I Poteri del nostro nuovo Ecosistema

Harlequin ghost pipefishMarsa Alam 12 gennaio 2011

L’esistenza di una varietà di ecosistemi sul pianeta sicuramente non è casuale, forse la loro presenza ha un messaggio in codice da decifrare, magari questo messaggio non è neanche complicato da dover scomodare Mago Merlino per le formule, e allora perchè cavolo la gente rimane annoiata davanti a un ecosistema?

Qui sulle spiagge di Marsa Alam i turisti si buttano sul reef con maschera e boccaglio, ammirano i pesci, i piu intraprendenti comprano le tavole per il riconoscimento dei pesci del mar rosso ma quello che adorano fare è rimanere stesi immobili sul lettino a dormire esponendo alternativamente il lato a e il lato b al tiepido sole.

Del resto sono solo turisti, non sono scienziati. Sono cittadini di un sistema economico che già di per se è difficile da decifrare e a mala pena ci sopravvivono dentro, a volte indebitati fino al collo, ineleganti, e comunque con una individualità che si è ritirata, come un pullover di lana messo in lavatrice. Per loro questa è una vacanza, quindi non vedono o sopportano di buon grado la trappola tesa dai tour operator. Mangiare di schifo, bevande imbevibili, animazione sgraziata, confinamento in albergo, shopping in euro a prezzi europei, e voli notturni per tutt’altra destinazione di quella scritta sul biglietto. Siamo diventati troppi, ingestibili, e questo equivale a un trattamento di massa come i maiali alla diossina per cui nessuno spezza una buona parola per ricollocarli da qualche parte ad invecchiare. Si ammazzano, come un pezzo  difettoso che va al macero. Il cinismo con il quale sopprimiamo l’empatia verso gli animali è lo stesso che sta uccidendo piano, piano, giorno dopo giorno, anche noi essere umani.

Viviamo senza esprimere nessuna bellezza, ci è stata rubata la capacità di fare qualcosa di elegante nella nostra vita. Ecco questo è il punto centrale degli ecosistemi. Esprimono nella loro ragnatela di interazioni un’eleganza che noi abbiamo completamente dimenticato. Meglio, un’eleganza che ci siamo fatti rubare in cambio di questo stile di vita.

Il reef, come le foreste pluviali, è uno degli ecosistemi più densamenti popolati di forme di vita, ospita migliaia di specie adattate perfettamente a co-abitare insieme nella tolleranza reciproca, anzi non tolleranza ma cooperazione reciproca; il reef è quindi un buon rivelatore di segreti che forse altro non sono che segni molto chiari. Il primo segreto è che la cooperazione si esplica attraverso un’azione estremamente efficiente. Due organismi che hanno punti di forza e punti di debolezza alternativi decidono di unirli per creare una partnership vincente. Questo sistema è chiamato simbiosi.

Il secondo segreto vincente degli organismi di un reef si chiama mimetismo, ed è una delle funzioni più eleganti. Per gli animali il mimetismo è una questione di vita o di morte, per la natura invece è il sistema migliore per tenere esteticamente elegante l’ambiente. Non ci sono cartelloni pubblicitari o posters elettorali sott’acqua, non ci sono doppie file di macchine, non ci sono pile di sacchetti di rifiuti o macerie di cantieri abbandonati. Pesci ed organismi copiano perfettamente il tessuto ambientale dove vivono e lo vestono. Quando nuoti nel reef vedi solo i pesci con colori molto accesi perchè i colori servono a delimitare inequivocamente il territtorio. Ma tutti gli altri organismi si adattano, mutano il loro vestito per rendersi invisibili e quindi sopravvivere.

Coralli, pesci e migliaia di altri organismi occupano lo stesso spazio in un modo cosi intimamente armonico che l’ambiente sembra essere scaturito da un’era passata, un’era felice ed intelligente.

Nessun turista metterebbe però mai in relazione la propria vita con quella di un pesce che vive in un reef. Sbagliato. Perchè un reef ci dice molto di più di quello che gli scienziati hanno scoperto. Ci mette a confronto con una varietà di stili di vita, di colori della pelle, di soluzioni per la sopravvivenza che sono infinite. Il nostro stile di vita invece è finito e uniforme e non riiesce a fare sopravvivere tutti decentemente.

Noi non guardiamo al reef come ad un modello sociale perchè supponiamo che l’evoluzione di un reef si sia formata su una scala temporale superiore alla lunghezza media della nostra vita.

Ma se invece il mutamento che permette ad un organismo di adattarsi all’ambiente, qualsiasi ambiente lui decida di colonizzare per avere piu occasioni di sopravvivenza, accadesse nello spazio di 12, 24 ore?

Nessuno sa dire per certo quanto serve ad un organismo per adattarsi. Diamo per scontato che il mutamento si sia evoluto nello stesso spazio temporale che è servito alle specie per diversificarsi. Ma se i tempi fossero sbagliati? Se si scoprisse, invece, che il mutamento ha il potere di manifestarsi con un effetto immediato, quanto serve ad un camaleonte per adattare la pelle al colore diverso del tronco della pianta?

Questa ipotesi ci condurrebbe dritto dritto ad un’ulteriore domanda. Come possiamo accedere ai poteri latenti di mutamento nel nostro cervello?

Con il nostro ambiente soggetto a cambiamenti climatici cosi disastrosi ed aggressivi è una domanda che varrebbe la pena porci, se non altro per fornire la prossima generazione della risposta.

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