Ancora un attimo..

Sono successe così tante cose in questo ultimo mese che non ho avuto tempo per scriverle oppure non volevo proprio scriverle. La mostra a Roma al Museo di Zoologia è andata bene. E’ stato un crescendo di attenzione che ancora non si può dire dove culminerà. Forse in un libro il prossimo anno. La cosa curiosa è che le didascalie che ho scritto per spiegare le foto hanno suscitato altrettanto interesse, tanto da convincermi a parlare di quello che succede sott’acqua quando occhi indiscreti o esattori delle tasse, poliziotti, detectives, non vedono..

Una mia amica milanese mi ha mandato una mail per congratularmi quando una delle foto della mostra è apparsa nel magazine di un quotidiano. Solo a quel punto ho realizzato che queste foto e i rispettivi viaggi in Indonesia ad aprile 2010 e aprile 2011 li ho fatti per reazione alla fine di una mia relazione durata 4 anni ( il primo viaggio), e alla fine di un’altra relazione importante (il secondo).

Andare sott’acqua è il metodo migliore e universalmente riconosciuto per distrarsi e curare certi stupidi ingorghi nei quali si attorciglia il cervello. Alcune volte i drammi sono stupidi, altri sono più seri. Quando ero a Manado, Indonesia, ad aprile 2011 un ragazzo con il quale facevo immersioni ogni giorno e con il quale ero entrata in simpatia una sera mi bussò alla porta perchè aveva voglia di parlarmi. Sono così venuta a sapere che lui andava sott’acqua per curarsi il dolore della perdita della sorella che si era suicidata ancora giovane per depressione, lasciando marito e due figli piccoli. E la cosa meravigliosa era che il mare lo curava, come ha curato me. Tutti sulla stessa barca, alla fine.

C’è qualcosa nelle forme marine di superiore rispetto alle forme che la mente crea nella nostra testa. Guardarle anche per pochi minuti, il tempo di un’immersione, ripulisce le autostrade cerebrali da massi e ostruzioni. Quando chiudi gli occhi dopo un’immersione ti senti sprofondare dentro un regno magico di forme e colori che si moltiplicano all’infinito. La mente su un solo disegno visto ricrea centinaia di altre forme e colori. Ma di questo ne parlerò nel libro.

‘ LIFE IS A BITCH AND THEN YOU DIVE’

A breve, torno a scrivere appena svincolata  dai dopo-mostra, dai dopo-trasloco e dai dopo-assenza contabile…

 

 

 

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