No, Barbie, anche tu!

Questa la straziante reazione di Ken alla macabra scoperta che la sua dolce metà altro non è che una criminale ambientale; un grazioso giocattolo che si diverte a distruggere le foreste e ucciderne i suoi abitanti…

Dal canto suo la Mattel, l’azienda produttrice della bambola più famosa al mondo, non fa che alimentare questa sua potenza distruttrice utilizzando per i suoi involucri carta proveniente dalle foreste indonesiane; è anche a causa loro che oggi questi habitat sono profondamente a rischio così come a rischio sono le specie di animali che le abitano, dagli ultimi esemplari delle tigri di Sumatra agli orango-tango tanto cari a Ken.

Si tratta di ecosistemi chiave per la protezione della biodiversità e la cattura dell’anidride carbonica, ecosistemi che sono in pericolo per colpa di una stupida politica aziendale poco attenta alle problematiche ambientali.

Greenpeace ha dato il via ad una campagna internazionale contro il colosso dei giocattoli e oggi più di 150.000 mila sostenitori hanno inviato una email alla Mattel affinché smetta di utilizzare imballaggi derivati dal legname delle foreste pluviali.

Non contenta del disastro provocato in Indonesia, poi, Barbie è ormai su tutte le furie e nel Regno Unito un esercito di bambole armato di motosega si nasconde dove meno te lo aspetti. Greenpeace conta sull’aiuto di tutti i bambini per scovarle e chi sarà in grado di trovarle entrerà a far parte del Barbie Bureau Investigation.

Nell’attesa che le Barbie infuriate giungano anche in Italia scrivi anche tu alla Mattel e grida la tua rabbia per il suo comportamento; in fondo Ken ha ragione: non si può stare dalla parte di chi è causa della deforestazione!!!

Link:

http://www.greenpeace.org/international/en/campaigns/forests/asia-pacific/barbie/

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