Fishing for litter!

Nonostante le numerose iniziative attuate negli ultimi anni, la presenza di grandi quantità di rifiuti nelle acque marine rimane uno dei problemi ambientali più significativi. Solo nel Mar del Nord vengono scaricati ogni anno migliaia di tonnellate di rifiuti.

Il progetto Fishing for litter, ideato dalla Kimo, si è posto per la prima volta un obiettivo ambizioso: ridurre considerevolmente i rifiuti presenti in mare grazie all’aiuto di coloro che del mare hanno fatto il proprio lavoro, i pescatori. A partire dal 2002 La Kimo fornisce loro barche opportunamente equipaggiate per la raccolta dei rifiuti; il frutto di questa singolare pesca viene poi conservato in apposite sacche che, lasciate in banchina, saranno raccolte per lo smaltimento.

Il progetto ha riscosso un enorme successo in tutta l’Europa del nord. È  partito dall’Olanda ma ha subito incluso il Regno Unito e la Scozia, dove ha avuto un seguito sorprendente: ad oggi quasi tutti i porti scozzesi hanno sperimentato almeno una volta la campagna fishing for litter.

L’enorme risonanza è dovuta ai benefici immediati riscontrati dopo le campagne; il più tangibile è ovviamente una maggiore e duratura pulizia delle spiagge. Ancora, i pescatori perdono meno tempo nel districare le reti dai rifiuti galleggianti avendone un tornaconto economico e, infine , ma ben più importante, è nata ed è in costante crescita nella comunità la consapevolezza della gravità del problema ma anche della capacità di affrontarlo con  la volontà e l’impegno di tutti.

A seguito della splendida esperienza era impensabile non esportare questo modello anche nel mediterraneo, ovviamente con le giuste modifiche e tenendo conto della diversa conformazione del territorio (sopra e sotto il livello del mare) e di una comunità, quella dei pescatori del mediterraneo fatta di piccolissime imbarcazioni. Una spinta decisiva è venuta direttamente dal commissario europeo per la pesca e gli affari marittimi, Maria Damanaki, che ha proposto la possibilità di pagare quei volenterosi che con le loro barche vorranno iniziare a pescare i rifiuti.

Il progetto mediterraneo di fishing for litter è partito il mese scorso e ha visto i pescatori impiegati nella raccolta di una grande quantità di rifiuti galleggianti grazie all’utilizzo di particolari reti. Il frutto della pesca, anche in questo caso, verrà interamente riciclato.Secondo una ricerca condotta da Arpa Toscana e dalla struttura oceanografica Daphne, nel Mar Mediterraneo galleggiano oltre 500 tonnellate di plastica che hanno un impatto enorme sulla vita marina. Se il progetto dovesse avere l’eco che ci aspettiamo non solo darebbe un po’ di respiro agli ecosistemi marini quasi al collasso ma potrebbe seriamente creare nuovi posti di lavoro. Non c’è che dire: lavorare e far bene all’ambiente si può! Parola di naturalista.

Link:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *