I bambini a lezione… in fattoria

Otto bambini italiani su dieci non  hanno mai messo piede in una fattoria e hanno avuto modo di vedere dal vivo un animale, che non sia cane o gatto, solo al circo o allo zoo. E’ appena partito un nuovo anno scolastico e ci sono molte idee per renderlo quanto più utile, educativo e gradevole possibile.

Una iniziativa realizzata grazie all’accordo della Coldiretti con il ministero della Pubblica Istruzione e dell’Università (Miur) che, con circolare, ne ha previsto la distribuzione in tutte le scuole è proprio quella di avere l’opportunità, durante il nuovo anno scolastico, di andare a lezione nelle aziende agricole in campagna.

La Coldiretti definisce questa iniziativa una sorta di pedagogia attiva, dell’imparare facendo, aspetto carente nelle nostre scuole a tutti i livelli. La Coldiretti ha comunicato che saranno più di un milione i bambini che durante quest’anno scolastico avranno l’opportunità di andare e frequentare le lezioni in una delle quasi 1.200 aziende agricole italiane, accreditate come fattorie didattiche.

Una maniera per sensibilizzare i giovani all’educazione alimentare attraverso la conoscenza delle produzioni tipiche, del rapporto tra prodotto e territorio e del rapporto tra alimentazione e salute, scoprendo l’importanza di un mestiere spesso sottovalutato.
Cosa si impara in un campo scuola “contadino”? Il programma di Coldiretti cita innanzitutto corsi di “educazione alimentare attraverso la conoscenza delle produzioni tipiche, del rapporto tra prodotto e territorio e del rapporto tra alimentazione e salute”. Inoltre, la formazione sul campo consente “l’educazione ambientale attraverso la conoscenza della campagna con i suoi ritmi e l’alternanza delle stagioni, dell’ambiente naturale, della possibilità di produrre in modo sostenibile e della possibilità di produrre cose nuove come le energie rinnovabili”.
La fattoria didattica propone percorsi e laboratori didattici, l’osservazione e la conoscenza della realtà viva dell’azienda e dell’ambiente rurale in cui essa opera. Sono gli agricoltori e i loro familiari ad accompagnare i ragazzi lungo l’itinerario didattico prescelto: sono loro dunque a trasmettere l’esperienza che vivono quotidianamente, a illustrare i processi produttivi, la vita degli animali, l’origine dei prodotti, le meravigliose trasformazioni che avvengono nell’arco delle stagioni, a stimolare lo spirito critico e la curiosità dei visitatori.
Ecco il numero delle fattorie didattiche suddivise per regione: Piemonte (206), Veneto (136), Puglia (118), Campania (108), Lombardia (106), Emilia Romagna (99), Marche (76), Toscana (57), Sardegna (54), Lazio (49), Friuli Venezia Giulia (41), Trentino Alto Adige (26), Umbria (24), Calabria (21), Liguria (20), Abruzzo (17), Basilicata (13), Sicilia (12) e Molise (6).
Ricostruire un rapporto sano con l’alimentazione è un obiettivo importante per le scuole italiane. Da un’indagine del progetto “Okkio alla salute” è risultato che il 34 % dei piccoli cittadini italiani di 8 e 9 anni è lontano dal peso forma: oltre un milione è sovrappeso (22,1% del totale) e 400mila (11,1%) sono obesi. Dall’indagine è emerso che il 23% dei genitori dichiara che i propri figli non consumano quotidianamente frutta e verdura e che il 48% assume quotidianamente bevande zuccherate e gassate. Fermare la vendita del cibo spazzatura nelle scuole a favore di alimenti locali, freschi e sani come spremute, frutta e verdura di stagione anche da sgranocchiare e in grado di assicurare senso di sazietà e garantire un adeguato apporto idrico può contribuire, inoltre, a sconfiggere i problemi di eccesso di peso e obesità. Un obiettivo che può anche essere incentivato con l’aiuto dei nuovi distributori automatici di frutta e verdura snack che si stanno diffondendo e, dove è possibile, acquistare a prezzi contenuti frutta fresca, disidratata o spremute senza aggiunte di zuccheri o grassi come alimento rompi-digiuno per una merenda sana, alternativa al “cibo spazzatura”.

L’articolo fa parte del  libro di Sonia “Naturalmente Sonia, alimentazione e benessere per genitori e bambini. Il libro è una raccolta degli articoli scritti da Sonia negli ultimi 3 anni.

Cosa si impara in un campo scuola “contadino”? Il programma di Coldiretti cita innanzitutto corsi di “educazione alimentare attraverso la conoscenza delle produzioni tipiche, del rapporto tra prodotto e territorio e del rapporto tra alimentazione e salute”. Inoltre, la formazione sul campo consente “l’educazione ambientale attraverso la conoscenza della campagna con i suoi ritmi e l’alternanza delle stagioni, dell’ambiente naturale, della possibilità di produrre in modo sostenibile e della possibilità di produrre cose nuove come le energie rinnovabili”.

La fattoria didattica propone percorsi e laboratori didattici, l’osservazione e la conoscenza della realtà viva dell’azienda e dell’ambiente rurale in cui essa opera. Sono gli agricoltori e i loro familiari ad accompagnare i ragazzi lungo l’itinerario didattico prescelto: sono loro dunque a trasmettere l’esperienza che vivono quotidianamente, a illustrare i processi produttivi, la vita degli animali, l’origine dei prodotti, le meravigliose trasformazioni che avvengono nell’arco delle stagioni, a stimolare lo spirito critico e la curiosità dei visitatori.

Ecco il numero delle fattorie didattiche suddivise per regione: Piemonte (206), Veneto (136), Puglia (118), Campania (108), Lombardia (106), Emilia Romagna (99), Marche (76), Toscana (57), Sardegna (54), Lazio (49), Friuli Venezia Giulia (41), Trentino Alto Adige (26), Umbria (24), Calabria (21), Liguria (20), Abruzzo (17), Basilicata (13), Sicilia (12) e Molise (6).

Ricostruire un rapporto sano con l’alimentazione è un obiettivo importante per le scuole italiane. Da un’indagine del progetto “Okkio alla salute” è risultato che il 34 % dei piccoli cittadini italiani di 8 e 9 anni è lontano dal peso forma: oltre un milione è sovrappeso (22,1%  del totale) e 400mila (11,1%) sono obesi. Dall’indagine è emerso che il 23% dei genitori dichiara che i propri figli non consumano quotidianamente frutta e verdura e che il 48% assume quotidianamente bevande zuccherate e gassate.

Fermare la vendita del cibo spazzatura nelle scuole a favore di alimenti locali, freschi e sani come spremute, frutta e verdura di stagione anche da sgranocchiare e in grado di assicurare senso di sazietà e garantire un adeguato apporto idrico può contribuire, inoltre, a sconfiggere i problemi di eccesso di peso e obesità. Un obiettivo che può anche essere incentivato con l’aiuto dei nuovi distributori automatici di frutta e verdura snack che si stanno diffondendo e, dove è possibile, acquistare a prezzi contenuti frutta fresca, disidratata o spremute senza aggiunte di zuccheri o grassi come alimento rompi-digiuno per una merenda sana, alternativa al “cibo spazzatura”.

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