Un Natale marchiato Greenpeace

Natale è alle porte e si inizia a percepire una certa tensione nell’aria; mentre negozi e centri commerciali si illuminano per l’occasione, centinaia di sguardi attenti e preoccupati si incrociano per le strade cittadine alla ricerca dell’ennesimo, inutile regalino che finirà dimenticato nel fondo di qualche armadio o, ancor peggio, gettato nel più vicino bidone della spazzatura.

A parte la mia personale avversione allo shopping natalizio, c’è una riflessione molto più profonda da portare avanti sul significato del dono e sulla speranza che questo gesto possa arricchire, non solo materialmente, la persona cui è destinato.

Soffermandoci a riflettere esistono tante nobili soluzioni a questo problema ma per quanto ci riguarda, vorrei adesso suggerirvene una: la possibilità di acquistare un dono che faccia del bene al pianeta.

Anche quest’anno Greenpeace propone una vasta gamma di regali, virtuali e reali, tutti con lo scopo di sostenere uno dei tanti progetti attualmente in corso. Tra i più gettonati, Proteggi la casa di un orango tango (al costo di 70€) o Un tonno per i tuoi nipoti per la modica cifra di 20 € e molti altri che ti divertirai a scoprire sfogliando il catalogo.

Greenpeace ha poi intenzione di lasciare scegliere a tutti noi un nuovo dono; ha così indetto un concorso nella sezione Proteggi un pesce brutto. Greenpeace ci ricorda ironicamente che non solo le specie belle e fotogeniche hanno bisogno di essere protette; molti pesci di aspetto decisamente repellente e di cui non appenderemmo mai un poster in camera hanno bisogno di aiuto alla stregua di quelli più belli. Dallo scorso anno è partita quindi la campagna sponsorizzata da un degno rappresentante della categoria dei brutti che ha già avuto un discreto successo.

Adesso questo animaletto si sente un po’ solo per cui Greenpeace richiede il nostro aiuto per scegliere un degno compagno di pessimo aspetto che valga la pena di essere salvato; ci propone, quindi, quattro validissimi concorrenti, tutti bruttissimi ma curiosissimi e sicuramente da proteggere: una tartaruga mata mata un tarsio, un narvalo, e un pesce blob.

La tartaruga mata mata sa mimetizzarsi con le foglie secche; benché il risultato non sia dei più attraenti, il travestimento è utilissimo per ingannare le sue prede. La tartaruga vive nella foresta Amazzonica; non è ancora in pericolo di vita ma la minaccia arriva dalla deforestazione, contro la quale Greenpeace porta avanti una campagna pluriennale.

La zanna del narvalo può raggiungere i 3 metri e pesare 10 kg ma, sebbene possa sembrare spaventoso, è una creatura molto pacifica; è un animale ancestrale e quindi molto sensibile ai repentini cambiamenti climatici e minacciato dalle continue trivellazioni per il petrolio che si stanno compiendo nel continente artico e contro le quali Greenpeace si è fortemente mossa.

Il pesce blob sembra uscito direttamente da qualche film fantascientifico degli anni ’80; ha un aspetto orripilante ma non per questo non deve essere protetto. Vive nei mari australiani e, inutile a dirlo, è fortemente minacciato dalla pratica della pesca a strascico.

Ultimo, ma non di importanza, un simpaticissimo tarsio, primate dagli occhi più grandi al mondo rispetto alle dimensioni del suo cervello. Esistono diverse specie di tarsi nel sudest asiatico ma sono tutti fortemente minacciati poiché i loro habitat naturali, le foreste, sono state progressivamente rimpiazzate da piantagioni per la produzione dell’olio di palma.

Se poi ci ricordassimo che noi discendiamo da un primate molto simile al nostro tarsio non avremmo dubbi a dare il nostro voto …

La scelta, ovviamente, è tutta vostra: si potranno esprimere preferenze fino alla fine di Novembre; in seguito, il vincitore entrerà a pieno titolo nella categoria giusto in tempo per essere acquistato come regalo di Natale da tutti noi. Esprimi la tua opinione e acquista un regalo virtuale di Greenpeace. Qualunque cosa sceglierai avrai la consapevolezza di aver fatto un dono anche al tuo pianeta.

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