Coriandoli di plastica nella pancia del pesce

Quando i ricercatori dello Scripps Institution of Oceanography hanno iniziato ad analizzare i campioni raccolti sapevano che si sarebbero trovati di fronte ad uno strano fenomeno. Da anni si ha la certezza che i pesci, così come i mammiferi e gli uccelli marini, ingurgitino accidentalmente piccole quantità di plastica ma, il fatto che il fenomeno sia così largamente diffuso, ha sorpreso anche coloro che i rifiuti galleggianti nel mare li studiano da tempo.

Lo scorso Agosto, un team di coraggiosi studenti della Università di San Diego ha navigato per migliaia di Km a largo della California settentrionale alla ricerca di una particolare isola: la Great Pacific Garbage Patch, la più grande isola di spazzatura del mondo. In questa zona l’assenza di venti e l’incontro di diverse correnti ha permesso l’accumulo di tonnellate di plastica provenienti sia dall’America che dall’Asia. L’isola è composta da rifiuti galleggianti di diverse dimensioni ma l’attenzione dei ricercatori si è concentrata su frammenti piccolissimi, quelli non più grandi di un chicco di riso.

L’ipotesi, purtroppo comprovata, era semplice: capire se esiste un incremento da parte dei pesci nella quantità di plastica ingerita. Sulla base dei loro campioni sono riusciti a stimare che in quella zona del Pacifico i pesci sono in grado di ingerire plastica alla velocità di 12.000 – 24.000 tonnellate l’anno!

Le specie più ghiotte sono quelle che abitano gli abissi oceanici. Si tratta di forme dotate di bioluminescenza per la cattura delle prede; abitano gli abissi durante il giorno ma risalgono in superficie col buio della notte.”Questi pesci hanno un ruolo importante nella catena alimentare perché collegano il plancton (che sta alla base) con livelli più alti della catena”, dichiara Asch, uno degli studenti a capo del progetto.

Se gli esseri umani, normalmente, non si cibano di questi pesci è invece risaputo che le specie commercialmente interessanti, come i tonni, lo fanno. Se un tonno si nutre di una grande quantità di pesci lanterna è chiaro che ingerirà anche tutta la plastica che hanno accumulato nei loro stomaci.

Il fenomeno potrebbe essere estremamente pericoloso per gli uomini perché la plastica è in grado di assorbire tossine (come il DDT) e di liberarle nel corpo del pesce che diventerà la nostra cena. Come e con che intensità questo avvelenamento avvenga è tutto da scoprire; bisognerà aspettare ancora un po’ per avere dei dati scientifici affidabili sugli effetti tossicologici legati alle nuove abitudini alimentari dei pesci del Pacifico.

Le isole di spazzatura stanno incidendo in maniera sempre maggiore sull’ecologia della vita marina essendo un’autostrada preferenziale per la diffusione delle specie invasive e modificando le dinamiche di una catena alimentare già molto fragile. Per conoscere la gravità del danno apportato all’ecosistema, però, saranno necessari altri studi.

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