Medicina integrata: finalmente in Italia!

La notizia è di pochi giorni fa: il 16 marzo è stato organizzato un convegno per fare il punto sul nuovo ospedale di medicina integrata. Sembra che tutto sia finalmente pronto (si parla infatti di fine giugno), per l’apertura del primo ospedale italiano che offrirà servizi di medicina tradizionale e complementare (insomma medicina integrata). Un progetto innovativo e rilevante, giunto ormai alla fase attuativa che coinvolge l’Ospedale Petruccioli di Pitigliano che conta 15 medici al suo interno e 3 reparti (pronto soccorso, day surgery e medicina generale). Il paesino in provincia di Grosseto è bellissimo (se vi capita fateci un salto), viene anche chiamato la piccola Gerusalemme per la caratteristica del paese scavato nel tufo. L’ospedale Petruccioli già esisteva, ma è stato gradualmente trasformato con l’inserimento di assistenti ospedalieri esperti nelle medicine complementari. Dopo l’approvazione della legge regionale (9/2007) che riconosce queste pratiche mediche, fitoterapia, agopuntura, medicina tradizionale cinese e omeopatia saranno accanto alla medicina classica. Finalmente l’eccezionale punto di svolta: medicine complementari anche in ospedale. L’offerta sanitaria integrata sarà di libera scelta per i cittadini che vorranno avvalersene, sia in corsia che nei servizi ambulatoriali. Per chi volesse saperne di più e si volesse documentare, sarà realizzata all’interno della struttura una biblioteca e un servizio internet per raccogliere le evidenze scientifiche di efficacia terapeutica delle medicine complementari e delle discipline bionaturali. A proposito del problema della rimborsabilità dei farmaci delle medicine complementari, sembra che le medicine saranno gratuite per i ricoverati sia in ospedale che a domicilio per i pazienti dimessi dalla struttura con terapie integrate.
A Siena poi, l’Università ha aperto il primo Master Europeo di medicina integrata. Il master ha durata biennale ed è rivolto alla formazione teorico-pratica dei laureati in medicina, farmacia, veterinaria e odontoiatria. I medici che vi parteciperanno potranno far pratica clinica all’ospedale di Pitigliano.
Fabio Roggiolani (Verdi), presidente della commissione Sanità del Consiglio regionale e autore della legge toscana sulle medicine complementari nonché primo fautore del progetto di medicina integrata all’ospedale, ha spiegato che il progetto avrà durata quinquennale e che avrà lo scopo di valutare l’efficacia e l’utilità della medicina integrata nella cura dei pazienti e nell’approccio nelle visite ambulatoriali. I risultati della ricerca potranno confermare la validità del modello  e, in caso affermativo, la Regione Toscana ha intenzione di confermarlo a Pitigliano ed esportarlo anche in altri ospedali.
Simonetta Bernardini, pediatra e presidente della Società italiana omeopatia e medicina integrata e responsabile del progetto Sanità dell’ospedale di Pitigliano ha dichiarato: “Tenere separate medicina classica e medicine complementari è stato un errore del Novecento”. La dott.ssa Bernardini, dopo aver lavorato tanti anni all’Ospedale Mayer e al Torregalli, si è dedicata all’omeopatia con cui cura da anni con successo centinaia di pazienti.
Vista la bellezza e la pace del luogo non c’è dubbio che Pitigliano sia il posto giusto per coloro che, oltre a curare i mali del corpo, vorranno fare un viaggio dentro se stessi per scoprire il significato della loro malattia, e la dottoressa Bernardini e i suoi collaboratori saranno pronti ad accompagnarli.

Volevo concludere segnalando che in Europa c’è un piccolo gioiello del servizio sanitario scozzese dove si applica un modello di cura di tipo integrativo per far fronte, particolarmente, a patologie rimaste tuttora “orfane” di risposte terapeutiche efficaci. E’ l’Ospedale omeopatico di Glasgow che fu costruito nel 1870 ed integrato nel servizio sanitario britannico nel 1948. La moderna struttura dell’ospedale, che fa parte del grande complesso ospedaliero di Gartenavel, è stata costruita dieci anni fa. Alla realizzazione del nuovo ospedale ha partecipato un team speciale composto anche da un’artista, la signora Jane Kelly, che ha lavorato insieme all’architetto Roy Maclachlan. Sono stati scelti i materiali, prevalentemente legno e zinco, ovvero materiali facilmente riciclabili e adatti alle variazioni climatiche intense della Scozia. Particolare attenzione è stata dedicata al pieno sfruttamento della luce naturale, in un’area geografica in cui la luce del giorno è spesso oscurata dal clima e perciò preziosa. I colori dell’ospedale nascono da quella che Kelly ha definito la “diluizione omeopatica” di colori naturali: il bianco, l’ocra, il legno, la lavanda. L’ambiente è decisamente confortante, rilassante e in linea con la visione “olistica” dell’essere umano, quella visione terapeutica centrata sul paziente così cara al suo ideatore David Reilly. L’Ospedale opera sia in regime di ricovero che in regime ambulatoriale. Tutto il personale, compreso gli infermieri, è stato formato per assistere i pazienti secondo il modello olistico. Le patologie più curate sono malattie croniche che trovano minori risposte terapeutiche nella medicina convenzionale: asma, oncologia, sclerosi multipla, dolore cronico, artrite reumatoide e cure di fine vita. L’ospedale produce regolarmente evidenze scientifiche di efficacia pubblicate sulle riviste scientifiche internazionali e la sua attività è collegata con altri centri dove si applicano cure integrative sia in Inghilterra che in America; in particolare collabora con l’Università di Harvard e l’Integrative Medicine Center di Maryland. Che belle notizie!

Per informazioni sull’ospedale italiano:
Simonetta Bernardini
Coordinatore scientifico del progetto sanitario   “Medicina e Terapie Integrate in ospedale”
Presidente Società Italiana di Omeopatia e Medicina Integrata e Membro del Comitato di Bioetica della Regione Toscana.
e-mail: siomipres@virgilio.it
cell.340-7291939

Link per approfondire:
Comune di Pitigliano
Master in Medicina Integrata (Locandina, pdf)
Glasgow Homoeopathic Hospital

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