz e giochi sugli aspetti generali dell’alimentazione e l’attività fisica. E’ di facile consultazione e sarà accompagnato da un opuscolo da portare a casa per non abbandonare le regole e proseguire il “gioco” con i genitori. Probabilmente l’Italia ha preso alla lettera le parole di John Dalli, il commissario Europeo per la salute e la politica dei consumatori: “Dare ai ragazzi una dieta equilibrata è una sfida costante e dobbiamo agire subito”.

Link per approfondire:
NutritionQuest.com
American Journal of Preventive Medicine
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