Acqua filtrata

L’acqua come bene comune è un tema molto attuale e di fondamentale importanza che richiede attenzione e responsabilità.

L’acqua naturale non si trova allo stato puro (cioè costituita solo da due atomi di idrogeno e uno di ossigeno come viene rappresentata dalla formula chimica H2O) perché, durante il suo percorso, interagisce con le rocce (sia in superficie, sia in profondità) e discioglie minerali che forniscono sostanze utili per la nostra alimentazione; nel suo “percorso” nell’ambiente, però, può anche caricarsi di contaminanti di origine chimica e microbica.

L’acqua, per essere potabile, non deve contenere microrganismi e parassiti, né altre sostanze, in quantità o concentrazioni tali da rappresentare un potenziale pericolo per la salute umana. Il requisito fondamentale dell’acqua potabile è la purezza, cioè l’assenza di microrganismi patogeni o sospetti. Il controllo delle acque potabili è regolato dal D. Lgs. n. 31 del 2/02/2001 che stabilisce la concentrazione limite delle sostanze indesiderabili e le frequenze di controllo. Le acque minerali naturali sono invece regolamentate da una normativa specifica (Decreto del Min. della Salute del 29/12/2003).

La disastrosa situazione dell’acqua in Italia indusse il governo centrale ad emettere un decreto (appunto il DM 31/2001) che concedeva alle Regioni la possibilità di emettere deroghe ai limiti di legge nazionali sugli inquinanti nell’acqua potabile. Infatti, l’Italia è il paese europeo dove più frequentemente si è permesso ad alcuni acquedotti di erogare acqua con valori fino a 5 volte superiori alla legge; in particolare per arsenico, boro e fluoro. L’arsenico è un elemento non essenziale all’organismo umano e, a elevate esposizioni attraverso la dieta e l’aria, può causare tumori della pelle e degli organi interni. Il fluoro, se assunto in quantità eccessiva attraverso l’acqua, l’alimentazione ed eventuali integratori, causa fluorosi dentale e ossea nei bambini. Il boro è tossico per le vie riproduttive, ma non si è rilevata azione cancerogena.

La letteratura scientifica internazionale, con sempre maggiori riscontri, evidenzia il legame tra l’esposizione cronica ad acque ed alimenti contenenti arsenico, in donne in gravidanza e bambini, e molte patologie del neurosviluppo: autismo, disturbo da deficit dell’attenzione, disturbo dell’attenzione da iperattività, disturbi dell’apprendimento, della memoria, della capacità di lettura, riduzione del quoziente intellettivo, patologie dell’apparato respiratorio, perdita fetale, aumento dei casi di morte infantile e neoplasie. E’ per questo motivo che l’associazione italiana medici per l’ambiente (ISDE) è tornata a mobilitarsi contro la presenza di arsenico nell’acqua potabile. Come denuncia l’ISDE, i tumori nei bambini crescono del 3,2% l’anno, il doppio della media europea, la percentuale più alta nel mondo occidentale!

Sistemi per filtrare l’acqua

Oggi sul mercato esistono molti purificatori dell’acqua in grado di migliorare sensibilmente il livello di “pulizia” dell’acqua che, teoricamente, è destinata all’uso quotidiano.

  • Le brocche o caraffe filtranti promettono di eliminare o ridurre la presenza nell’acqua del rubinetto di sostanze nocive: nitrati, piombo, cloro, calcare, zinco, rame, cadmio, alluminio, benzene, mercurio. Vanno riempite con acqua di rubinetto (in modo che passi sull’apposita cartuccia filtrante) e poi conservate in frigorifero. Hanno un recipiente di capienza variabile da 1 a 3,5 litri. La cartuccia dura circa un mese (o 100 litri filtrati) e rimane sempre immersa nell’acqua, svolgendo così la funzione filtrante. Al suo interno, un granulato di resina a scambio ionico (per abbassare la durezza dell’acqua) e di carbone attivo (trattiene il cloro e gli eventuali composti organici e inquinanti presenti nell’acqua). Per evitare la proliferazione batterica, in qualche caso le cartucce vengono addizionate con un composto a base di argento che ha proprietà battericide.

Filtri montati sul rubinetto per filtrare acqua da bere e per cucinare con una facile installazione. Inoltre, permettono di passare da acqua filtrata a non filtrata e viceversa. Tra gli svantaggi, rallentano il flusso dell’acqua e non funzionano con tutti i rubinetti. Filtri da piano cucina che permettono di filtrare grandi quantità di acqua senza modificare le tubature. Filtri sotto il lavandino che permettono di filtrare grandi quantità di acqua senza dover modificare il rubinetto anche se  richiedono modifiche delle tubature. Filtri a osmosi-inversa che possono rimuovere un’ampia gamma di sostanze contaminanti, inclusi solidi dissolti, e sono il solo tipo certificato per la rimozione dell’arsenico, ma richiedono modifiche delle tubature e devono essere periodicamente disinfettati con candeggina. Sono anche estremamente lenti, rubano spazio nel mobiletto e sprecano da 3 ai 5 litri d’acqua per ogni litro filtrato. Filtri per tutta la casa sono un modo economico di rimuovere dall’acqua di casa depositi, ruggine e, per alcuni, cloro. La loro lunga durata è un altro vantaggio, ma la maggior parte non è stata creata per rimuovere tutte le altre sostanze contaminati, inclusi metalli e composti organici volatili. Richiedono un’installazione professionale.

Favorire l’utilizzo dell’acqua del rubinetto significa ridurre la produzione di rifiuti (in media ogni cittadino italiano “consuma” circa 130 bottiglie di plastica all’anno) e di CO2 (basti pensare che per trasportare l’acqua in bottiglia in Italia ogni anno si movimentano circa 480.000 Tir!).

 

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