Le misteriose morti di massa del 2011

Durante le prime settimane dell’anno si sono susseguiti in tutto il mondo decessi di massa di animali. Gli episodi sono stati tanto vasti e diffusi da essere considerati da alcuni presagi di una imminente fine del mondo. Nulla è più lontano dalla realtà; benché da non sottovalutare le morti di grandi gruppi di animali sono piuttosto frequenti ma è raro riuscire a trovarvi delle cause comuni, tanto meno scomodando la planetaria inversione di polo magnetico (fenomeno naturale e ampiamente studiato).

Esponiamo i fatti: il primo caso è stato registrato in Florida dove in un torrente sono morti migliaia di pesci. Pochi giorni dopo 200 uccelli vengono trovati privi di vita in Texas, migliaia di cadaveri di storni, pettirossi e merli in Kentucky e Arkansas. Anche in Svezia circa 50 taccole sono decedute lungo una strada presso Falkoping. Contemporaneamente in Italia, i cittadini di Faenza si sono risvegliati con le strade tappezzate da un gran numero di tortore morte o agonizzanti.

Anche in mare le morti di molti pesci sono avvolte dal mistero: in Brasile si arenano sardine e pesci gatto; dall’altro lato dell’oceano, sulle coste britanniche stessa sorte per i granchi diavolo e avvenimenti simili sono stati registrati anche in Vietnam e in Nuova Zelanda.

Molte le ipotesi e poche le risposte plausibili. Per fortuna alcuni di questi eventi hanno già una spiegazione. In Svezia la causa sono stati i fuochi d’artificio che hanno letteralmente spaventato a morte gli uccelli già provati dal freddo mentre  le tortore italiane sono decedute a causa di un’indigestione di scarti di semi di girasole provenienti da un oleificio.

In altri casi la risposta deve attendere le autopsie degli animali ma, affermano gli esperti, non è necessario ricercare le cause più assurde; le morie degli animali son fenomeni abbastanza frequenti sul pianeta. L’unica stranezza da evidenziare in questi episodi è la vicinanza nel tempo degli eventi.

Gli animali, poi, sono tutti deceduti nelle vicinanze di centri abitanti per cui gli episodi sono stati facilmente registrabili e hanno avuto una maggiore risonanza internazionale.

“Non è infrequente vedere centinaia di volatili morire perché volano troppo vicino ai radar, ma non fa notizia”, dice John Wiens ornitologo della PRBO Conservation Science. “Dal 1970 il National Wildlife Health Center del Winsconsin ha monitorato numerose morti di massa tra gli uccelli, i pesci e altre creature, ma nessuno ne ha parlato”, spiega LeAnn White, specialista di malattie della fauna selvatica. “La colpa sta nel fatto che alcuni casi sono stati sottolineati dai media tralasciando di ricordare che fenomeni del genere sono eventi, pur inusuali, che avvengono da sempre” ha aggiunto.

Ogni anno, solo negli Stati Uniti, si registrano almeno 163 morti di massa e alcune di queste particolarmente drammatiche, basti pensare alle 100.000 anatre che nel 1996 hanno perso la vita al confine tra gli Stati uniti e il Canada; anche in questo caso  inutile ricercare i segni i una imminente fine del mondo. La diagnosi? Una terribile intossicazione alimentare da botulino.

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