Adolescenti: la prevenzione comincia presto

Negli ultimi anni l’attenzione è puntata sulla salute dei ragazzi in maniera davvero nuova. Questo che stiamo vivendo, per esempio, è l’anno di lotta all’obesità infantile. Medici di famiglia, aziende sanitarie, comuni e nutrizionisti si sono impegnati ad affrontare il problema con un’iniziativa articolata in più fasi.

Promossa da FIMMG (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale), Federsanità ANCI (Aziende Sanitarie e Comuni per L’integrazione socio-sanitaria) e AssoTisanoreica, l’iniziativa si propone di affrontare in modo diretto un problema troppo a lungo ignorato e sottovalutato, ma oggi sempre più diffuso. Si tratta di un fenomeno che tende a crescere con l’aumentare dell’età (superati i 50 anni, infatti, più di una persona su due pesa troppo), ma anche nell’età infantile il problema è in aumento: il 12% dei bambini risulta infatti obeso, mentre il 24% è in sovrappeso; più di un bambino su tre, quindi, ha un peso superiore a quello che dovrebbe avere per la sua età.

L’obesità rappresenta un importante fattore di rischio per la salute di un individuo: complicazioni cardiovascolari, obesità e diabete, malattie del fegato o colecisti, cancro, ipertensione. Insomma, di obesità si muore: 390 persone ogni 100 mila abitanti ogni anno. Giovani adulti con un indice di massa corporea (BMI) di 35 o superiore hanno una riduzione nell’aspettativa di vita fino a 10 anni.
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Veramente innovativa invece è l’attenzione che si incomincia a dare alla prevenzione dell’osteoporosi. Un paio di settimane fa infatti sono stati lanciati 2 progetti innovativi per questa patologia in esponenziale aumento, presentati a Firenze in occasione del congresso mondiale di osteoporosi, 5-8 maggio, organizzato dalle due maggiori società scientifiche IOF (International Osteoporosis Foundation) ed ECCEO (European Society for Clinical and Economic Aspects of Osteoporosis and Osteoarthritis) con la partecipazione di circa 12 mila specialisti.

La malattia è caratterizzata dalla riduzione della densità ossea che le rende deboli; anche se colpisce soprattutto in età avanzata, dipende dallo stile di vita che si fa da bambini. In Italia ci sono 5 milioni di persone colpite da osteoporosi che potrebbero raddoppiare entro il 2020, ma con uno stile di vita sano, fin da piccoli, è possibile aiutare l’organismo ad evitare di esserne colpiti. Prevenire l’osteoporosi da piccoli è fondamentale, perché un aumento di appena il 10 per cento della massa ossea durante l’adolescenza dimezza il rischio di fratture da adulti e anziani.

Il primo, chiamato Mister Bone, è un progetto di educazione alimentare sperimentato in alcune scuole elementari di Firenze. Mr. Bone, è un progetto ideato e sostenuto da F.I.R.M.O – Fondazione Raffaella Becagli, ente non profit che ha come obiettivo la prevenzione e la cura delle malattie dello scheletro, e realizzato da Giunti O.S. Organizzazioni Speciali.

Il testimonial del progetto è Mr. Bone, un simpatico osso antropomorfizzato che aiuta e consiglia i piccoli anche attraverso un sito web. Aiuta i bambini a conoscere l’osteoporosi, come far crescere bene le ossa, spiega le fonti alimentari che nutrono l’osso e in che modo nutrirsi per vivere bene.

Per sapere quanto hanno imparato, possono verificarlo attraverso i quattro giochi-test del sito che, a seconda delle risposte giuste, dà loro un punteggio. Ai bambini è stato dato il materiale necessario a seguire il progetto: un opuscolo informativo, un dvd con gli stessi contenuti del sito e uno speciale calendario sul quale registrare quotidianamente, attraverso particolari adesivi, i comportamenti a tavola e l’attività fisica.

Lanciato lo scorso anno all’Istituto Ghiberti di Firenze con 215 studenti e relativi genitori delle elementari Niccolini e Anna Franck, Mister Bone ha evidenziato stili di vita spesso incongrui: deficit alimentari (poco latte, formaggio, frutta, dunque poco calcio e vitamina D) e scarse attività all’aria aperta.

L’approccio giocoso è fondamentale per coinvolgere i bimbi, che lo scorso anno si sono anche impegnati in un concorso a premi per realizzare un poster su Mister Bone (con un computer per la scuola come premio finale). I risultati sono stati talmente interessanti, che l’esperienza è stata ripetuta quest’anno nelle stesse scuole con altri 211 bambini (111 maschi e 100 femmine). Ed è molto piaciuta al ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini, che ha chiesto alla Regione Toscana di allargarla a tanti altri istituti, nell’ipotesi auspicabile di farne un programma per tutte le scuole d’Italia.

L’analisi delle abitudini alimentari, condotta dall’equipe dell’endocrinologa Maria Luisa Brandi, presidente della Fondazione Firmo, ha interessato in particolare 96 bambini di quarta elementare (52 maschi e 44 femmine) e, da un primo esame, conferma che questi ragazzi consumano normalmente poco calcio (900 milligrammi al giorno contro i 1.100-1.200 consigliati per l’età) e poca vitamina D (circa 4 microgrammi rispetto ai 10 suggeriti). Intanto, i risultati definitivi di Mister Bone 2009 mostrano chiaramente la concreta efficacia del progetto: l’assunzione di calcio è aumentata da 870 a 1.080 milligrammi al giorno e la vitamina D, da 3,6 a 4,1 microgrammi, spiegano i promotori.

Osteolink, invece, è un progetto di tipo Facebook per la gestione dell’osteoporosi: un social network i cui contenuti saranno vagliati dagli esperti, dove chiunque potrà trovare informazioni e consigli aggiornati, creato con lo scopo di informare i pazienti e ora approdato in Europa e in Italia.
Mister Bone e Osteolink servono anche a informare una classe medica che in tema di patologie delle ossa dimostra non di rado ignoranze preoccupanti.

Non è d’altronde difficile capire che cosa fare per assicurare alle nostre ossa un buon futuro: per i bambini bastano due belle tazze di latte e un buon pezzetto di parmigiano al giorno. Per gli adolescenti bisogna aumentare le dosi perché il fabbisogno di calcio arriva a 1.200 milligrammi al giorno, ma non c’è solo il latte o i formaggi, buone fonti di calcio sono anche gli yogurt, i gelati, tutti alimenti che ai ragazzi piacciono. E quanto all’attività fisica, quella più adatta è la “gravitazionale”, niente di complicato neanche qui: basta camminare, correre. E se si è intolleranti al lattosio, non dimentichiamoci che esistono acque particolarmente ricche di calcio.

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