Il pronto soccorso delle piante più grande al mondo


Nell’anno mondiale della Biodiversità ci tengo a parlarvi del Centro operativo per la difesa e il recupero dell’ambiente (Codra) situato a Pignolo, nella Val d’Agri, in provincia di Potenza.

All’interno dl centro è presente la più grande banca dei semi mai creata per la conservazione delle specie vegetali. Si chiama Banca del Germoplasma e, forte della sua invidiabile collezione di semi spore e tessuti vegetali appartenenti a 5 miliardi di specie diverse, non ha nulla da invidiare alla tanto lodata Banca mondiale dei semi (Global Seed Vault), inaugurata poco tempo fa tra i ghiacci norvegesi, nell’arcipelago delle Svalbard (che racchiude la quantità più modesta di due miliardi di semi).

Il santuario italiano ha, inoltre una funzione diversa rispetto alla Banca mondiale; i semi e le spore in esso contenute non si prefiggono l’obiettivo di conservare il patrimonio di specie fondamentali per scopo alimentare ma quello più grandioso della raccolta di materiale per ricostruire 4000 ecotipi diversi. I semi sono custoditi in camere refrigerate, in contenitori di alluminio o di plastica, a temperature bassissime da un minimo di -4 gradi a un massimo di -196 nell’azoto liquido, con la tecnica della crioconservazione.
Alla Banca si rivolgono regioni, enti locali e comunità montane che hanno bisogno del materiale vegetale per la ricostruzione di habitat danneggiati. Ad oggi il Centro si occupa di progettazioni ambientali per la ricostruzione dei cordoni dunali e retrodunali oppure per il consolidamento del suolo o il rimboschimento di medie e grandi superfici. Dal 2003 è stato avviato un rapporto di collaborazione con parchi riserve e aree protette mediante accordo quadro con Federparchi; in effetti, il Codra, è stato riconosciuto di recente come Centro nazionale per lo studio e la conservazione della biodiversità forestale con decreto del ministero dell’Ambiente e quello delle Politiche agricole e forestali.

“Se immaginassimo la distruzione totale del verde sulla Terra, sarà importante ripopolare il pianeta con le specie naturali, non quelle alimentari”, spiega Sergio Maria De Simone, amministratore delegato del Centro per lo studio e la conservazione della Biodiversità forestale. In tal senso si capisce l’importanza esponenzialmente maggiore di questo centro rispetto a quello mondiale.
Nonostante l’Italia mostri una ricchezza faunistica e floristica difficilmente comparabile è tra i paesi a più alto numero di specie a rischio di estinzione anche rispetto ad altre nazioni europee. Sono 300 le specie vegetali (tra erbe arbusti e alberi) a rischio che andrebbero salvaguardate tanto quanto le specie animali; dalla Rosa canina al Quercus cerris, queste specie hanno le ore contate se si considera che nel mondo si estingue una specie vivente ogni ora, 8760 in un anno, e la cifra è destinata purtroppo a salire.

Links:
www.codra.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.