Radio boom boom per fondali marini

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Quante volte facendo apnea in mare ci siamo infastidi nel sentire il rumore di un motore passare sopra la nostra testa, o almeno quella era la sensazione. Il rumore sott’acqua viaggia circa 5 volte piú velocemente che nell’aria. Infatti il rumore attraversa l’aria in 343 m/s e l’acqua in 1480 m/s. Il rumore che sentiamo sulla nostra testa non solo ci spaventa ma ci disturba profondamente, perchè passiamo dal silenzio piú totale al rumore assordante.

Come sottolineato nell’articolo di Barbara Dalla Bona di recente pubblicazione dal titolo ‘Sordo come un pesce’ in riferimento al progetto con lo stesso nome condotto dall’Universita di Trieste e Vienna in collaborazione con la Riserva Marina WWF di Miramare, i pesci ‘colpiti’ dal bombardamento sonoro dei motori marini possono diventare sordi.

Del resto é comprensibile se pensiamo che gli organi preposti alla trasmissione del suono sono infinitesimamente più piccoli di quelli umani ma anche molto piú sofisticati dovendo riconoscere e captare il suono a loro vitale nel silenzio.

Nessuno dei risultati di questa ricerca però desterà il benchè minimo interesse negli uffici del MoD (Ministero della Difesa Inglese) che a Gibilterra ha fatto detonare antichi esplosivi rinvenuti in zone di scavo, in mare. Del resto il loro problema principale era come disfarsi nel modo meno prericoloso possibile degli esplosivi. E il MARE, statistiche alla mano, rimane oggi ancora l’ambiente ideale per gli occultamenti piú pericolosi.

Si creano industrie senza pensare agli smaltimenti, si creano armi senza pensare alle dotazioni inesplose, si crea plastica senza pensare alla sua durata. E il mare con il suo colore profondo, misterioso e per molti sconosciuto è la fine piú corretta per le opere incompiute.

A Gibilterra il 20 agosto scorso i militari inglesi, ancora presenti con una postazione, hanno deciso di fare detonare in acqua, vecchie munizioni e cariche inesplose, in una zona nella quale l’ultima detonazione risaliva al 1990 scusa questa adottata per dare legalità ad un arbitrio.

Le detonazioni hanno provocato il massacro di pesci, anche pregiati come spigole, che sono stati fotografati da alcuni membri della Anglian for Change con la camera del portatile.

Ma il vero scempio è quello provocato sul fondale dove un intero sistema è stato cancellato. Il racconto originale dice ” And it’s not just the hundreds of fish that were floating on the surface. The fact is the sea bed is completely demolished. Every living thing on the bottom whether is octopus, crabs, flat fish, shrimps, thousand of marine animals, it’s all blasted.”

In poche parole non è solo la quantità di pesce che galleggiava a costituire il problema, è il fatto che qualsiasi essere vivente sul fondale è esploso, sia che fosse un polpo, un granchio, una sogliola, un gambero o un migliaio di animali marini.

La Gibraltar Federation of Sea Anglers (GFSA) ha rivelato che le detonazioni si sono succedute a meno di 200 metri dalla costa che a Gibilterra ha un’estenzione molto limitata, quindi  soggetta a regolamentazioni e verifiche da parte delle organizzazioni ambientaliste che monitorizzano di continuo l’equilibrio tra sfruttamento della pesca e sostenibilità.

Questo è l’ennesimo caso che dimostra come le forze militari siano assolutamente incompatibili con la vita dei nostri ecosistemi. Perchè le loro spese militari succhiano energie economiche nei budgets dei vari stati che potrebbero invece essere destinate alla ricerca e alla educazione. Perchè hanno fatto propria l’arroganza di pensare che le loro attività siano prioritarie rispetto a tutte le altre attività Umane.

Vittoria Amati

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