Mutanti da collezione

Da circa 6 anni  Uli Westphal si dedica ad un’attività molto particolare: scovare, fotografare e infine divorare i Mutanti di Berlino.

Fortunatamente le vittime designate  appartengono solo al regno vegetale ma il sacrificio di queste nobili fragole patate e zucchine si è reso necessario per la creazione di un archivio fotografico molto originale, il Mutato Archive, ultima testimonianza di una sempre più inconsistente diversità agricola.

Per Westphal questi rari esemplari con curiose forme e colori sono proprio l’esempio della volontà tutta  umana di sopprimere le normali espressioni mutanti del sistema alimentare industriale. Pensiamoci un po’ su: è mai possibile che nei nostri supermercati non siano mai presenti anomalie botaniche? Perché ci risulta semplice credere che un ramo produca frutti identici per forma, dimensione e  proporzioni a quelli dei rami vicini e non pensiamo nemmeno per un istante che ciò che noi consideriamo normale è invece uno standard attentamente selezionato dal genere umano nell’ultimo secolo?

Uno dei primi obiettivi della Comunità Economica Europea fu quello di facilitare gli scambi internazionali dei prodotti alimentari; a tal scopo ha individuato le caratteristiche tramite le quali i frutti devono essere catalogati; per assurdo, quindi, una zucchina non sarà una zucchina se non soddisfa le caratteristiche dimensionali e cromatiche identificate 70 anni fa dai burocrati internazionali.

Fino all’inizio del secolo scorso le varietà coltivate erano selezionate dall’uomo per le loro caratteristiche nutrizionali e ciascuna coltura era strettamente legata alle condizioni climatiche del luogo. Oggi, invece, per la scelta di un alimento (ad esempio un frutto) non ci basiamo più sull’olfatto o sul gusto, come è sempre avvenuto negli ultimi milioni di anni ma siamo attratti dalle sue caratteristiche visive.

Di conseguenza, circa un quinto della frutta prodotta in Europa viene scartata e distrutta; ovviamente se la nostra scelta ricade  sull’aspetto di ciò che mangiamo il mercato è portato a selezionare quelle varietà capaci solo di garantire alte rese, una forma costante e una buona resistenza ai lunghi spostamenti.

È evidente quindi che non solo i mutanti sono stati esclusi dal commercio ma anche interi gruppi varietali da sempre coltivati dagli uomini; è un dato certo che negli ultimi 50 anni la quasi totalità delle specie coltivate in Europa siano scomparse.

Le qualità attraverso cui valutiamo la nostra frutta e verdura, sono purtroppo una guida implicita alla creazione di un paesaggio industriale sempre più dominato dalle monoculture e dalle lunghe catene di distribuzione.

Abbiamo modificato i nostri gusti prediligendo la bellezza delle forme agli stimoli del gusto e dell’olfatto (gli unici che potrebbero effettivamente dirci qualcosa sulla bontà di ciò che mangiamo) quindi le nostre scelte ci portano a rifiutare i frutti mutanti solo perché non conformi ai nostri standard di bellezza.

Spero che le curiose immagini di questo catalogo solletichino la vostra fantasia e vi facciano riflettere: la natura non è certo infallibile ma a volte i suoi errori possono anche essere dei singolari e gustosissimi frutti.

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