Illusione? No, record!

Cosa sono i record che le persone hanno stabilito con il loro fisico se non primati della loro mente contro la paura?

Per un certo periodo ho praticato apnea e ho conosciuto Umberto Pelizzari che incredibile a dirsi, insegna e segue ogni suo allievo, meglio se allieva. Parte della frequentazione dei suoi corsi è dedicata ai filmati dei suoi record, soprattutto alcune serate calde di Santa Teresa erano passate davanti a un grande monitor collocato nel cortile del diving centre a guardare documentari prodotti dopo i suoi record.

Le immagini, con uno stile ispirato a Le Grand Blue (1988 Luc Besson), ripassano le sfide mitiche di Maiorca e Majol per approdare ai suoi record recenti.

Quello che stupisce, riguardando il fatto compiuto, è l’ingenuità degli uomini di credere impossibile quello che dopo pochi anni sarebbe stato normalissimo. Addirittura dopo solo qualche decennio, alla portata di qualsiasi studentello di apnea o pescatore subacqueo. Persino fumatori accaniti da due pacchetti di sigarette al giorno.

E’ noto che  i medici dell’epoca sconsigliarono a Maiorca la discesa oltre i 50 metri perché temevano la compressione dei suoi organi con la pressione dell’acqua. Ma, ignote le ragioni ai comuni mortali, Maiorca se ne fregò del consiglio e continuò ad avere fede sulla reazione del corpo umano a quelle profondità.

Sbloccato il taboo profondità oggi i nuovi campioni arrivano ad oltre 250 metri di profondità.

Come è possibile che sia cambiata la percezione di pericolo della profondità marina in soli 40 anni? E a quanti altri pericoli siamo esposti che in verità sono solo limiti sussurrati dalla nostra mente e da quella degli esperti?

Ho imparato, per risollevarmi il morale in più di una situazione, che in fin dei conti la nostra realtà è solo un’illusione. Niente è reale. Noi vediamo quello che le paure ci lasciano vedere. Noi ci convinciamo che una cosa può essere conquistata oppure adduciamo mille ragioni per trovarla pericolosa.

A riprova che l’illusione della nostra realtà parte tutta dalla manipolazione del cervello basti ricordare che l’immagine che la luce porta dentro la retina è capovolta. E’ il cervello che la raddrizza.

Quante possibilità di avventura il cervello ci impedisce di esplorare, quindi?

Oggi sul giornale è apparsa la notizia di un ragazzo inglese di 16 anni, George Atkinson, che con il completamento della scalata dell’Everest (dal versante Nord) ha conquistato tutte le Seven Summits, le montagne più alte dei sette continenti.

Era ieri quando pensavamo che Reinhold Messner fosse un marziano adattatosi bene all’ossigeno sul pianeta terra ma in realtà più adatto alle atmosfere rarefatte e prive di ossigeno di marte cosa che gli consentiva con una certa facilità la scalata delle vette sopra gli ottomila.

Quanti di noi metterebbero in programma solo una delle scalate, solo una delle immersioni in profondità, o una semplice discesa in canoa sulle rapide?

Non rimanete prigionieri delle vostre abitudini, come quel cappuccino e cornetto mattiniero preso in fretta prima di uscire di casa. Sono sempre più convinta che cambiare vita è possibile, ci vuole allenamento. Incominciate a gradi. Iscrivetevi magari a uno dei corsi di Umberto, fate una scalata in trentino, o solo due curve in moto nel Parco Nazionale d’Abruzzo.

Il film della vostra vita è ancora tutto da scrivere.

http://www.corriere.it/esteri/11_maggio_27/everest-16-anni-record-marchetti_b3ce1b2e-8851-11e0-9f3b-7863374fa955.shtml

 

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