Black Harvest 2011

Non solo la stragrande maggioranza delle persone preferisce conoscere un animale attraverso le papille gustative ma il peggio è che il crimine ricorre e l’uomo continua a rimanere insensibile davanti alla condanna a morte inflitta agli animali.
Basta avere studiato un poco di biologia per sapere che gli animali sono provvisti di sistemi nervosi che trasmettono informazioni al cervello. Inoltre, gli animali provano gli stessi sentimenti legati alla famiglia di noi umani. In particolare le balene sono mammiferi sensibili con relazioni sociali molto sviluppate, capaci di sentire e quindi di soffrire dolore e stress.

Questa è la denuncia alla base del racconto di Peter Hammarstedt, attivista di Seasheperd, che ha documentato l’uccisione rituale di 236 Pilot Whales nelle acque delle isole Faroe, un arcipelago che sta nel mezzo dell’Atlantico tra la Scozia, la Norvegia e l’Islanda, il 19 luglio scorso.
Peter si è chiesto cosa devono avere provato queste balene altamente matriarcali alla vista delle loro compagne e piccoli uccisi in un unico bagno di sangue.
Come ogni massacro che SeaSheperd ha cercato di impedire anche questo è privo di morale. Si puo’ solo giustificare con il fatto che molte di queste tradizioni perpetuate da gente che vive a contatto con il mare e in territori molto isolati (i giapponesi della baia di Taiji, gli enuit e i canadesi, gli scozzesi delle Scottish Orkney Islands, gli irlandesi della Iniskea Island), continuano ad essere crudelmente ripetute come se fossero ancora abitutini intrinsiche alla loro cultura e alla loro sopravvivenza. Giustificazione che potrebbe subire una revisione se riuscissero a penetrare piu’ informazioni sul dolore inflitto agli animali e piu alternative allo sport.
Gli abitanti che si prendono un giorno di festa per andare a vedere le balene allineate sul molo uccise a coltellate nella testa, dovrebbero sapere del dolore e del trauma che le foto degli animali uccisi provocano nel mondo, e ricordargli che la vita di questi animali non gli appartiene piu’ di quanto non appartiene a noi, considerato che per la Convention on the Conservation of European Wildlife and Natural Habitats questi animali sono protetti.
E’ dal 1986 che Sea Sheperd documenta il massacro di Pilot Whales nelle isole Faroe, anno in cui con la BBC ha prodotto il documentario super-premiato ‘Black Harvest’.

 

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