Detersivi a rischio cancro

detersivi-cancroA prima vista, le pulizie di casa sono un tema banale. Cosa c’è di più ripetitivo dell’igiene domestica? Eppure, come molti altri aspetti della nostra vita quotidiana, le scelte che facciamo si ripercuotono su noi stessi e sull’ambiente circostante. Negli anni, la pubblicità ha posto l’accento in maniera sempre più marcata sulla necessità di igienizzare, sterilizzare, eliminare germi, batteri e altri pericoli che si annidano nelle case, come se casa nostra fosse un fertile terreno di coltura in cui basta un attimo di disattenzione per scivolare nel rischio setticemia.

Questa enfasi ha portato a prodotti sempre più aggressivi, che promettono performance sempre più eclatanti, risparmiando tempo e fatica. Il prezzo di questa lotta ai germi ed ad ai cattivi odori è che i detersivi per la casa contengono sempre più spessosostanze tossiche, inquinanti, che finiscono per peggiorare l’ambiente domestico anziché migliorarlo, e che attraverso gli scarichi delle nostre case finiscono nei fiumi e nei corsi d’acqua, entrando così in contatto con terreno, flora e fauna.

Una recente ricerca del Silent Spring Institute (USA) portata avanti dalla dott.ssa Julia Green Brody, pubblicata sulla rivista BioMed Central’s Environmental Health, ha evidenziato che alcuni detergenti usati abitualmente da tutti noi, potrebbero aumentare il rischio di sviluppare il cancro al seno. Sempre secondo questa ricerca detersivi antimuffa, deodoranti per l’ambiente, detergenti per la pulizia del forno, insetticidi e spray per rimuovere la polvere dai mobili, raddoppiano il rischio di ammalarsi di cancro al seno nelle donne che li usano con frequenza.
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Questo studio americano è in assoluto il primo che ha messo in correlazione iltumore al seno con l’uso di detergenti per la pulizia della casa: il campione studiato era composto da 1.500 donne, 787 con una diagnosi di cancro al seno e 721 senza patologie. E’ emerso che le donne che fanno uso combinato di più prodotti detergenti hanno il doppio delle possibilità di ammalarsi di questa patologia. Le donne che utilizzano i prodotti in combinazione hanno fino al 110% in più di probabilità di sviluppare il cancro al seno: l’uso di insetticidi e detergenti per la casa ha fatto rilevare un leggero aumento del rischio-cancro, risultato invece raddoppiato a causa dell’utilizzo dei prodotti antimuffa per più di una volta a settimana e dei deodoranti per ambienti per più di sette volte l’anno.

Un altro studio interessante, portato avanti da un gruppo di scienziati sempre americani, ha recentemente evidenziato la scoperta che alcuni ingredienti utilizzati in prodotti di uso comune domestico come shampoo, detersivi e detergenti vari possono essere una fonte di materiali tossici precursori della formazione di un contaminante sospetto cancerogeno.

Questi materiali diventano pericolosi quando entrano negli scarichi, in quanto vanno ad inquinare le acque reflue, anche se queste finiscono negli impianti di depurazione. Lo studio getta nuova luce sulle possibili fonti ambientali di questo contaminante dell’acqua poco conosciuto, chiamato NDMA (N-Nitrosodimetilamina), che si è rivelata fonte di preoccupazione costante per gli addetti alla sanità.

Il loro studio è stato pubblicato su Environmental Science & Technology, una rivista periodica della American Chemical Society. William Mitch, che ha coordinato la ricerca, e colleghi hanno notato che gli scienziati hanno scoperto che l’NDMAe le altre nitrosammine (composti organici considerati nella maggior parte dei casi cancerogeni) possono formarsi in piccole quantità durante la disinfezione delle acque reflue e dell’acqua con cloramina.

Anche se le nitrosamminesono rilevabili in una grande varietà di fonti, come ad esempio nelle carni lavorate e nel fumo di tabacco, gli scienziati sanno ancora poco dei loro precursori nell’acqua. Studi passati effettuati sui cosmetici hanno scoperto che le sostanze chiamate ammine quaternarie, che sono anche gli ingredienti presenti nei prodotti per la pulizia della casa, possono giocare un ruolo nella formazione di nitrosammine. La loro ricerca di laboratorio ha dimostrato che, quando miscelati con la cloramina, alcuni detergenti per la casa (compresi shampoo, detersivo per piatti e detersivo per lavatrice) formano NDMA.

La relazione rileva che gli impianti di trattamento delle acque reflue hanno la possibilità di rimuovere alcune ammine quaternarie che formano questa sostanza pericolosa, ma tuttavia le ammine sono usate in quantità talmente elevate che alcune ancora possono persistere e hanno un effetto potenzialmente nocivo negli effluenti degli impianti di depurazione. La ricerca può servire come l’inizio di una mini-rivoluzione nell’ambito della produzione dei prodotti per la casa, in quanto volendoci far vivere in un ambiente più pulito, indirettamente mettono la nostra salute a maggior rischio.

Quindi moderazione nell’uso di detergenti, che senza dubbio non possono essere eliminati totalmente, ma magari alcuni si possono senz’altro sostituire con sostanze più naturali e meno dannose.

Gli americani, sempre molto fantasiosi, ne hanno fatto un business. Infatti, c’è chi, negli Stati Uniti, della caccia agli inquinanti domestici ne ha fatto un vero e proprio lavoro. Il biologo Matthew Waltezke è un home biology consultant, o consulente biologico per la casa. Questo lavoro, che proprio Waltezke si è inventato, si occupa di controllare, con dispositivi all’apparenza fantascientifici che ricordano i film degli acchiappafantasmi, tutti gli agenti inquinanti presenti nella casa, dalleradiazioni agliagenti chimici.

Ma senza arrivare a tanto, cosa si può fare per evitare rischi a sé e all’ambiente senza dover cambiare radicalmente le proprie abitudini? E’ sufficiente scegliere detersivi ecologici e biologici (certificati “Detergenza pulita AIAB”).
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