Eden Girl V Kate Moss

Qualcuno forse passerebbe il mese di agosto ad esplorare la grande barriera corallina australe, le montagne himalayane, i canyon marini islandesi, o i grandi laghi americani. Ma a nessuno verrebbe in mente di passare il mese di agosto ad annaffiare le piante in un giardino sopravvissuto alla fame dei conigli nella zona meno ospitale e più calda dell’isola di Filicudi. Gli isolani mi reputano una matta per la fatica a cui mi sottopongo ma una visione, in assenza di super poteri, va costruita con il lavoro manuale.

Sogno di costruire un giardino tropicale. Sono una eden girl. La mia libidine è riportare abbondanza dove c’è il deserto. Sogno alberi carichi di frutta, frangipane carichi di fiori colorati e profumatissimi, querce, jacaranda e ginko alti 3 piani dove gli uccelli migratori trovano rifugio. Sogno correnti di aria fredda nel sottobosco e puro ossigeno nei polmoni. Non c’è stato giorno che guardando questo benedetto giardino, da strappare alla siccità estiva, al vento invernale da nord, alla rapacità dei conigli, non mi sia detta ‘ ma chi te lo fa fare ‘..A volte la volontà ha come dei cedimenti e mi ritrovo sull’orlo del pianto da esaurimento.

La mia impresa è semplicemente impossibile ma rimando sempre di un giorno la resa.

I matti siamo due per la precisione: la sottoscritta e uno ancora più matto di me, Alessandro. A 40 gradi sotto il sole ripara muretti di sassi crollati maneggiando pietre infuocate per fare posto alle piante.

Il mese di Agosto per questo pezzo di terra è il mese in cui si gioca la partita più dura. Vivere o morire. Persino per le aloe sudafricane che ho comprato per posta in Inghilterra e che ho trapiantato qui, il caldo di questo versante delle Eolie è troppo da sopportare. Le trovo con le foglie chiuse sullo stelo principale e prossime al rosso.

Ogni foglia che sopravvive è una goccia di umidità per la prossima pianta e in futuro un grado in meno  che peserà sul terreno.

Il giardino è esposto a sud-ovest. Quando il sole tramonta sento gli atomi contarsi per censire superstiti e deceduti. Nessun filucudaro vive più da questa parte dell’isola, solo topi, conigli, capre, vespe, falchi.

Un tempo però erano tutti vigneti, oliveti e grano. Due raccolti l’anno. Qualche turista ha comprato casa per godersi lo spettacolo del tramonto ma quest’anno non si è visto nessuno. Quando il sole tramonta una gang di topi scende dai muri e dai rami degli alberi per razziare qualsiasi cosa trovino di commestibile. Tutto ma proprio tutto deve essere chiuso ermeticamente dentro scatole di plastica, e considerata la fatica per portare uno spillo da questa parte dell’isola raggiungibile solo via mare, anche una pesca è preziosa. Spariscono persino il sapone e le spugnette sintetiche dei piatti.

Romeo, il gatto, rimane impassibile davanti al via-vai. Quest’anno ha ucciso solo due conigli e due ratti. Due topi si sono uccisi da soli cercando acqua dentro il secchio.

Le mie vere vacanze sono state due notti e un giorno a Panarea. Al rientro ho comprato una rivista per passare il tempo sulla nave. Kate Moss era in vacanza a Saint Tropez, dormiva sul mega-yacht che ha preso in affitto, passava le giornate al Club 54e spendeva soldi nelle boutique.

Quando ho letto l’articolo mi è sceso un brivido di vergogna, voglio dire vergogna per come lentamente si scende all’inferno senza accorgersene. Il mio stile a Filicudi è cappello, occhiali da sole, protezione 60. Indosso la più logora delle mie camicie bianche e dei miei pantaloni, le scarpe meno femminili che ho mai calzato perchè l’ultima volta che avevo sandali mi è penetrata una spina attraverso la suola. Me l’hanno tolta al pronto soccorso di Milazzo. Ho tirato un tale urlo di dolore che ho gelato la gente in attesa.

Guardo le foto di Kate Moss con invidia. Vorrei essere elegante come lei, fare la sua vita, spendere l’agosto su una barca con l’aria condizionata, bere un cocktail ghiacciato, passare davanti allo stereo, alzare il volume, ballare come una cretina in shorts, piedi nudi e unghie laccate.

Invece io a fine giornata, lavato con un filo d’acqua il sudore misto a polvere, per fare ricreazione devo mettere benzina nel generatore Honda 2kw, girare il tappo della benzina in posizione ON, girare l’interruttore accensione su ON, tirare la corda dell’accensione finché si mette in moto. Allaccio il cavo della base IPod solo una volta acceso il generatore (come da istruzioni). La musica si sente con un sottofondo di motore che per quanto di ultima generazione trattasi pur sempre di motore a benzina.

Il mio cocktail abituale è acqua piovana filtrata in una Britta e gasata con una SodaStream, mezzo lime spremuto dentro.

Il guaio nel volere materializzare una visione è la solitudine con il quale si rimane in balia dei propri momenti di disperazione e di speranza, la difficoltà di ritrovare il coraggio nonostante la fatica fisica.

Forse porterò a termine la missione di piantare, annaffiare e fare radicare questi alberelli ancora informi appena usciti dal vivaio di Gaetano Torre di Milazzo, da una ghianda raccolta all’ orto botanico di Palermo o in giro per il mondo. Se poi penso che a malapena riuscirò a vedere il fatto compiuto tra venti o trenta anni ammetto che la tentazione di abbandonare tutto per una vacanza facile sembra sopraffarmi ogni momento …

Per fortuna ogni tanto la provvidenza, come dei jolly di un mazzo di carte, mi regala un paio di scorciatoie, un paio di braccia in più, qualche tramonto strepitoso, per rinfrescare lo spirito nell’attesa.

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