La Tigre,la Visione e l’Origine

tigre

Sono giorni che mi turbina nella testa un ragionamento (che) se non m’incarto nell’esposizione prova esattamente quello che vorrei raccontare.

Oggi ad esempio un giorno come gli altri a Roma. Due ore alla posta per ritirare una cartella equitalia spedita però all’ufficio postale sbagliato, quello molto più lontano dalla mia sede. Avere trenta numeri davanti che equivalgono a circa due ore mi danno tempo per avventurarmi a chiedere dove, in quale ufficio posso andare per comunicare che stanno sbagliando indirizzo. Le Poste però funzionano solo in entrata, cioè se hai soldi da investire. In uscita sei una palla/cliente che rimbalza tra l’addetto al negozio, l’usciera che fuma una sigaretta malata di noia e di stress da noia che ti chiede di tornare domattina perché non c’è nessuno, una dirigente che ti intercetta mentre stai piantando una grana, l’attesa di un altro dirigente dall’ufficio preposto per il reclamo con il servizio privato che però è fuori posto. La mia raccomandata non è gestita dalle poste, anche se ha il timbro delle poste ma da una società privata. Tutto questo avviene all’interno di un edificio paragonabile a un sanatorio per malati di mente dell’Europa dell’est. Muri fatiscenti, uffici senza luce, corridoi abbandonati, etichette senza senso affisse sulla porta di uffici vuoti tipo ‘controllo qualità.

Ogni romano nutre un santo in Paradiso, la sopravvivenza altrimenti sarebbe negata. Il mio santo oggi è stato un anonimo dirigente che si è offerto di rimbalzare con me da un collega all’altro finché la soluzione si è materializzata informalmente in un numero di telefono.

Mentre me ne tornavo in ufficio in una altrettanto fatiscente metropolitana pensavo che la fine del mondo non arriverà mai come un’apocalisse grandiosa e devastante. La fine del mondo è già arrivata. Il mondo è intento a franare un millimetro al giorno, impercettibilmente ma inesorabilmente. E considerato che fenomeni non registrabili dagli scienziati non sono degni di nota (a Roma neanche quelli degni di nota), la gente ci rimane intrappolata dentro come una mosca nella ragnatela.

Quando sento il mio cervello diventare come filo spinato è ora di sedermi a guardare il mare. Mi risetta la mente. Guardare lo specchio di acqua blu, il sole del tramonto, la salita delle stelle e della luna mi sgombra la mente dall’accumulo di immagini urbane del mondo moderno che frana.

L’uomo moderno che ancora crede nel mondo che frana trova questo passatempo inutile. Perchè in quel momento non produce. Vero, non si producono soldi. Si producono visioni.

Vi ricordate quei giorni lontani in cui si descriveva un’artista, un esploratore, un architetto, un tycoon come un visionario?

Avevano seguito una visione e l’avevano realizzata. La visione è quello che conta ma l’uomo moderno non capisce fino a che punto la visione è l’essenza della sua fortuna.

Apparentemente nella mente possiamo richiamare forme e colori e proiettarli come tessere di un mosaico nell’etere e creare il disegno della forma che vogliamo. Avete mai vissuto un dramma abissale e letto uno di quei libri di self-help matrice americana? Insegnano che il nodo di tutto sta nella mente, nella programmazione o meglio riprogrammazione della mente.

In un documentario inglese ho visto atleti del salto in alto spiegare come si preparavano al salto. Prima di partire visualizzavano, secondo dopo secondo, ogni movimento. Il salto, e il record eventuale, era frutto dell’abilità di concentrarsi e obbligare il corpo a compiere lo sforzo che la mente aveva programmato.

Quando sono sott’acqua (e il mondo marino è solo un esempio) rimango totalmente rapita dalle forme che incontro. Queste sono forme originarie, mi parlano dell’origine delle forme. Lo capisco dalla reazione della mente che si stacca dalla realtà e corre dietro alle forme creandone altre, con nuove soluzioni.

Con l’andare degli anni mi sono fatta l’idea che la varietà delle forme è illimitata ed è un gioco al quale, volendo, potremmo giocare. Anzi è un gioco al quale l’Origine vorrebbe che noi giocassimo.

Se la mente ha l’abilità, attraverso la visualizzazione, di materializzare azioni, un giorno non lontano noi potremmo materializzare le nostre visioni e cioè esaudire i desideri.

Le forme, la biodiversità, i colori e i pattern delle livree dei pesci, dei coralli, o dei nudibranchi non sono lì per caso. L’Universo è troppo efficiente per concludere il suo mandato in un solo messaggio estetico ‘guarda come sono, soltanto io, meraviglioso’  – ha sicuramente un secondo messaggio per noi che osserviamo che potrebbe essere un invito a interagire e co-creare con l’Origine.

Il gioco è sicuramente reso difficile dal fatto che la mente è disabituata a sognare, la mente ‘compra’ perché appartiene al mondo che sta franando.

Eppure un giorno saremo in grado di creare il nostro meraviglioso universo prendendo spunto dall’Universo in cui viviamo, che altro non è, che una visione materializzata dell’Origine.

Come mai, noi che non riusciamo neanche a materializzare un moscerino, neanche una giornata priva di intoppi, neanche uno quei famosi viaggi che ancora sogniamo, rimaniamo passivi davanti all’annientamento di questa Visione piena di vita e così ben riuscita ?

Cos’è una tigre? La tigre prima di essere stata una tigre deve essere stata nei sogni dell’Origine, una meraviglia di sogno con tanti dettagli quanti sono gli atomi che ne compongono il corpo. Atomi assemblati e cristallizzati così efficientemente da permetterle di funzionare, vivere e riprodursi.

Una mente che inventa una tigre non merita di essere insultata. Uccidere una tigre è un insulto a chi l’ha creata. La tigre è una forma dell’Origine affidata al pianeta come esempio di una forma riuscita alla quale ispirarci. Uccidere una tigre, collaborare alla sua uccisione, rimanere passivi alla sua morte è diminuire ogni giorno le nostre potenzialità e collassare lentamente con il sistema.

Non è solo una tigre che manca all’appello, sono tutti gli animali che stanno sparendo e con loro milioni di forme di una visione straordinaria, alla quale e solo a questa, è connesso l’incredibile sogno di vita di ognuno.

Buone vacanze a chi va e anche a chi resta. Purché la mente sia libera di andare alle latitudini solitarie, assolate, verdeggianti, pacifiche, dove si creano e si producono sogni…

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