Scoperto traffico illegale di tonno rosso!

Thunnus thynnusNon è affatto risolta la questione della tutela del tonno rosso nel Mediterraneo; oltre all’immobilità delle istituzioni internazionali l’ombra della criminalità organizzata si allunga sul commercio illegale di questi animali.

Un traffico internazionale di tonni rossi è stato scoperto dalla Capitaneria di porto di La Maddalena che ha accertato un migliaio di violazioni amministrative per un importo complessivo di quattro milioni di euro. La truffa avveniva attraverso la falsificazione di un documento, il Bluefin Catch document (Bcd) obbligatorio per poter commercializzare il tonno rosso. L’inchiesta era partita proprio lo scorso Agosto a seguito del controllo dei Bcd di un grossista sardo. La Procura di Tempio, alla luce della documentazione prodotta, ha coinvolto, poi, altre procure della penisola, tra cui la Dda siciliana (direzione distrettuale antimafia) che ipotizza il coinvolgimento della criminalità organizzata.

I controlli a tappeto in tutto il territorio nazionale hanno portato a individuare un’organizzazione che non solo razziava il tonno rosso ma raggirava anche i consumatori locali spacciando per tale del pesce di scarsa qualità. Gli inquirenti suppongono a buon diritto che il traffico abbia una portata internazionale; gli importatori giapponesi, infatti, sono in grado di pagare le sue pregiate carni anche 500 euro al kg! Non è difficile pensare quanto una così semplice fonte di guadagno abbia attirato anche la criminalità organizzata che si dedica di solito a a ben altri traffici.

Solo in Italia l’inchiesta ha investito un centinaio di aziende, non solo sarde e siciliane, ma anche liguri, venete, marchigiane e campane. La prassi era sempre la stessa: la falsificazione del documento consentiva l’immissione sui mercati internazionali di grandi quantità di pesce catturato illegalmente.

Abbiamo già affrontato in passato l’urgenza di definire una regolamentazione più rigida per la commercializzazione delle specie a rischio e la repressione di tutte le forme di commercio illegale. Come già evidenziato in un precedente articolo (Commissione Internazionale per la NON Conservazione del Tonno) l’UE non è riuscita a raggiungere obiettivi risolutivi per gestire la commercializzazione del tonno. Dopo giorni di dibattiti il risultato, considerato dagli ambientalisti ridicolo, è stato di diminuire la pesca solo del 4%.

Se la sensibilizzazione verso l’emergenza di una prossima estinzione del tonno rosso non si allargherà anche a tutti i soggetti della catena (dai pescatori ai piccoli commercianti) non ci sarà più bisogno di una nuova regolamentazione internazionale perché non esisterà più una specie da salvare.

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