Quando la Brigitte Bardot se ne va..

Come ogni anno in giro per il mondo ci sono rituali che si ripetono con puntualità. Alle Isole Faeroe situate a metà strada tra la Norvegia e l’Islanda gli abitanti hanno l’abitudine di cacciarsi la scorta di cibo necessaria per tutto l’inverno uccidendo durante i mesi estivi un certo numero di balene pilota che vengono avvistate e segnalate nell’oceano.

Uccidere una balena non è proprio come tirare il collo al pollo nell’aia dietro casa e spennarlo. Non si uccide una balena con un unico colpo mortale in testa e si taglia il corpo in quattro e quattr’otto. Negli anni, in risposta alle pressioni delle organizzazioni animaliste, la pratica è stata ‘umanizzata’, l’arpione che le aggancia dal blowhole posto sulla testa e le tira in spiaggia è stato modificato, e gli arpioni e i ganci usati nel passato banditi nel 1985.

Una volta tirata in secca, la balena viene uccisa affondando uno speciale coltello lo grindaknívur nella parte dorsale giù fino al cordone spinale. Tempo di resa alla vita: da pochi secondi a qualche minuto. Poi comincia lo squartamento che arrossa il mare.

Il numero di balene uccise ogni anno è di circa 900 esemplari.

Leggendo la pagina dedicata alla cucina locale che appare sul sito ufficiale delle isole Faeroe la carne di balena e l’uccisione rituale ogni anno viene descritta come un regalo divino fatto a una popolazione tagliata fuori dal mondo geograficamente e penalizzata da un clima tra i più severi.

Il prolungato massacro, così invece interpretato dagli animalisti, ha fatto reagire Sea Shepherd che quest’anno ha mobilitato due navi nelle acque delle Faeroe, la Steve Irwin e la Brigitte Bardot, per proteggere il passaggio delle balene. Durante i mesi di luglio ed agosto 2011 infatti nessuna balena è stata uccisa. La polizia locale ha impedito la caccia per tutto il tempo di permanenza di Sea Shepherd ma appena finiti i fondi destinati all’impresa ed hanno salpato le ancore, la caccia è ricominciata.

I primi di settembre sono stati intrappolati e uccisi circa 100 esemplari. Un mini-massacro rispetto a quello che avrebbero potuto uccidere senza la presenza di Sea Shepherd

Se al nord il villaggio intero si raduna per partecipare alla caccia alle balene come tradizione vuole da secoli, al sud le famiglie portano i bambini ad avvistarle, a fotografarle e ad emettere gridolini di sorpresa seguendo la grazia dei loro affioramenti e inabissamenti.

Nel 2008 le autorità sanitarie delle Faeroe hanno decretato che la carne e il grasso delle balene contengono troppo mercurio, PCBs e DDT per essere destinate alla consumazione.

Forse è solo un timido messaggio atto a scardinare, impolverare, demolire, un’abitudine che potrebbe essere con un poco di buona volontà sostituita.

La nuova scuola di cucina delle Faeroe propone conchiglie Saint-Jacques al vino bianco e merluzzo ai semi di zucca.

Carne di balena al DDT non è allo stesso modo appetibile e digeribile.

 

 

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