Una pianta straordinaria: l’echinacea

echinacea

Con i cambi di stagione sono comuni i raffreddori e le infezioni respiratorie. Come prevenirli o combatterli naturalmente? La fitoterapia ci viene in aiuto con una pianta officinale che ormai quasi tutti conoscono: l’ECHINACEA.L’Echinacea, a cui comunemente ci si riferisce in fitoterapia, in realtà comprende tre specie di questa pianta: la E. angustifolia, la E. pallida, e la E. purpurea; tre varietà che possono essere utilizzate singolarmente o anche in associazione tra loro, per prevenire e curare il raffreddore o l’influenza.Il suo nome deriva dal greco echinos che significa “ riccio” perché richiama la forma dei fiori rosa e rossi posti al centro, che sono protetti ciascuno da una brattea rigida acuminata. E’ l’America del Nord la terra d’origine di questa pianta che gli indiani usano da sempre per guarire le ferite, come immunostimolante, antinfiammatorio, antispastico e nel cancro.Quest’ultima proprietà non è una favola, bensì la base di un metodo curativo registrato in una documentazione di oltre cento casi trattati da diversi stregoni indiani, uomini e donne, su cui ha fatto rapporto il National Cancer Institute (Istituto Nazionale del Cancro) americano.Il padre della echinacea moderna fu un medico tedesco emigrato degli Stati Uniti (H.C.F. Meyer). Lui estrasse il succo dall’Echinacea rudbeckia, mischiato a luppolo e ad estratti di assenzio, ottenendo risultati strepitosi somministrando il succo di questa pianta a molti pazienti per svariate malattie.
Successivamente, venne importata in Europa e lì coltivata direttamente nella varietà Echinacea purpurea. Con il tempo, si scoprì che tutta la pianta era ricca di principi attivi e venne, quindi, utilizzata in toto. I principi attivi sono contenuti principalmente nella radice e comprendono: echinaceina, resina, oli essenziali, acidi grassi insaturi (alchilamidi), inulina, betaina, acidi fenici, saccarosio e altri zuccheri, fitosterine e amido composto, flavonoidi.
Una delle principali componenti dell’echinacea è l’echinacoside, un acido caffeico che appartiene allo stesso gruppo di sostanze dell’acido cicorico, anch’esso presente nella pianta. Entrambi hanno proprietà antivirali. L’echinacoside è addirittura attivo contro i batteri e i ricercatori lo classificano quindi fra gli antibiotici (pur avendo un effetto meno intenso).
Questa componente tra l’altro stimola la salivazione, la sudorazione, la cicatrizzazione delle ferite, i vasi linfatici e la resistenza del sistema immunitario. L’Echinacea ha proprietà immunostimolanti (per la prevenzione della sindrome influenzale e delle malattie da raffreddamento). In particolare, l’azione immunostimolante si manifesta con un aumento dell’attività fagocitaria delle cellule immunocompetenti, i macrofagi e i globuli bianchi, e il conseguente aumento della resistenza dell’organismo all’aggressione degli agenti patogeni.
Quindi, non solo l’echinacea è efficace nella prevenzione delle malattie di raffreddamento nel periodo invernale, ma accelera il processo di guarigione quando il virus ha già colpito l’organismo. La sua efficacia è stata dimostrata nelle infezioni recidivanti delle vie respiratorie ed anche delle basse vie urinarie. Alcuni studi pubblicati da una delle più prestigiose riviste scientifiche internazionali, The Lancet, hanno promosso i prodotti fitoterapici a base di questa pianta.
Si trova in farmacia o in erboristeria (non serve la ricetta) sotto forma di succo, tintura madre o estratto secco di radice, standardizzato in capsule già preparate. Il dosaggio massimo giornaliero consigliato per gli adulti è di 6-9 millilitri di succo fresco, equivalente a circa due cucchiaini da caffè, oppure 1,5-7,5 millilitri di tintura madre, da sciogliere su una zolletta di zucchero o in un cucchiaio di miele, oppure da 2 a 5 grammi, circa due capsule al giorno, di estratto secco di radice. Si può cominciare la cura a cicli di 10, 15 giorni di fila, il mattino a colazione e la sera prima di cena. Poi si fa uno stop di due settimane e si riprende, per due mesi.
A seconda del risultato a cui si mira, cambiano i dosaggi: se si vuole prevenire naturalmente i malanni invernali e, quindi aumentare le difese immunitarie, è consigliabile assumere circa 40 gocce di estratto liquido 1 o 2 volte al giorno per 15 giorni; mentre se si riscontrano e si vogliono curare i primi sintomi di influenza o raffreddore, è bene partire con un dosaggio di 50 gocce 3 o 4 volte al giorno, per diversi giorni.
L’assunzione è sempre consigliata lontana dai pasti. Questi trattamenti possono essere ripetuti anche in più cicli durante l’inverno, avendo cura di
far passare un tempo sufficiente (mai inferiore ai 15 giorni), tra la fine di un ciclo di assunzione e l’inizio di un altro, in modo tale da non “abituare” l’organismo ai suoi principi attivi, mantenendone alta l’efficacia. Dosi elevate possono talvolta causare nausea e vertigini.
Non può assumere echinacea chi è allergico a questa pianta (l’allergia non è rara), chi soffre di malattie autoimmuni, come il diabete di tipo 1, la malattia di Crohn e il lupus, o altre malattie che compromettono il sistema immunitario, come i linfomi, e chi prende farmaci immunosoppressori, come le ciclosporine e i corticosteroidi. Meglio evitare anche in gravidanza e durante l’allattamento. Nessun problema per i bambini a partire da un anno in su, ma sempre chiedendo un parere al pediatra. Esistono in commercio preparati per bambini a base di echinacea, spesso in associazione a propoli e vitamina C: anche per loro è possibile ottenere un’azione preventiva o curativa avendo cura di rispettare le diverse dosi.
Con l’echinacea è possibile preparare un decotto, mettendo a bagno a freddo un cucchiaio di radice (5 g circa) per ogni tazza d’acqua. Il preparato va quindi fatto bollire, coperto e a fuoco moderato per 10 minuti circa. Una volta filtrato, il decotto si utilizzata nella dose di tre tazze al dì in caso di infezioni.
Per uso esterno, i vari componenti dell’echinacea producono un effetto antinfiammatorio su pelli arrossate, ferite o ustionate; in campo cosmetico entra nella composizione di prodotti utili al trattamento delle rughe, delle smagliature e dell’acne. E’ possibile ottenere una pomata all’echinacea anche in casa, mescolando 10 g di tintura madre e 90 g di lanolina, fino ad ottenere un prodotto omogeneo. La ricerca dovrà ancora occuparsi dell’echinacea, dato che una cosa è scientificamente indiscussa: la sua efficacia come immunostimolante del sistema immunitario corporeo.

L’articolo fa parte del  libro di Sonia “Naturalmente Sonia, alimentazione e benessere per genitori e bambini. Il libro è una raccolta degli articoli scritti da Sonia negli ultimi 3 anni.

Il padre della echinacea moderna fu un medico tedesco emigrato degli Stati Uniti (H.C.F. Meyer). Lui estrasse il succo dall’Echinacea rudbeckia, mischiato a luppolo e ad estratti di assenzio, ottenendo risultati strepitosi somministrando il succo di questa pianta a molti pazienti per svariate malattie. Successivamente, venne importata in Europa e lì coltivata direttamente nella varietà Echinacea purpurea. Con il tempo, si scoprì che tutta la pianta era ricca di principi attivi e venne, quindi, utilizzata in toto.  I principi attivi sono contenuti principalmente nella radice e comprendono: echinaceina, resina, oli essenziali, acidi grassi insaturi (alchilamidi), inulina, betaina, acidi fenici, saccarosio e altri zuccheri, fitosterine e amido composto, flavonoidi. Una delle principali componenti dell’echinacea è l’echinacoside, un acido caffeico che appartiene allo stesso gruppo di sostanze dell’acido cicorico, anch’esso presente nella pianta. Entrambi hanno proprietà antivirali. L’echinacoside è addirittura attivo contro i batteri e i ricercatori lo classificano quindi fra gli antibiotici (pur avendo un effetto meno intenso). Questa componente tra l’altro stimola la salivazione, la sudorazione, la cicatrizzazione delle ferite, i vasi linfatici e la resistenza del sistema immunitario.L’Echinacea ha proprietà immunostimolanti (per la prevenzione della sindrome influenzale e delle malattie da raffreddamento). In particolare, l’azione immunostimolante si manifesta con un aumento dell’attività fagocitaria delle cellule immunocompetenti, i macrofagi e i globuli bianchi, e il conseguente aumento della resistenza dell’organismo all’aggressione degli agenti patogeni.

Quindi, non solo l’echinacea è efficace nella prevenzione delle malattie di raffreddamento nel periodo invernale, ma accelera il processo di guarigione quando il virus ha già colpito l’organismo. La sua efficacia è stata dimostrata nelle infezioni recidivanti delle vie respiratorie ed anche delle basse vie urinarie. Alcuni studi pubblicati da una delle più prestigiose riviste scientifiche internazionali, The Lancet, hanno promosso i prodotti fitoterapici a base di questa pianta.

Si trova in farmacia o in erboristeria (non serve la ricetta) sotto forma di succo, tintura madre o estratto secco di radice, standardizzato in capsule già preparate. Il dosaggio massimo giornaliero consigliato per gli adulti è di 6-9 millilitri di succo fresco, equivalente a circa due cucchiaini da caffè, oppure 1,5-7,5 millilitri di tintura madre, da sciogliere su una zolletta di zucchero o in un cucchiaio di miele, oppure da 2 a 5 grammi, circa due capsule al giorno, di estratto secco di radice. Si può cominciare la cura a cicli di 10, 15 giorni di fila, il mattino a colazione e la sera prima di cena. Poi si fa uno stop di due settimane e si riprende, per due mesi.

A seconda del risultato a cui si mira, cambiano i dosaggi: se si vuole prevenire naturalmente i malanni invernali e, quindi aumentare le difese immunitarie, è consigliabile assumere circa 40 gocce di estratto liquido 1 o 2 volte al giorno per 15 giorni; mentre se si riscontrano e si vogliono curare i primi sintomi di influenza o raffreddore, è bene partire con un dosaggio di 50 gocce 3 o 4 volte al giorno, per diversi giorni.

L’assunzione è sempre consigliata lontana dai pasti. Questi trattamenti possono essere ripetuti anche in più cicli durante l’inverno, avendo cura di far passare un tempo sufficiente (mai inferiore ai 15 giorni), tra la fine di un ciclo di assunzione e l’inizio di un altro, in modo tale da non “abituare” l’organismo ai suoi principi attivi, mantenendone alta l’efficacia. Dosi elevate possono talvolta causare nausea e vertigini.

Non può assumere echinacea chi è allergico a questa pianta (l’allergia non è rara), chi soffre di malattie autoimmuni, come il diabete di tipo 1, la malattia di Crohn e il lupus, o altre malattie che compromettono il sistema immunitario, come i linfomi, e chi prende farmaci immunosoppressori, come le ciclosporine e i corticosteroidi. Meglio evitare anche in gravidanza e durante l’allattamento. Nessun problema per i bambini a partire da un anno in su, ma sempre chiedendo un parere al pediatra. Esistono in commercio preparati per bambini a base di echinacea, spesso in associazione a propoli e vitamina C: anche per loro è possibile ottenere un’azione preventiva o curativa avendo cura di rispettare le diverse dosi.

Con l’echinacea è possibile preparare un decotto, mettendo a bagno a freddo un cucchiaio di radice (5 g circa) per ogni tazza d’acqua. Il preparato va quindi fatto bollire, coperto e a fuoco moderato per 10 minuti circa. Una volta filtrato, il decotto si utilizzata nella dose di tre tazze al dì in caso di infezioni.

Per uso esterno, i vari componenti dell’echinacea producono un effetto antinfiammatorio su pelli arrossate, ferite o ustionate; in campo cosmetico entra nella composizione di prodotti utili al trattamento delle rughe, delle smagliature e dell’acne. E’ possibile ottenere una pomata all’echinacea anche in casa, mescolando 10 g di tintura madre e 90 g di lanolina, fino ad ottenere un prodotto omogeneo.

La ricerca dovrà ancora occuparsi dell’echinacea, dato che una cosa è scientificamente indiscussa: la sua efficacia come immunostimolante del sistema immunitario corporeo.

 

Link per approfondire:

http://www.thelancet.com:80/journals/laninf/article/PIIS1473309907701603/abstract

http://jco.ascopubs.org/search?fulltext=echinacea&submit=yes&search-type=QuickSearch

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