Parto cesareo e allergie

La prevenzione delle allergie parte da piccolissimi, addirittura dai primi istanti di vita, dalla nascita. Secondo un recente studio il parto cesareo aumenta il rischio di allergie. I bambini nati con un parto naturale presentano una migliore microflora batterica rispetto ai bambini nati con un parto cesareo; una condizione che protegge i piccoli da alcune forme di allergie. Questa è la conclusione di uno studio condotto dai ricercatori dell’istituto di Microbiologia Agraria della sede piacentina dell’Università Cattolica e dall’azienda Advanced Analytical Technologies (Aat), in collaborazione con la U.O.C. di Pediatria e Neonatologia dell`Ospedale “Guglielmo da Saliceto” di Piacenza. I risultati della ricerca sono stati pubblicati su The Journal of Nutrition, rivista ufficiale dell’American Society for Nutrition.

I ricercatori hanno preso in esame 46 bambini: una metà nata con un parto naturale e l’altra metà nata con un parto cesareo. Per diverse settimane, i bambini nati con un parto cesareo presentavano una microflora intestinale instabile. Gli studiosi sostengono che questa condizione, non rilevata nei bambini nati con un parto naturale, espone i piccoli a patologie immuno-allergiche e all’aumento di peso. Un dato non certo rassicurante se si considera che oggi, in Italia, 4 bimbi su 10 vengono al mondo col cesareo.

La ricerca, coordinata da Lorenzo Morelli, preside della facoltà di Agraria e docente di biologia dei microrganismi, e Giacomo Biasucci, primario di Pediatria dell’Ospedale di Piacenza, rappresenta un ulteriore riscontro a quella serie di studi che ha già dimostrato come la composizione iniziale della microflora batterica umana possa avere effetti metabolici di lunga durata e, si pensa, possa arrivare a influenzare lo sviluppo del sistema immunitario: infatti, una ridotta stimolazione microbica durante l’infanzia, si tradurrebbe in una lenta maturazione post-natale del sistema immunitario.
Altri studi avevano messo in correlazione la tipologia di parto (naturale o cesareo) con la salute dei piccoli.
Per esempio una ricerca aveva concluso che il parto cesareo aumenta il rischio di soffrire d’asma. Tale ricerca è stata effettuata da un gruppo di ricercatori olandesi coordinato da Caroline Roduit, e pubblicata sul periodico di malattie respiratorie Thorax. Gli studiosi spiegano che il neonato passa da un ambiente sterile (l’utero materno) a uno contaminato: questo passaggio sembra essere particolarmente importante, al pari di alimentazione e ambiente, per la colonizzazione della microflora intestinale del neonato. Una corretta colonizzazione da parte di alcuni tipi di batteri, come per esempio Bifidobacterium e Lactobacillus, è molto importante per la salute del piccolo, tanto da influire sulla futura manifestazione di fenomeni asmatici e allergici.
Probabilmente, saranno necessari ulteriori studi, ma i dati raccolti pongono le basi per interventi correttivi. Attraverso delle precoci supplementazioni di probiotici, in grado di normalizzare la microflora intestinale, si potrebbero limitare i casi di asma e allergie nei bambini.
L’aumento riscontrato in questi ultimi anni del ricorso al parto cesareo che, secondo l’autorevole British Medical Journal si è attestato su oltre il 20% di tutti i parti nei diversi paesi, in parallelo con l’aumento delle allergopatie, ha suscitato vivo interesse circa la paventata associazione tra parto cesareo ed aumentato rischio di asma nel bambino. Una ricerca volta a confermare se il cesareo aumenta il rischio, oltre che di asma, anche di gastroenterite infantile è stata condotta da un’équipe di medici svedesi su alcune migliaia di soggetti, confrontando bambini nati con parto cesareo da madri in perfetta salute e privi di ereditarietà allergica, con i fratelli degli stessi nati con parto naturale. I risultati pubblicati su Clinical Experimental Allergy sono significativi: il rischio per i figli nati con cesareo per asma e per gastroenterite, dopo il primo anno di vita, era più elevato del 30% rispetto ai fratellini nati con parto naturale. Le ragioni di questa particolare concomitanza patologica? Gli autori svedesi puntano l’attenzione in primis su un errore e/o difetto di colonizzazione batterica intestinale quale fattore causale.
Dopo il cesareo c’è un ritardo nella colonizzazione intestinale di germi “buoni” e la colonizzazione con germi proallergia può persistere per diversi mesi e cronicizzarsi. Di qui l’importanza dei probiotici con batteri vivi nella profilassi dell’allergia. Al contrario, il precoce trattamento con antibiotici disturba l’equilibrio della microflora intestinale. L’osservazione di un aumentato rischio anche per la gastroenterite in bambini nati con cesareo può essere anche il risultato di una minor resistenza a microbi patogeni, a causa dell’alterata flora intestinale neonatale. Lo studio ha anche evidenziato un rapporto inverso tra rischio d’asma e gastroenterite e grado di educazione materna, nonché un aumentato rischio d’asma per figlio maschio quando la madre fuma.
Naturalmente esistono casi in cui il parto cesareo sia strettamente necessario per la vita dei piccoli.
Ricorrere a metodiche naturali in tutti i campi sembra essere sempre la strada giusta per assicurarsi e assicurare ai più piccoli una buona salute.

L’articolo fa parte del  libro di Sonia “Naturalmente Sonia, alimentazione e benessere per genitori e bambini. Il libro è una raccolta degli articoli scritti da Sonia negli ultimi 3 anni.

La ricerca, coordinata da Lorenzo Morelli, preside della facoltà di Agraria e docente di biologia dei microrganismi, e Giacomo Biasucci, primario di Pediatria dell’Ospedale di Piacenza, rappresenta un ulteriore riscontro a quella serie di studi che ha già dimostrato come la composizione iniziale della microflora batterica umana possa avere effetti metabolici di lunga durata e, si pensa, possa arrivare a influenzare lo sviluppo del sistema immunitario: infatti, una ridotta stimolazione microbica durante l’infanzia, si tradurrebbe in una lenta maturazione post-natale del sistema immunitario.

Altri studi avevano messo in correlazione la tipologia di parto (naturale o cesareo) con la salute dei piccoli. Per esempio una ricerca aveva concluso che il parto cesareo aumenta il rischio di soffrire d’asma. Tale ricerca è stata effettuata da un gruppo di ricercatori olandesi coordinato da Caroline Roduit, e pubblicata sul periodico di malattie respiratorie Thorax. Gli studiosi spiegano che il neonato passa da un ambiente sterile (l’utero materno) a uno contaminato: questo passaggio sembra essere particolarmente importante, al pari di alimentazione e ambiente, per la colonizzazione della microflora intestinale del neonato. Una corretta colonizzazione da parte di alcuni tipi di batteri, come per esempio Bifidobacterium e Lactobacillus, è molto importante per la salute del piccolo, tanto da influire sulla futura manifestazione di fenomeni asmatici e allergici.

Probabilmente, saranno necessari ulteriori studi, ma i dati raccolti pongono le basi per interventi correttivi. Attraverso delle precoci supplementazioni di probiotici, in grado di normalizzare la microflora intestinale, si potrebbero limitare i casi di asma e allergie nei bambini.

L’aumento riscontrato in questi ultimi anni del ricorso al parto cesareo che, secondo l’autorevole British Medical Journal si è attestato su oltre il 20% di tutti i parti nei diversi paesi, in parallelo con l’aumento delle allergopatie, ha suscitato vivo interesse circa la paventata associazione tra parto cesareo cd aumentato rischio di asma nel bambino. Una ricerca volta a confermare se il cesareo aumenta il rischio, oltre che di asma, anche di gastroenterite infantile è stata condotta da un’équipe di medici svedesi su alcune migliaia di soggetti, confrontando bambini nati con parto cesareo da madri in perfetta salute e privi di ereditarietà allergica, con i fratelli degli stessi nati con parto naturale. I risultati pubblicati nel numero di giugno di Clinical Experimental Allergy sono significativi: il rischio per i figli nati con cesareo per asma e per gastroenterite, dopo il primo anno di vita, era più elevato del 30% rispetto ai fratellini nati con parto naturale. Le ragioni di questa particolare concomitanza patologica? Gli autori svedesi puntano l’attenzione in primis su un errore e/o difetto di colonizzazione batterica intestinale quale fattore causale. Dopo il cesareo c’è un ritardo nella colonizzazione intestinale di germi “buoni” e la colonizzazione con germi proallergia può persistere per diversi mesi e cronicizzarsi. Di qui l’importanza dei probiotici con batteri vivi nella profilassi dell’allergia. Al contrario, il precoce trattamento con antibiotici disturba l’equilibrio della microflora intestinale. L’osservazione di un aumentato rischio anche per la gastroenterite in bambini nati con cesareo può essere anche il risultato di una minor resistenza a microbi patogeni, a causa dell’alterata flora intestinale neonatale. Lo studio ha anche evidenziato un rapporto inverso tra rischio d’asma e gastroenterite e grado di educazione materna, nonché un aumentato rischio d’asma per figlio maschio quando la madre fuma.

Naturalmente esistono casi in cui il parto cesareo sia strettamente necessario per la vita dei piccoli.

Ricorrere a metodiche naturali in tutti i campi sembra essere sempre la strada giusta per assicurarsi e assicurare ai più piccoli una buona salute.

Link per approfondire:

http://www.aat-taa.eu/index/it/index.html

http://jn.nutrition.org/content/138/9/1796S.full?sid=67a9098c-8ed9-4473-91fa-ea2c6e651a88

http://thorax.bmj.com/content/64/9/824.3.extract?sid=98c82e35-53e2-49dc-ac93-699a4610183d

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